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	<title>affari Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Jul 2023 04:14:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Roma, il palazzinaro in arresto che realizza 17 milioni di €</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 04:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Virginia Raggi, da sindaco di Roma, la ricordiamo per aver tenuto fede ad alcune promesse. Tipo quella di non finanziare le Olimpiadi del 2024 e nemmeno di costruire il Nuovo stadio Olimpico, che con la sua colata da un milione di metri cubi di cemento sarebbe diventata la più imponente operazione immobiliare da parte di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/SXCEx10spWk" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Virginia Raggi, da sindaco di Roma, la ricordiamo per aver tenuto fede ad alcune promesse. Tipo quella di non finanziare le Olimpiadi del 2024 e nemmeno di costruire il Nuovo stadio Olimpico, che con la sua colata da un milione di metri cubi di cemento sarebbe diventata la più imponente operazione immobiliare da parte di un privato a Roma.<br />
Il motivo era perché la Raggi voleva intanto ripianare i debiti miliardari di Roma Capitale.<br />
E soprattutto evitare che i soliti palazzinari facessero affari col cemento.<br />
Uno di questi palazzinari, è Luca Parnasi. Ha finanziato un po’ tutti negli anni. 40 mila euro all’ex governatore del Pd Piero Marrazzo. 35 mila a Forza Italia e via discorrendo…<br />
Nel 2013 ottenne 20 milioni di euro dall’Atac – la municipalizzata romana dei trasporti &#8211; per cambiare sede, ma poi la sede non cambiò e Parnasi quei soldi non li rese più.<br />
Salvatore Buzzi, il re delle cooperative condannato in Mafia Capitale, raccontò che Parnasi ricevette 180 milioni di euro per costruire il nuovo palazzo della Provincia di Roma, quando già si sapeva che la provincia sarebbe scomparsa in favore della Città Metropolitana. Soldi che sarebbero serviti a salvare Parnasi dal fallimento.<br />
Insomma, alla fine la giunta Raggi, siamo nel 2018, trova l’accordo con Parnasi per costruire il nuovo stadio a Tor di Valle, ma con solo metà delle cubature previste inizialmente.<br />
L’accordo arriva anche perché Parnasi minaccia di portare il Campidoglio in Tribunale. Poi però viene arrestato il capo di Acea Lanzalone, accusato di fare favori a Parnasi, e alla fine per Parnasi il nuovo stadio resterà un sogno incompiuto perché a sua volta viene arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Il processo è in corso con altri 16 imputati, ma Parnasi – in questi 5 anni &#8211; è riuscito comunque a guadagnare oltre 17 milioni di euro.<br />
Come?<br />
Semplicemente perché il socio in affari di Parnasi, il ceco Radovan Vitek, tramite la sua società, si è accordato col curatore fallimentare di chiudere la vertenza con Sias versando 5 milioni di euro.<br />
Cosicché Parnasi è diventato padrone dei terreni con appena 19 milioni versati anziché i 42 pattuiti col patronato che glieli aveva venduti.<br />
Con ben 23 milioni di differenza.<br />
Nel luglio del 2021, Vitek stipulò con Parnasi il contratto di acquisto dei terreni per 36 milioni di euro (in parte pagati cash e in parte scalando debiti che aveva con Parnasi). In questo modo Parnasi ne ha guadagnati 17 senza aver nemmeno scavato una buca e Vitek ne è entrato in possesso spendendone 41 invece di 42. Parliamo di terreni di altissimo valore immobiliare.<br />
Così i costruttori festeggiano, il curatore e i suoi consulenti incassano le parcelle, i creditori restano col cerino in mano, a cominciare dalla Sais, la proprietaria dei terreni che si ritrova fallita senza più niente in mano.<br />
Morale. Benché i 5 stelle a Roma siano riusciti a contenere la speculazione edilizia, i palazzinari sono riusciti comunque a fare i loro affari milionari.</p>
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		<title>Siccità, affare milionario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 15:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[dissalatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme siccità, ecco il bollettino di fine inverno, 20 marzo 2023. Benché abbia piovuto un po’in tutto il Nord Italia &#8211; e in montagna sia caduta un po’ di neve &#8211; l’allarme siccità resta altissimo e di non facile gestione in vista dell’estate che &#8211; è ormai assodato &#8211; sarà critica. I giornali hanno iniziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/zl_NZVjpbeM" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Allarme siccità, ecco il bollettino di fine inverno, 20 marzo 2023. Benché abbia piovuto un po’in tutto il Nord Italia &#8211; e in montagna sia caduta un po’ di neve &#8211; l’allarme siccità resta altissimo e di non facile gestione in vista dell’estate che &#8211; è ormai assodato &#8211; sarà critica.</p>
