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	<title>fondo salva stati Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Italia nell&#8217;euro, non c&#8217;è fondo che tenga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2013 09:12:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/fondo-salva-stati-euro-salvagente.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12533" alt="fondo salva stati euro salvagente" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/fondo-salva-stati-euro-salvagente.jpg" width="258" height="258" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/fondo-salva-stati-euro-salvagente.jpg 258w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/fondo-salva-stati-euro-salvagente-150x150.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/fondo-salva-stati-euro-salvagente-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" /></a></p>
<p>Le cronache delle prossime settimane saranno costrette a parlare della richiesta di aiuto che l&#8217;Italia dovrà fare all&#8217;Europa per frenare la corsa impazzita del debito pubblico. Il debito pubblico italiano attuale è di circa <strong>2.070 miliardi</strong> di euro, a cui si devono sommare gli interessi annui, che sono altri <strong>84 milardi</strong>. Tanto per capirci, mentre scrivo, il solo mantenimento di quel debito ci sta costando 230 milioni al giorno, oltre 9,6 milioni all&#8217;ora, 159 mila al minuto, che diventano 2.663 euro ogni secondo. L&#8217;equivalente di 1.400 euro per ogni cittadino italiano nell&#8217;arco del solo 2013. Oltre 5 mila per ogni famiglia media italiana. Il governo Letta sta facendo una serie di annunci-spot per sedare l&#8217;opinione pubblica sulla gravità della situazione economica italiana. Uno dei più recenti riguarda l&#8217;intenzione di dismettere caserme, carceri, ospedali e altri immobili pubblici per un controvalore di 6 miliardi e 100 milioni di euro. Altro annuncio-spot è il cosiddetto piano Letta-Saccomanni, ossia l&#8217;ntenzione di privatizzare aziende come la Rai, l&#8217;Eni e &#8220;Poste vita&#8221;, il ramo assicurativo delle Poste, per ricavare nell&#8217;arco dei prossimi tre anni circa 20 miliardi di euro. Ossia, <strong>l&#8217;un per cento del debito pubblico totale</strong>. Che nel frattempo, nel 2016, quando si sarà mangiato altri 240 miliardi di interessi, avrà superato quota 2.300 miliardi. Una voragine incolmabile che nessuna dismissione e nessuna privatizzazione potranno contrastare. Ecco perché, tralasciando i motivi che ci hanno trascinato in questo dirupo, sentiremo presto parlare di richiesta di aiuto, o di &#8220;<em>salvataggio</em>&#8221; da parte dell&#8217;Europa. Quel salvataggio, in soldoni, sarà un prestito elargito dal cosiddetto Fondo salva-Stati. Fondo di cui si sono già serviti il Portogallo, l&#8217;Irlanda e soprattutto la Grecia (30 miliardi).</p>
<p>Il Fondo salva-Stati è stato istituito dall&#8217;Unione europea nel maggio 2010 per &#8220;<em>preservare la stabilità finanziaria dell&#8217;Eurozona</em>&#8221; tramite dei prestiti elargiti agli Stati membri insolventi sottoforma di obbligazioni col &#8220;<em>supporto dell&#8217;Ufficio tedesco di gestione del debito</em>&#8220;, in proporzione alla quota di partecipazione di ogni Stato membro dell&#8217;Ue al totale del capitale versato alla Banca centrale europea (BCE). Da questo sintetico identikit del Fondo salva-Stati, cominicamo a realizzare che <strong>l&#8217;Italia ha già di fatto perso la sua sovranità</strong> al cospetto di una banca aperta su suolo tedesco, la Bce, che ha sede a Francoforte, organizzata con le regole della Bundesbank (la Bankitalia tedesca) fortemente difesa da una cancelliera, Angela Merkel, a capo del governo di quella stessa Germania avvantaggiata dal differenziale nel tasso di interesse sui nostri titoli di Stato espresso dallo spread. <strong>Il Fondo salva-Stati, sostituito nel 2012 dal MES</strong> (Meccanismo europeo di stabilità), giuridicamente è &#8220;<em>una società di diritto lussemburghese con sede in Avenue John F. Kennedy 43 in Lussemburgo</em>&#8221; (fonte Wikipedia), presieduta