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	<title>25 aprile Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>25 aprile, la contestazione dei pistola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2015 12:50:09 +0000</pubDate>
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<p>&#8220;<em>Papà andiamo via, ho paura della pistola</em>&#8220;. Queste le parole di mia figlia di otto anni. S&#8217;è presa uno spavento barbino nell&#8217;udire quelle urla a pochi passi di distanza da parte di una decina di giovani che davano del buffone al sindaco di Treviglio Beppe Pezzoni, all&#8217;inizio del suo discorso dal palco della cerimonia per la ricorrenza della Festa della Liberazione, in piazza Insurrezione. Le hanno rovinato la festa, povera piccola. Pochi minuti prima ci eravamo infilati insieme nel corteo capeggiato dal rullo dei tamburi. Mia figlia era contenta di partecipare alla festa della Liberazione perché a scuola le avevano spiegato che in quel giorno di settant&#8217;anni fa, in Italia ebbe fine la seconda guerra mondiale. Mai avrei immaginato che quei sorrisi innocenti si sarebbero trasformati in lacrime di paura. Ci siamo allontanati mano nella mano, mentre cercavo di rassicurarla sdrammatizzando l&#8217;accaduto. Le dicevo che lì, in quella piazza, gli unici &#8220;pistola&#8221; era quella decina di energumeni prestati a uno show che avrebbero potuto fare anche meglio se si fossero fatti capire. Per dare un&#8217;interpretazione a quella sceneggiata, bisognava infatti collegare il sindaco Pezzoni alle forze politiche che lo hanno eletto: Forza Italia, Lega e la cosiddetta Destra nostalgica di un certo fascismo. Quello sconfitto dai partigiani nel 1945 con l&#8217;ausilio determinante delle forze inglesi e americane. Infatti, tra i gonfaloni e i tricolori issati in piazza, qualcuno esibiva proprio una bandiera a stelle e striscie. Che suonava di beffa in questi giorni in cui l&#8217;America ci ha regalato l&#8217;ultimo morto italiano: il cooperante Giovanni Lo Porto. Ucciso in Pakistan da un drone americano addirittura quattro mesi fa. Ecco, forse la contestazione avrebbe avuto più senso verso quella bandiera che simboleggia un Paese poco rispettoso nei confronti dell&#8217;Italia. Non verso un sindaco di provincia di estrazione democristiana, per altro scaricato da quei partiti che i contestatori volevano attaccare. Insomma, sono stati proprio dei pistola.</p>
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		<title>Crisi la vera Liberazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 15:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=9UxZyI-NxtI&amp;feature=player_embedded" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4549" title="piero ricca megafono" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/04/piero-ricca-megafono-300x178.jpg" alt="" width="488" height="289" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/04/piero-ricca-megafono-300x178.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/04/piero-ricca-megafono.jpg 642w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></a></p>
<p>A due anni esatti dall&#8217;ultimo refresh, giornata in cui andai sul palco di Torino del V2-day invitato da Beppe Grillo, ecco il blog in una veste un pochino rinfrescata. Ho tenuto a battesimo il cambio di veste ancora in questa giornata della <strong>festa della Liberazione</strong>, tesa e carica di italiani incazzati che cade in un momento tragico e socialmente pericoloso per tutti.<br />
Le fabbriche chiudono tutti i giorni, all&#8217;orizzonte non ci sono prospettive di occupazione per troppa gente. I governi non hanno saputo esercitare il loro potere per fronteggiare l&#8217;emergenza fin già  dai sintomi, mettendo in campo interventi che evitassero il più possibile la situazione di disagio sociale in cui siamo ormai precipitati.</p>
<p>Quel criminale di Berlusconi non ha fatto altro che pensare ai cazzi suoi. Lui e il suo governo di <strong>amici della mafia</strong> non hanno mosso un dito per i lavoratori e per le loro famiglie. Hanno pensato soltanto a sfasciare tutto: dalla giustizia alla scuola, dai salari alle piccole e medie imprese sempre più tartassate perché facilmente controllabili rispetto ai grossi <strong>evasori fiscali come berlusconi</strong>, che si può permettere di pagare tanto al chilo gli avvocati personali che gli fabbricano le leggi dell&#8217;impunità . Utili anche ai bancarottieri suoi amici come Geronzi.<br />
Sono i piccoli spremuti che pagano per i grandi criminali coi colletti bianchi. Da Scajola che prende 900 mila euro sotto banco a Fitto 495 mila, c&#8217;é un lungo elenco di delinquenti corrotti barricati nelle istituzioni che prima o poi la pagheranno cara ai cittadini senza più nulla da perdere.</p>
