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	<title>ordigno Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Che strana bomba a Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:45:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
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<p>Un ordigno esplode alla procura di Reggio Calabria. Nessun ferito, per fortuna. La deflagrazione avviene alle 5 del mattino. I danni sono limitati a un portone di ingresso del tribunale. La notizia rimbalza immediatamente su tutte le home page dei quotidiani e ci rimane per tutta la domenica post natalizia. Tutti i telegiornali ne danno la notizia in apertura, col solito codazzo di dichiarazioni dei politici. Oggi, a loro volta, i giornali fanno altrettanto.<br />
La tensione si sparge, gli italiani pensano che la &#8216;ndragheta abbia intimidito i magistrati che con le loro inchieste stanno confiscando beni per milioni di euro alle cosche.</p>
<p>Un avvertimento di più clan, si dice, tanto che il ministro Maroni giovedì terrà  un vertice a Reggio Calabria per dare modo ai telegiornali di non parlare di crisi e disoccupazione.<br />
Questo attentato arriva in un momento in cui anche gli Stati uniti rincorrono i loro fantocci di Al Qaeda negli aeroporti.<br />
Soltanto tre giorni fa Maroni aveva messo in guardia dal pericolo di  <a href="http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_31/terrorismo-allarme-maroni_a80ddd82-f618-11de-b347-00144f02aabe.shtml" target="_blank">attentati terroristici</a> anche in Italia.</p>
<p>Guarda caso arriva la bomba a Reggio Calabria, che a me personalmente, siccome <strong>non sono fesso</strong>,  mi dà  tanto di una messa in scena organizzata da quelli di Forza Italia. Che con mafia, &#8216;ndragheta e camorra fanno binomio tramite i loro deputati alla Dell&#8217;Utri e alla Cosentino. <strong>E&#8217; un dubbio</strong> che mi assilla fin da ieri.<br />
Del resto, se ci pensate, quando un magistrato dà  fastidio fa la fine di Luigi De Magistris: gli tolgono l&#8217;inchiesta. Oppure, se uno o più clan si vedono davvero minacciati, sparano senza preavviso ai bersagli che contano: magistrati e procuratori. Ma omicidi in stile Fortugno, fortunatamente, sono caduti in disuso perché i boss che ammazzano o che fanno ammazzare, prima o poi li devono beccare davvero.</p>
<p>Trovo altrettanto ingenuo che uno più clan che si vedono braccati dalla magistratura organizzino un attentato  come quello che é accaduto a Reggio Calabria ieri mattina. Se così fosse si renderebbero facilmente riconoscibili in quanto già  sotto indagine o con rinvii a giudizio di alcuni di loro. Le famiglie come i Piromalli calabresi o gli Zagaria campani, che trattano immobili e valute per milioni di euro, non sono così numerose. Prima di farsi braccare avrebbero avuto il tempo di mettere al sicuro i loro tesori (anche qualche centinaia di migliaia di euro) sui  conti dello Ior o nelle banche dei paradisi fiscali sparsi per il mondo.</p>
<p>Sporcarsi le mani con &#8220;<em>bombette gentili</em>&#8221; tanto per ricordare Berlusconi e Mangano,  significa aumentare il rischio di essere presi e mediaticamente esposti. Condizione che alle cosche &#8211; anche di media importanza &#8211; non garba, visto che  la malavita ingegnerizzata di oggi, arricchita grazie al voto di scambio, é  troppo pappa e ciccia con massoneria e istituzioni per piazzare bombe intimidatorie.</p>
<p>A mio avviso la verità  é che a Berlusconi e al suo governo di fantocci <strong>serve consenso</strong> e nemici a cui imputare danni morali e immorali per ogni porcata che devono approvare per i loro amici. Diffondere paura e insicurezza é una strategia efficace per addormentare le coscienze nelle dittature e riempire i telegiornali di fesserie.<br />
La sceneggiata dei tre assessori veneti di Galan che hanno scambiato un pacco di auguri con una bomba proprio oggi, dimostra il fine: &#8220;poca sicurezza, tanta paura, teniamoci forte ai maroni&#8221;. E attendiamoci altri attentati.</p>
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