da un tedesco: <strong>Klaus Regling</strong>. Chi decide quando e come assegnare il MES, oltre alla Bce, è il <strong>Fondo Monetario Internazionale </strong>(che compone la cosiddetta Troika con la kappa). Che non è una banca, bensì un&#8217;organizzazione di governi di 186 Paesi &#8220;soci pro-quota&#8221; in proporzione al proprio capitale di influenza economica mondiale. Primo &#8220;azionista&#8221; sono gli Stati Uniti (in cui ha sede la Banca Mondiale). Secondo il Giappone, e terza, guardacaso, la Germania. L&#8217;Italia, nella &#8220;classifica&#8221; Fmi era settima fino al 2011, ora con la crescita di economie come quelle di Brasile ed India, è scivolata oltre la decima posizione.</p>
<p>Dunque, parlare di MES elargito su decisione della Bce e del Fmi, primo tranello, significa parlare di un prestito obbligazionario destinato a banche cariche di titoli tossici dei Paesi indebitati, ma che dovrà essere reso sottoforma di valore reale dallo Stato destinatario del prestito. Ed è qui che il soccorso di salvataggio del Mes nasconde il secondo tranello. Infatti, quell&#8217;aiuto non corrisponderà ad iniezioni di liquidità nell&#8217;economia reale dei cittadini e delle imprese. Quel valore fittizio camuffato da obbligazioni (anche di quota privata), finirà nel buco nero delle banche che, non rivitalizzando l&#8217;economia sottoforma di prestiti, si appoggeranno ai bilanci degli Stati già indebitati e gravati da recessione economica. Che hanno come unica via d&#8217;uscita dall&#8217;empasse, quella di vendere debito sovrano, e quindi sovranità nazionale. Come nel caso dell&#8217;Italia, per la quale l&#8217;imminente prestito del Mes fornito dalla Bce, non contribuirà a frenare la recessione nostrana, e quindi non apporterà nessuna rivitalizzazione alla nostra economia interna. Al contrario, quel prestito servirà a giustificare forme di invadenza e ingerenza europea (tedesca) sul BelPaese, come già di fatto è con la supervisione dell&#8217;Europa nei piani di rientro del debito pianificati dal governo italiano. Il cane Germania, a forza di mordersi la coda Italia, sta finendo per mangiarsela assieme al resto dell&#8217;Europa mediterranea (Grecia, Portogallo e Spagna). Già perché il terzo tranello consiste nell&#8217;entità dell&#8217;aiuto del Fondo salva-Stati. Per salvare l&#8217;Italia per &#8220;interesse europeo&#8221;, servirebbero almeno 1000 miliardi di euro. Ma è impossibile in quanto il Mes, dispone si e no di 500 miliardi per assistere tutti. Anche la Spagna. Ecco perché <strong>il Fondo salva-Stati è una panzana</strong>. Lo è per l&#8217;Italia e lo è stato per la Grecia, che ha ricevuto 30 miliardi nelle sue banche a fronte di un debito complessivo di 220 senza nessun beneficio all&#8217;economia reale ellenica.</p>
<p>Ed ecco perché il Fondo salva-Stati è soltanto <strong>un fondo salva-banche</strong> che non ha alcun interesse per la salvaguardia delle nazioni europee. Perché se ci fosse cooperazione europea, non assisteremmo a una Grecia costretta a mandare i propri bimbi a scuola imbacuccati senza riscaldamento. Il fondo salva-Stati, o Mes che sia, è in realtà l&#8217;ariete che dovrà saccheggiare ciò che resta della sovranità degli Stati come l&#8217;Italia,perpetrato da una banca, la Bce, che obbedisce a uno Stato dal recente passato nazista. Hai voglia di &#8220;ricostruire la credibilità del nostro Paese&#8221; dove c&#8217;è una pressione fiscale che rasenta il 60 per cento, dove ci sono gli stipendi più bassi d&#8217;Europa e una diaspora di aziende, oltre che di giovani. Ci raccontano che &#8220;soltanto un autorevole governo di «responsabilità repubblicana» potrebbe salvarci&#8221;. Il problema è che quella responsabilità repubblicana dovremmo riprendercela con la sovranità, anche monetaria. E il fondo salva-Stati, alias Mes, non è certo la soluzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/12/20/italia-nelleuro-non-ce-fondo-che-tenga/">Italia nell&#8217;euro, non c&#8217;è fondo che tenga</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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