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	<title>vitalizi Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Aug 2023 21:16:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La destra toglie il Rdc, il Pd in Lazio aumenta i vitalizi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 21:16:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I politici di destra non si fanno mancare niente, ma quelli sinistra sono di un’ignordigia di soldi e di vitalizi da far impallidire di vergogna. Ma siccome la vergogna è un sentimento nobile, cioè di chi ha una dignità, sappiamo che la corsa dei politici regionali ai ricchi assegni è sintomo di menefreghismo nei confronti [&#8230;]</p>
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<p>I politici di destra non si fanno mancare niente, ma quelli sinistra sono di un’ignordigia di soldi e di vitalizi da far impallidire di vergogna. Ma siccome la vergogna è un sentimento nobile, cioè di chi ha una dignità, sappiamo che la corsa dei politici regionali ai ricchi assegni è sintomo di menefreghismo nei confronti della povertà dilagante. Soprattutto ora che il governo Meloni ha tagliato il reddito di cittadinanza a ben il 60 % dei percettori dell’epoca del governo Conte.</p>
<p>Bene, allora dopo il bonus rinviato dai consiglieri della Puglia, a guida di centrosinistra, ecco i finti comunisti – stavolta del Lazio – che senza votare in aula hanno ottenuto un sostanzioso aumento dei vitalizi grazie ad un accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate.<br />
In che modo? Semplicemente grazie a un ricorso fatto dall’ex presidente del consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori (in foto), del Partito democratico, che nel 2016 chiese un parere all’Agenzia delle entrate di Roma sull’adeguamento della percentuale di vitalizio lordo esente da ritenuta fiscale e sulla restituzione dell’Irpef maggiore trattenuta. </p>
<p>Inoltre, il taglio agli assegni avvenuto nel 2019, ha comportato un’interpellanza in aula quest’anno a febbraio, e anche in quel caso, sempre l’Agenzia delle entrate, ha precisato che la tassazione va diminuita del 12,4%. Il pronunciamento ha portato così l’ufficio di presidenza di Antonello Aurigemma a fissare il ricalcolo per tutti i vitalizi e le reversibilità fino alla IX legislatura, quella della presidenza della berlusconiana Renata Polverini.</p>
<p>E allora, meno tasse significa innanzitutto più soldi in busta paga per i politici del Lazio. E poi, con effetto retroattivo. Tra ex presidenti ed ex consiglieri, considerando anche le reversibilità dovute agli eredi, parliamo di ben 250 politici ed ex politici che hanno vinto una vera e propria tombola.<br />
Parliamo di 12,5 milioni di euro di soldi dei cittadini, che finiranno sui conti correnti dei politici del Lazio soltanto per quel che concerne il 2022. Che tradotto singolarmente, significa una media di 2.700 euro netti per chi ha alle spalle una legislatura,<br />
4.300 per chi ha fatto 2 legislature e 5.300 per chi ne ha fatte 3.</p>
<p>Tra i fortunati a godere dell’assegno, moltissimi politici di sinistra, ci sono gli ex presidenti socialisti Giulio Santarelli, Bruno Landi, Gabriele Panizzi, Sebastiano Montali, oltre al democristiano Rodolfo Gigli e il verde Arturo Osio. Sempre in ambito di centrosinistra, assegno anche all’ex presidente Piero Badaloni, Piero Marrazzo e per il dem Esterino Montino, marito di Monica Cirinnà, quella della legge sulle coppie gay. Altri assegni sostanziosi vanno ad Angiolo Marroni, del centrosinistra, che supera i 6.000 euro. 5.000 per il verde Filiberto Zaratti e per la comunista Giulia Rodano. Oltre al dem Stefano Paladini. 5.500 euro mensili netti per il dem Michele Pompeo Meta, ex presidente del Consiglio di amministrazione di Trenitalia. C’è anche un ex presidente del Lazio che rinuncia vitalizio. E’ di destra, ed è Francesco Storace.</p>