<p>I giornali hanno iniziato soltanto in questi giorni a dare più attenzione all’emergenza. Tra i provvedimenti degni di nota degli ultimi giorni, ci sono le autobotti d’acqua arrivate in 20 comuni piemontesi della provincia di Cuneo. Altre autobotti in Val Camonica, siamo in Lombardia, e a breve arriveranno anche in Val Sabbia, provincia di Brescia, dove anche le falde acquifere della pianura sono già quasi a secco.<br />
Per non dire in Veneto, dove il presidente Luca Zaia ha già emanato direttive per limitare il consumo di acqua e in alcuni comuni del padovano si provvede con le autobotti.<br />
E – sottolineo &#8211; siamo solo a marzo!</p>
<p>Nel video di una settimana fa, ho già accennato della carenza di invasi d’acqua montani, per i quali un cospicuo aumento in numero richiede dai 5 ai 10 anni per la realizzazione, al netto di lungaggini burocratiche e impatti ambientali.</p>
<p>La soluzione più plausibile, dati gli enormi interessi economici che ci gravitano intorno, sono i dissalatori d’acqua. Acquedotto Pugliese, il 16 marzo, ha dato il via ad una gara pubblica per il più grande impianto di desalinizzazione d’Italia, da 100 milioni di euro. Un sistema che rende potabile l’acqua del mare, già in uso in Medio Oriente che da solo produce metà dell’acqua dissalata globale. </p>
<p>Diversi impianti negli emirati arabi sono opera della Fisia di Genova, l’azienda italiana leader del settore controllata da WeBuild, l’ex Impregilo che fa capo Pietro Salini. </p>
<p>Nel luglio scorso, in piena emergenza idrica, webuild lanciò il progetto “Water is life” da finanziare con soldi pubblici derivanti dal Pnrr.<br />
Il progetto si è arenato in autunno, con l’arrivo delle piogge, ma ora è stato riesumato dai cassetti ed è nelle mani dei lobbisti, che stanno incontrando enti locali e ministeri per riproporlo. Per inciso il ministro Pichetto Fratin ha già dato il suo assenso ai dissalatori.</p>
<p>In Italia la desalinizzazione dell’acqua è regolata dalla legge Salvamare del governo Draghi approvata nel giugno scorso.<br />
Concepita come estrema ratio, questa Legge sta diventando la soluzione strutturale al problema della prolungata e consolidata siccità che ormai colpisce l’Italia.</p>
<p>Certo, prima andrebbero fatti interventi per ridurre le perdite degli acquedotti.<br />
Ma con l’emergenza che incombe e gli appetiti del gruppo ex Impregilo, i dissalatori sembrano ormai la soluzione molto tardiva da perseguire.<br />
Pur tenendo conto che hanno due problemi: sono energivori e producono scorie. Ogni litro d’acqua potabile, ne crea uno e mezzo di rifiuti, tra i residui di sale marino, misti a metalli e microplastiche, che se ributtati in mare compromettono l’ecosistema.</p>
<p>Intanto il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha proposto di desalinizzare l’acqua del mar Ligure da inviare nell’entroterra a botte da 100 milioni di metri cubi l’anno, tramite gli oleodotti esistenti. Proposta allettante ma non fattibile, dato che gli oleodotti citati trasportano già il gas. </p>
<p>Anche Luca Zaia in Veneto propende per i dissalatori. Per ora ha solo preso provvedimenti per limitare il consumo d’acqua nella sua Regione.<br />
Ma in alcuni comuni del padovano, stanno già arrivando le autobotti.</p>
<p>I dissalatori sono comuni in diverse parti d’Europa. La Spagna ne ha 700 che producono il 56% dell’acqua potabile. In Italia ce ne sono una trentina e soddisfano solo il 4%. Col problema che nel bel Paese la rete di distribuzione è un colabrodo.<br />
Secondo Legambiente in Italia si disperdono e si buttano 270 miliardi di metri cubi d’acqua ogni anno, l’equivalente del 30% dell&#8217;acqua degli acquedotti delle città, con punte di dispersione del 70% a Trapani e Catania. </p>
<p>Nel Maghreb e in Turchia, l’assenza di pioggia ha prodotto un calo del 25% di grano e del 30% di orzo.<br />
In Algeria l’acqua è già stata frazionata in tutta la nazione.<br />
Venendo ai bollettini che circolano silenziosi nei palazzi, spicca l’ultimo rapporto di “Copernico”, del 10 marzo.<br />
Redatto da scienziati ed esperti di clima della Commissione europea, parla di rischi a causa della somma di un inverno eccezionalmente caldo e un livello di neve basso senza precedenti nelle Alpi, con la previsione di una carenza di acqua in tutto il bacino del Mediterraneo. </p>
<p>Nel rapporto si legge che “gli impatti di una siccità in arrivo, sono già visibili in Francia, Spagna e Nord Italia e pongono serie preoccupazioni su riserve idriche, agricoltura e produzione energetica”.<br />
Dunque “serve un uso più attento e controllato dell&#8217;acqua per affrontare una stagione che si annuncia critica”. </p>
<p>Nonostante tutto, i governi europei si mostrano disattenti o poco interessati All’urgenza di programmare misure per proteggere la popolazione dall&#8217;impatto dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso pronunciato pochi giorni fa all&#8217;Università di Nairobi, in Kenya, ha citato i cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo, definita come «uno dei luoghi maggiormente in pericolo».</p>
<p>L’aumento repentino della popolazione, accelera l’urbanizzazione delle città che richiedono sempre più acqua per l’utilizzo civile, industriale e commerciale. </p>
