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	<title>stati uniti Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>L&#8217;ambasciatore Stevens tradito dall&#8217;America</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 20:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho provato orrore nel vedere l&#8217;immagine dell&#8217;ambasciatore americano Christopher Stevens morto nell&#8217;incendio di Bengasi. Benché la rete ci abbia abituato a tutto, nell&#8217;osservare quel cadavere mi son detto: &#8220;Ha pagato con la vita l&#8217;ennesimo capriccio criminale del suo Paese.&#8221; Del resto come si fa a credere ai giornali? Raccontano che in Libia si erano indignati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10261" title="STEVENS AMBASCIATORE LIBIA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/09/STEVENS-AMBASCIATORE-LIBIA.jpg" alt="" width="320" height="240" /></p>
<p>Ho provato orrore nel vedere l&#8217;immagine dell&#8217;ambasciatore americano Christopher Stevens morto nell&#8217;incendio di Bengasi. Benché la rete ci abbia abituato a tutto, nell&#8217;osservare quel cadavere mi son detto: &#8220;<em>Ha pagato con la vita l&#8217;ennesimo capriccio criminale del suo Paese.</em>&#8221; Del resto come si fa a credere ai giornali? Raccontano che in Libia si erano indignati per un film prodotto in America considerato blasfemo, in cui si vede Maometto che scopa. Ma guarda un po&#8217; che sorpresa! Uno staff di cristiani copti degli Stati Uniti che produce un film così senza pensare alle conseguenze. I giornali ci raccontano che, morto Bin Laden, Al Qaeda si è rigenerata con gruppuscoli di Salafiti che fanno capo ad Ansar. Sarebbero loro i responsabili degli attentati che ormai si vanno diffondendo alle ambasciate americane di tutto il Maghreb, fino al centr&#8217;Africa. I commentatori americani li chiamano &#8220;<em>cani sciolti ispirati dal compianto Bin Laden</em>&#8220;. Sono loro, i Salafiti di Asnar che siccome &#8220;<em>controllano molti uffici, l’ospedale e alcuni comandi militari</em>&#8221; diventano &#8220;<em>i primi obiettivi di un attacco americano che qui è dato per inevitabile</em>&#8220;. Da mettere a segno con &#8220;<em>droni o coi missili lanciati dalle navi Usa che arriveranno al largo della Libia</em>&#8220;.</p>
<p>Eccolo, dunque, il pretesto dell&#8217;America per impiegare un po&#8217; di artiglieria pesante e rinvigorire la sua economia in recessione. La ripresa americana fa leva ancora sulle guerre, come fa ininterrottamente dai tempi delle stragi in Vietnam. Come si fa a non sospettare che il governo di Obama ha assecondato, e forse pure incaricato, la produzione di quel film per avere la scusa di impiegare i propri mezzi e le proprie armi in Libia? Del resto, per l&#8217;America, la guerra crea occupazione. Diretta e di indotto. Visto che agli States non è bastato intromettersi nelle beghe tra Israele e Afghanistan, in Siria e in Libano, ecco che serve un film con Maometto in amplessi che inferocisce gli islamici, per creare un precedente utile a tenere alta la tensione. Eccola la soluzione dell&#8217;America per distogliere gli occhi del mondo su Assange, l&#8217;informatico di Wikileaks rifiugiato in un&#8217;ambasciata dell&#8217;Ecuador per sfuggire alla cattura degli uomini di Obama. Eccola la strategia americana che serve di nuovo a ribadire al mondo la propria arrogante supremazia. Serviva il morto in casa per mostrare i denti. L&#8217;ambasciatore Stevens,  in Libia, ha pagato con la vita un capriccio dell&#8217;America: il suo Paese.</p>
<p>Intanto i Salafiti, si affidano alla pagina ufficiale di Facebook per dire che «<em>Chi ci accusa di aver partecipato all’attacco fa parte di un piano pre-determinato per danneggiare l’immagine del gruppo e per creare ostilità nei nostri riguardi</em>». Rimane il fatto che per appiccare il fuoco a un&#8217;ambasciata, non serve l&#8217;intelligence di Al Qaeda. Basta un gruppo di ragazzotti armati di una tanica di benzina e un accendino. Chissà se saranno gli stessi che in passato sono scesi in piazza per la Primavera araba che ha sostenuto le rivolte dei vicini egiziani e ha ammazzato Gheddafi? Chiunque sia stato a dare alle fiamme l&#8217;ambasciata americana in Libia, ciò che mi fa orrore, non è solo quel povero cadavere dell&#8217;ambasciatore morto asfissiato tra le fiamme di Bengasi. Sono anche le ricostruzioni false dei giornali. Italiani compresi.</p>
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		<title>Secessione planetaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 13:10:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il problema é sganciarsi dal dollaro e creare una nuova valuta di riserva mondiale. Ma i mercati sono così fragili che si rischia il disfacimento degli Stati.&#8221; Yu Yongding, ex membro della Banca centrale a commento del declassamento economico degli Stati Uniti da parte di S&#38;Poor&#8217;s.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il problema é sganciarsi dal dollaro e creare una nuova valuta di riserva mondiale. Ma i mercati sono così fragili che si rischia il disfacimento degli Stati.</em>&#8221; Yu Yongding, ex membro della Banca centrale a commento del declassamento economico degli Stati Uniti da parte di S&amp;Poor&#8217;s.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/08/07/secessione-planetaria/">Secessione planetaria</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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