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	<title>credit crunch Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>I laureati in Buffoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 16:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12393" alt="MINISTRO ECONOMIA E FINANZE FABRIZIO SACCOMANNI/SPECIALE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/fabrizio-saccomanni-459x325.jpg" width="459" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/fabrizio-saccomanni-459x325.jpg 459w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/fabrizio-saccomanni.jpg 660w" sizes="(max-width: 459px) 100vw, 459px" /></p>
<p>Cosa succede quando un Paese arriva a un punto di non ritorno? Lo stiamo sperimentando qui in Italia, alle prese con la cruda realtà di un&#8217;economia uccisa da una povertà crescente e incontrollata, contrapposta a una quota di cittadini ancora benestante che dà fondo ai propri risparmi per mantenere il tenore di vita dei bei tempi, oltre a quella parte immortale di Paese senza spina dorsale, rappresentata in larga parte dai politici. Per capire cosa succede in un Paese giunto a un punto di non ritorno bisogna, appunto, vivere questa <strong>nostra quotidianità</strong> e leggere i giornali ogni mattina per decidere come reagire: ridere o piangere? Ci sarebbe da ridere alla vista di certe dichiarazioni di ministri e capi di governo laureati lodati e &#8220;masterizzati&#8221; negli atenei più prestigiosi. Ci sarebbe da piangere dovendone prendere atto.</p>
<p>Laurearsi in Bocconi, dirigere Bankitalia, approcciarsi coi guru europei dell&#8217;euro e ritrovarsi sulla soglia della pensione per ridursi a recitare la parte di burattino in un governo di un Paese fallito, non è proprio un degno epilogo per un serio professionista degno di tale nome. Eppure è quello che sta capitando, tra gli altri, all&#8217;attuale ministro del Tesoro <strong>Fabrizio Saccomanni</strong>. Col merito &#8211; da presidente di Bankitalia alla modica cifra di 533 mila euro l&#8217;anno &#8211; di aver autorizzato l&#8217;acquisto di Antonveneta da parte del Monte Paschi nel 2008 (è stato sentito dai pm di Siena come persona informata sui fatti e pure sui contorni dell’attività ispettiva ingolfata da Antonio Vigni), il &#8220;<em>civil servant</em>&#8221; è diventato ministro raccomandato da Napolitano (a sua volta raccomandato da Pd-Pdl del clan Letta), alleato di Denis Verdini, padrone e padrino del Pdl etrusco che, proprio da Saccomanni, si è visto commissariare la banca(rella) di Campi Bisenzio trasformata in una sorta di bancomat della P3 per i prestiti all&#8217;amico Fusi, e per le tangenti pagate dagli imprenditori interessati agli appalti dell&#8217;eolico.</p>
<p>Dunque, uno così che con Carlo Azeglio Ciampi difese strenuamente la lira nella buia estate del &#8217;92 nell&#8217;illusione di &#8220;<em>portare l&#8217;Italia nella serie A dell&#8217;euro</em>&#8220;. Uno così che &#8220;<em>sa tutto di banche</em>&#8221; e che 3 anni fa, a proposito di crisi greca, garantiva «<em>nessun contagio, la situazione è molto più solida di quello che può sembrare</em>». Ecco, uno così che in macroeconomia c&#8217;ha azzeccato come una cassiera della Coop, si ritrova bersaglio di un gruppo di scimpanzé del Pdl sulla querelle Imu e Iva! Si fa dare dell&#8217;inadeguato da Gasparri!? Chissà chi glielo ha fatto fare a Saccomanni, di accettare il ruolo di ministro che fu di Tremonti negli ultimi governi Berlusconi? Governi del partito dei fan di Krugman, per il quale «<em>ciò che il più ricco un per cento della popolazione desidera, diventa ciò che la scienza economica ci dice che dobbiamo fare</em>». Dogma di Saccomanni alla faccia della massa di poveracci ammalati di &#8220;credit crunch&#8221; a cui stanno rimanendo soltanto le lacrime per piangere.</p>