<p>Di contro, la deforestazione degli ultimi anni, in Grecia e Turchia ha portato a una maggiore erosione del suolo, una minore infiltrazione delle acque ed una ancor più ridotta disponibilità di risorse idriche.<br />
Senza contare l’impatto del turismo che in Spagna, Francia, Italia e Grecia richiede importanti quantità d&#8217;acqua per un&#8217;infinità di attività di intrattenimento. </p>
<p>Con un quadro così preoccupante, non resta che attendere, di giorno in giorno, i provvedimenti di razionamento che entro un paio di mesi colpiranno almeno il 50 per cento dei Comuni italiani.</p>
<p>La soluzione attuale, per ovviare alla prevedibile carenza di acqua minerale nell’estate come fu l’anno scorso, sarebbe quella di iniziare già da ora a fare piccole scorte a lungo termine.</p>
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		<title>Gli affari d&#8217;oro Usa e Leonardo sulla pelle dell&#8217;Ucraina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 05:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 24 febbraio ad oggi, cioè da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, i titoli di molte aziende con interessi nelle armi sono schizzati all&#8217;insù. Basta dare un&#8217;occhiata per rendersene conto. Il titolo dell&#8217;italiana Leonardo ha avuto un rialzo del 43,9% da 6,4 a 9,2 euro. Bwx Technologies (+26,3%), società della Virginia che fornisce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 24 febbraio ad oggi, cioè da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, i titoli di molte aziende con interessi nelle armi sono schizzati all&#8217;insù. Basta dare un&#8217;occhiata per rendersene conto.<br />
Il titolo dell&#8217;italiana Leonardo ha avuto un rialzo del 43,9% da 6,4 a 9,2 euro. </p>
<p>Bwx Technologies (+26,3%), società della Virginia che fornisce componenti e combustibile nucleare al governo Usa.</p>
<p>Booz Allen Hamilton (+25,2%), gigante della consulenza strategica in stretti rapporti col Dipartimento della Difesa di Washington. </p>
<p>Bae Systems (+23,3%), gigante inglese del settore; </p>
<p>L3Harris (+16,8%), società tecnologica contractor della Marina Usa;</p>
<p>altri colossi americani tipo Northrop Grumman, (+15,8%) produttore di aerei e droni come il Global Hawk;</p>
<p>Heico (+14,2%) fabbrica di motori di aerei e avionica;</p>
<p>Lockheed Martin +14,2% (fa i caccia F-35 e i missili anticarro Javelin); </p>
<p>General Dynamics +10,6% (sottomarini Virginia e Columbia e carriarmati M1 Abrams); </p>
<p>Honeywell International (+9,6%), produce droni per l&#8217;esercito e la marina. </p>
<p>Quanto al gas, la guerra in Ucraina è un&#8217;autentica &#8220;esplosione&#8221; di affari per gli esportatori di gas naturale liquefatto (Lng), che hanno già vinto sulla crisi di approvigionamento dell&#8217;Europa. La prima compagnia Usa esportatrice è Cheniere Energy, seconda società al mondo dopo la compagnia nazionale emiratina Qatar Energy per capacità di export (35 milioni di tonnellate l’anno). Il titolo in Borsa, dal 23 febbraio scorso ha segnato +18,9%. </p>
<p>Altre società americane del settore con i titoli all&#8217;insù sono Chevron (+20,5%), ExxonMobil (+7,8%). </p>
<p>Le prime pagine intanto indugiano sul piagnisteo con le foto delle vittime in Ucraina come se si trattasse di qualcosa di inedito e speciale. Nessuno che ricordi come purtroppo morti e violenze sono tipiche di tutte le guerre di tutte le epoche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2022/04/07/gli-affari-doro-usa-e-leonardo-sulla-pelle-dellucraina/">Gli affari d&#8217;oro Usa e Leonardo sulla pelle dell&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>&#8220;No a Lega-Pd&#8221;, il pudore del magistrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 08:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non mi sembrava opportuno sedere a un tavolo da 6.000 euro”. Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, motiva così l&#8217;assenza alla serata convegno con cena da 600 euro a persona su tavoli da 10, in via del Corso, organizzata dalla (giornalista uahuahuah) renziana Annalisa Chirico (Foglio), a cui hanno preso parte dalla Pd Maria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/16/no-a-lega-pd-il-pudore-del-magistrato/">&#8220;No a Lega-Pd&#8221;, il pudore del magistrato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Non mi sembrava opportuno sedere a un tavolo da 6.000 euro</em>”.<br />
Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, motiva così l&#8217;assenza alla serata convegno con cena da 600 euro a persona su tavoli da 10, in via del Corso, organizzata dalla (giornalista uahuahuah) renziana Annalisa Chirico (Foglio), a cui hanno preso parte dalla Pd Maria Elena Boschi al leghista Matteo Salvini, tra (im)prenditori e magistrati: insomma, il partito degli affari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/16/no-a-lega-pd-il-pudore-del-magistrato/">&#8220;No a Lega-Pd&#8221;, il pudore del magistrato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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