<p>Insomma, gira e rigira, i cittadini con l’agenzia delle entrate devono sempre e solo versare. Oppure se hanno un reddito gli viene tagliato. Se si fa politica piove sempre sul bagnato. Ma in questo paese va bene così, visto che gli italiani scendono in piazza solo per le partite di calcio. </p>
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		<title>Lo sdegno fa rinviare in Puglia il ricco bonus per i consiglieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 07:56:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordate i 40 mila euro di bonus ai consiglieri regionali della Puglia che dovevano approvarsi in aula martedì scorso? Bene, lunedì scorso il governatore Michele Emiliano, ha riunito in assemblea gli esponenti del suo partito, il Pd, e ha chiesto di rinviare il voto di approvazione del bonus a settembre. Il motivo è lo sdegno [&#8230;]</p>
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<p>Ricordate i 40 mila euro di bonus ai consiglieri regionali della Puglia che dovevano approvarsi in aula martedì scorso?<br />
Bene, lunedì scorso il governatore Michele Emiliano, ha riunito in assemblea gli esponenti del suo partito, il Pd, e ha chiesto di rinviare il voto di approvazione del bonus a settembre.<br />
Il motivo è lo sdegno che la notizia ha provocato tra i cittadini. Visto che l’idea del bonus è di un esponente del Pd, Filippo Caracciolo.<br />
Parliamo di un trattamento di fine mandato con effetto retroattivo abolito nel 2012 dall’allora giunta di Nichi Vendola, che per i consiglieri in carica da due mandati significava una buonauscita fino a 100 mila euro.<br />
Ecco allora che martedì scorso, il consiglio regionale si è riunito, ma tranne che approvatre i debiti fuori bilancio, non ha approvato nient’altro perché in aula non c’era il numero legale.<br />
Erano assenti più di metà dei consiglieri, tra cui pressoché tutto il centrodestra, che è all’opposizione, ma anche alcuni rappresentanti della maggioranza di centrosinistra. Emiliano compreso.<br />
Insomma, oltre metà dei consiglieri pugliesi non si è presentato in aula per ripicca allo stop del ricco assegno.<br />
Così, oltre al trattamento di fine mandato, è saltato &#8211; per la terza volta &#8211; anche il voto sullo sconto in bolletta ai cittadini nell’ambito dell’incentivazione della transazione energetica,<br />
È saltato per la seconda volta il voto alla legge regionale sull’omotransfobia:<br />
Per non dire della nomina del garante dei disabili. Anche quella saltata benché sia attesa da ben 2 anni.<br />
Tutto rinviato alla prossima seduta del 20 settembre, dopo ben 8 settimane di vacanze molto ben pagate, nella speranza che lo sdegno del ricco bonus sia passato o magari dimenticato.<br />
Questo momentaneo passo indietro da parte della Regione Puglia di approvarsi l’assegno bonus, è l’effetto dell’eco mediatica che ha avuto parlando della notizia in rete, sui social. Che ha generato il giusto disgusto, e un po’ di imbarazzo da parte dei politici.<br />
Almeno in Puglia. Visto che lì i consiglieri guadagnano 12.300 euro al mese, mentre il governatore raggiunge i 13.800.<br />
Cifre fuori da ogni logica se paragonate agli stipendi di chi lavora. </p>
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		<title>Gli aumenti della Casta contagiano Regioni e Comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 16:15:36 +0000</pubDate>