<p>Di credit crunch, il saccente ministro Saccomanni, ha parlato nel chiuso di una saletta a capienza ridotta del ministero lo scorso 16 luglio, senza dare notizia dei contenuti. Le uniche &#8220;informazioni&#8221; che si presta a dare sono quelle tipiche dell&#8217;appestato da sindrome del pendolo. Costretto a restare fan dell&#8217;euro, un anno fa garantiva che «<em>Le previsioni dell&#8217;Fmi sulla recessione in Italia sono troppo pessimiste</em>» salvo poi essersi rivelate &#8211; ahime &#8211; addirittura ottimiste. Da quando è ministro del Tesoro, Saccomanni si è ridotto come un alfano qualunque a dire e smentire. In maggio assicurava che ci sarebbero stati i soldi per finanziare Imu e Cassa integrazione, mentre bofonchiava all&#8217;Eurogruppo di Italia con i conti in ordine. Il 12 giugno assicurava che &#8220;<em>lavoriamo per evitare l&#8217;aumento dell&#8217;iva</em>&#8220;, salvo smentirsi in due giorni: &#8220;<em>Non ci sono i soldi per bloccare Iva e Imu</em>&#8220;. Quanto al pagamento dei crediti alle imprese, è rimasta promessa morta quella di Saccomanni, quando il 3 luglio assicurava la «<em>mappatura prima delle vacanze</em>», e di accelerare «<em>di qualche mese</em>» la seconda tranche dei rimborsi. Il 7 agosto sentenziava che &#8220;<em>la recessione è finita</em>&#8221; col controcanto di Er nicoletta che ordinava &#8220;<em>ora agganciare la ripresa</em>&#8220;. L&#8217;8 settembre davanti alle minacce degli scimpanzé del parco di Arcore, Saccomanni è stato costretto a dire che &#8220;<em>la crisi di governo sarebbe un macigno per l&#8217;economia</em>&#8221; (quale, visto che non c&#8217;è più?). Pochi giorni fa, davanti al M5S rinunciatario dei 42 milioni di rimborsi elettorali, eccolo a promettere una «<em>task force che faccia la differenza per tagliare la spesa pubblica</em>».</p>
<p>Oggi che il governo Letta continua questa incredibile criminale farsa alle spalle del Paese allo stremo, Saccomanni è l&#8217;oggetto del sacrificio del Pd e del Pdl che lo lapidano di colpe sull&#8217;Imu e sull&#8217;Iva. Una farsa vergognosa alla quale il ministro della Bocconi risponde con la minaccia di dimissioni già respinte da Letta. Ora che andiamo incontro a una richiesta di salvataggio bancario, nessuno rivanga il Saccomanni del 15 maggio scorso quando dispensava con convinzione che «<em>le banche italiane non hanno alcun bisogno di essere salvate</em>». Ecco cosa succede in un Paese arrivato a un punto di non ritorno grazie a questo modo di fare politica. Succede qualcosa di indefinito che fa scattare forse una sorta di istinto di sopravvivenza alla visibilità fine a sé stessa. Data in pasto all&#8217;ignoranza di quei cittadini senza speranza e con la memoria corta. Come la vita di questo governo di buffoni. Pardon, di Bocconi.</p>
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		<title>La coerenza di Corrado Passera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 22:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[corrado passera]]></category>
		<category><![CDATA[credit crunch]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non vedo attitudine o rischio di credit crunch»- Corrado Passera, banchiere, 22 agosto 2011, al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini. «Si è creato un vero e proprio credit crunch». Corrado Passera, ministro, 29 marzo 2012 in audizione parlamentare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non vedo attitudine o rischio di credit crunch</em>»- Corrado Passera, banchiere, 22 agosto 2011, al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini. «<em>Si è creato un vero e proprio credit crunch</em>». Corrado Passera, ministro, 29 marzo 2012 in audizione parlamentare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/03/30/la-corerenza-di-corrado-passera/">La coerenza di Corrado Passera</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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