<p>Gianfranco Fini é uno di quelli che nonostante tutto si é accorto che qualcosa non sta più funzionando. Si é accorto che se il governo di cui fa parte continuerà  a delinquere in questo modo per altri tre anni, é probabile che qualcuno ne chiederà  conto. Ha forse avuto un barlume di ragione nel ritenere che é ancora consentito mettere in discussione certe porcate travestite da leggi che berlusconi e bossi continuano a partorire. Fini ha osato mettere in discussione il programma eversivo, fascista e criminale del governo Berlusconi e in tutta risposta ha ricevuto solo critiche e ricatti, oltre che l&#8217;aut aut dal solito amico dei mafiosi che fa il capo del governo.</p>
<p>Randellate sono giunte pure dal moribondo Bossi (&#8220;<em>Ormai é un cadavere politico</em>&#8221; b. 14/1/1995) e dai giornali spazzatura di Feltri e Belpiego, entrambi al soldo di quel solito saltimanco che sorride grazie alla dentiera posticcia che annuncia discorsi in tivù, che va a scegliersi le tenute da acquistare a Siena invece che andare in tribunale a spiegare ai magistrati come ha occultato migliaia di miliardi all&#8217;estero gonfiando i prezzi dei telefilm, che se ne va alla Scala mentre migliaia di lavoratori sono licenziati, cassintegrati o senza occupazione, che si occupa di semipresidenzialismo, che avalla il razzismo sfrontato della Lega, che disprezza gli organi di garanzia, che corrompe i testimoni, i giudici, la guardia di finanza, le ragazzine, le escort e persino sé stesso.</p>
<p>Questo governo non potrà  durare altri tre anni nelle condizioni in cui siamo. E&#8217; semplicemente impossibile perché la Grecia che sta andando in ammollo ce lo insegnerà . La Germania dell&#8217;unione europea che la vuole scaricare insegna che l&#8217;Europa é un grande bluff. Come si sono rivelate grandi bluff le mafiocrazie chiamate democrazie. A cominciare dall&#8217;Italia, i cui nodi stanno venendo al pettine. Sarà  una dolorosa liberazione.</p>
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		<title>E&#8217; finita la giornata. Che liberazione!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 20:43:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questa giornata dedicata alla festa della Liberazione non mi va di cadere nella solita retorica di chi si sente obbligato a parlarne. Dico solo che questa giornata l&#8217;ho vissuta a Milano. L&#8217;ho trovata una sfilata di partiti, tutti in cerca di consensi a buon mercato e un&#8217;occasione per Formigoni vari di impacchettare comizi fuori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/25/e-finita-la-giornata-che-liberazione/">E&#8217; finita la giornata. Che liberazione!</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="310" data="http://www.youtube.com/v/_asLA7jL7Ck&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_asLA7jL7Ck&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>In questa giornata dedicata alla festa della Liberazione non mi va di cadere nella solita retorica di chi si sente obbligato a parlarne. Dico solo che questa giornata l&#8217;ho vissuta a Milano. L&#8217;ho trovata una sfilata di partiti, tutti in cerca di consensi a buon mercato e un&#8217;occasione per Formigoni vari di impacchettare comizi fuori tema e collezionare fischi al ritmo di &#8220;<em>buffone</em>&#8220;. Che talento ci vuole blaterare fra gli insulti!</p>
<p>In questa giornata in cui avrei potuto innescare domande da polemica ai vari Franceschini, Cofferati, Formigoni e Di Pietro, ho sentito che non c&#8217;era il clima adatto fra quelle migliaia di anziani in corteo con le facce da funerale.</p>
<p>In questa giornata non si può proprio commentare Berlusconi che da Onna consiglia i terremotati di recarsi all&#8217;Ikea.<br />
Non si può proprio commentare un decreto legge per equiparare partigiani a repubblichini.<br />
Non si può proprio commentare il presidente del consiglio che fa lo sciacallo per tentare di trasformare la festa della Liberazione in festa della libertà  (sua di delinquere impunito).</p>
<p>In questa giornata intrisa di retorica, che doveva servire solo per non dimenticare i morti della Resistenza, concludo che si é trasformata in una becera chiacchiera fra lavandaie.<br />
Meno male che questa giornata é finita. Che liberazione!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/25/e-finita-la-giornata-che-liberazione/">E&#8217; finita la giornata. Che liberazione!</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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