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<p>I tagli dei vitalizi aboliti dal Senato e l’aumento delle indennità dei capigruppo alla Camera sono solo il fanalino di coda di una lunga sequela di aumenti e di prebende attuati un po’ in tutta Italia, tra consigli regionali e Comuni. Questo avviene dopo il boom anticasta del Movimento 5 stelle che a causa di candidati sbagliati, voltagabbana, oltre alla scomparsa di Gianroberto Casaleggio e il ritiro di Beppe Grillo con un indimenticabile “Draghi grillino”, ha relegato i pentastellati fuori dalle stanze dei bottoni. Cosicché i partiti possono fare scempio dei tagli e tornare a legiferarsi i privilegi nel totale silenzio dei telegiornali.</p>
<p>E allora come ha potuto la casta di destra e di sinistra trovare tanti soldi da mettersi in tasca con delibere, leggi e leggine?<br />
In primis grazie a una norma approvata nella legge di bilancio del 2021 operata dal Draghi e paradossalmente votata anche dai 5 stelle di Giuseppe Conte che era in maggioranza. Una norma che puntava a dare aumenti a sindaci e assessori comunali a patto che a pagare fossero solo i Comuni con i loro fondi. Poi va da sé che gli aumenti sono iniziati senza badare a questo aspetto.</p>
<p>E quindi gli ultimi in ordine di tempo, la Puglia di cui vi ho parlato nel precedente video, che ha istituito un bonus per ogni consigliere da 40 mila euro. E poi – sempre di recente &#8211; il Friuli Venezia Giulia, che ha già adeguato all’inflazione l’assegno dei vitalizi per gli ex componenti del consiglio regionale davanti alle sole proteste della capogruppo grillina Rosaria Capozzi, secondo la quale «in pochi mesi si sono visti aumentare l’assegno mensile dell’8% ». In Sicilia l’aumento per i deputati regionali è stato in un colpo solo di 850 euro al mese, passando così da 9 mila a 9.850 euro. In Sardegna, dove governa il pluriindagato Christian Solinas, i consiglieri regionali si sono aumentati lo stipendio di 300 euro mensili. In Trentino Alto Adige, sia a Trento che Bolzano, hanno incrementato non lo stipendio, ma i vitalizi del 4% per 3 anni.</p>
<p>Anche nei Comuni è corsa agli aumenti degli stipendi. A Roma, nonostante i debiti, i consiglieri comunali guidati dal sindaco Gualtieri, in aprile hanno delibertato il raddoppio dello stipendio (fino a 3.500 euro), dopo che in un primo tentativo era stato bocciato dalla Corte dei conti perché “mancava la previsione della spesa”. A Verona una determina del segretario generale stabilisce le nuove indennità: lo stipendio del sindaco è aumentato di 3 mila euro, passando da 6.767 euro a 9.672 al mese. A Palermo i consiglieri i comunali hanno fatto una sorta di sciopero bianco e per diverse settimane non si è raggiunto il numero legale delle sedute. Adesso è arrivata la promessa che almeno il 50% dell’aumento dell’indennità sarà garantito grazie ai fondi stanziati dalla Regione (che, per inciso ha un debito di 5 miliardi di euro).</p>
<p>Insomma, per i politici non c’è bisogno di scendere in piazza come fanno in Francia. Basta battere cassa, approvare per alzata di mano l’aumento e il gioco è fatto. Alla faccia dei cittadini per i quali esistono solo stipendi da fame e guai con i manganelli se osano protestare legittimamente.</p>
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		<title>Il ritorno dei vitalizi grazie alla casta (e 5 stelle)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2023 16:16:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato ripristina i vitalizi per gli ex onorevoli con effetto retroattivo e così se ne vanno 70 milioni di euro all’anno. Pari al reddito di cittadinanza per 100.000 famiglie povere. La decisione avvenuta nel giorno dell’informativa in Aula di Daniela Santanchè, è del Consiglio di garanzia del Senato (che per inciso è in prorogatio [&#8230;]</p>
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<p>Il Senato ripristina i vitalizi per gli ex onorevoli con effetto retroattivo e così se ne vanno 70 milioni di euro all’anno.<br />
Pari al reddito di cittadinanza per 100.000 famiglie povere.<br />
La decisione avvenuta nel giorno dell’informativa in Aula di Daniela Santanchè, è del Consiglio di garanzia del Senato (che per inciso è in prorogatio da ormai 9 mesi).<br />
Venendo al dunque, il consiglio è formato da senatori che hanno deciso per sé stessi.<br />
E’ un po’ come immaginare un gruppo di operai che decide il vitalizio da mettere in carico all’azienda per cui lavorano.<br />
Una follia..<br />
Bene, dopo una serie di ricorsi contro la delibera sul taglio operata dall’ex presidente della Camera Roberto Fico, ora gli ex senatori potranno farsi pagare tutto quello che non hanno percepito durante i tagli dei governi a 5 stelle, ossia gli assegni in vigore prima del 2018.<br />
Quindi, il privilegio della casta, torna in toto, e con gli interessi.<br />
Chi materialmente ha votato il ripristino dei vitalizi?<br />
Intanto il presidente del Collegio di garanzia Luigi Vitali, di Forza Italia, il cui voto è valso doppio. Vitali era un cortigiano di Berlusconi, e nel 2011 depositò la richiesta di una leggina per accorciare i termini di prescrizione dei reati se a commetterli era un incensurato ultra65enne. Berlusconi era imputato in vari processi, tra cui quello di Mediatrade e quello di corruzione in atti giudiziari per aver pagato David Mills affinché mentisse ai giudici.<br />
Si è astenuta Valeria Valente del Pd, dunque non votando è come se il partito di Elly Schlein avesse dato il proprio assenso al ripristino dei vitalizi.<br />
Poi viene il bello.<br />
Hanno votato contro i vitalizi la Lega e Fratelli d’Italia.<br />
Ed ecco che l’ultimo voto utile e determinante per farli passare è arrivato dall’ex docente universitario napoletano Ugo Grassi. Che entrò in Senato col Movimento 5 stelle e poi se ne andò nella Lega e finì con Mastella fino al Conte 2.<br />
Insomma, non proprio un acquisto azzeccato da Luigi Di Maio, che lo mise in lista assieme ai vari Paragone e al capitano anti-Schettino.. Gregorio De Falco e tanti altri…<br />
Grassi, che è tornato ad insegnare diritto all’università, si è giustificato dicendo che la delibera di Fico, che doveva essere eterna, è stata ridotta da una sentenza della Corte costituzionale a soli 3 anni di validità, in quanto i 5 stelle, secondo i giudici,<br />
tagliarono con motivazioni irragionevoli e cariche di vendetta.<br />
Morale, per questo risultato, ha contribuito moltissimo l’impegno dei parlamentari dei partiti.<br />
Dunque, alla fine, la causa di questo scandaloso ritorno dei vitalizi, sono i grillini.<br />
In primis perché hanno predisposto il taglio in maniera frettolosa che si è prestata a profili di illegittimità per i quali la Consulta li ha ristabiliti.<br />
E poi grazie anche alle sfortunate e inopportune scelte dei candidati come Grassi, che anziché passare per la selezione dei meetup sono stati messi in lista da Di Maio col beneplacito di Grillo.<br />
Che tanto ha fatto per creare un Movimento pulito, tanto ha fatto per distruggerlo. </p>
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		<title>Il governo taglia le pensioni ma dà il vitalizio ai condannati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 12:39:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta nella storia di questo Paese, un capo di governo, in questo caso Giorgia Meloni non indice la conferenza stampa sull’approvazione del Documento di Economia e finanza per evitare l’imbarazzo delle domande dei giornalisti. Non sa come giustificare il taglio delle pensioni balbettato dal ministro Giorgetti. Non sa come coprire il taglio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/04/12/il-governo-taglia-le-pensioni-ma-da-il-vitalizio-ai-condannati/">Il governo taglia le pensioni ma dà il vitalizio ai condannati</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/nA-ixwf8wNU" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per la prima volta nella storia di questo Paese, un capo di governo, in questo caso Giorgia Meloni non indice la conferenza stampa sull’approvazione del Documento di Economia e finanza per evitare l’imbarazzo delle domande dei giornalisti.<br />
Non sa come giustificare il taglio delle pensioni balbettato dal ministro Giorgetti.<br />
Non sa come coprire il taglio del cuneo fiscale senza dar fondo al debito pubblico. Inoltre non sa come giustificare i vitalizi ai parlamentari, che restano scandalosamente alti, mai intaccati da nessun taglio (se si esclude quello applicato quando governavano i 5 stelle), col risultato che oggi vi propongo un breve elenco di ex parlamentari di cui nessuno o quasi si ricorda più, che percepiscono il vitalizio per ragioni di casta e per le bizzarrie delle leggi a loro favore.<br />
Eccoli: Irene Pivetti, ex presidente della Camera ai tempi della Lega lombarda, a processo per evasione e auto riciclaggio nell’inchiesta sulla compravendita delle Ferrari, prossima ai 60 anni, è felicissima di non dover più fare la cuoca in una mensa di Monza per mille euro al mese, perché presto percepirà il suo vitalizio da oltre 2 mila euro mensili.<br />
Antonio D’Ali, ex senatore, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa che l’ha portato direttamente in carcere, prende 9 mila euro al mese.<br />
Roberto Formigoni, condannato a 5 anni e 10 mesi per corruzione scontati solo in minima parte a Bollate e poi scarcerato, prende 7 mila euro lordi al mese.<br />
Piero Craveri fece solo mezza giornata al Senato della Prima repubblica. Correva l’anno 1987. Si dimise dopo poche ore dai radicali di Marco Pannella. Oggi prende 2.159 euro al mese e se ne è pure vantato di recente in un’intervista rilasciata alla Zanzara su Radio 24.<br />
Il torinese Angelo Pezzana, altro radicale, fece il deputato a Montecitorio per una sola settimana nel 1979. Ebbene, sono ormai 23 anni, da quando nel 2000 compì 60 anni, che riscuote 1.200 euro mensili. E menomale, perché se non ci fosse stato un ritocco al ribasso operato dall’ex presidente della Camera Roberto Fico, l’importo sarebbe stato di 3.160 euro.<br />
Anche Gerry Scotti figura nell’elenco dei miracolati del parlamento. Fece un anno di deputato Socialista, nel partito di Bettino Craxi, nel 1987, dopodiché si assentò pu restando in carica fino al 1992 e iniziò a fare tivù dopo essere stato voce di radio dj. Ebbene, Scotti incassa 1.400 euro mensili benché in passato abbia cercato di rinunciarci senza successo, perché il vitalizio del parlamento è per sempre ed eventualmente può solo devolverlo.<br />
E’ vero che attualmente per maturare il vitalizio a 60 anni, gli onorevoli devono fare almeno 4 anni e 6 mesi di legislatura.<br />
Ma è pur vero che tra loro e i cittadini resta una sproporzione di contributi e di resa finale che grida vendetta.<br />
L’ultima sentenza della Camera rivela che dal 1981 a oggi i soldi dell’assegno superano di gran lunga le trattenute: secondo un calcolo pubblicato dal Fatto quotidiano i vitalizi ai politici sono costati 4 miliardi e mezzo di euro a fronte di soli 320 milioni di contributi riscossi<br />
Numeri che gridano vendetta di fronte alla tracotanza di un governo del tutto inadeguatoa far fronte allle emergenze di un Paese in crisi di lavoro, e con un rapporto guadagni-costo della vita che non trova eguali in Europa.<br />
Paese dal quale chi può se ne va.<br />
E chi resta deve pure sorbirsi la propaganda dei telegiornali che parlano d’altro, o addomesticano la realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/04/12/il-governo-taglia-le-pensioni-ma-da-il-vitalizio-ai-condannati/">Il governo taglia le pensioni ma dà il vitalizio ai condannati</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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