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	<title>giovanni bianconi Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Quella strana bomba (politica?) di Reggio /2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 11:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riporto un articolo di Giovanni Bianconi pubblicato sul Corriere qualche giorno fa nel merito della bomba scoppiata a Reggio Calabria. LA BOMBA E UNA PISTA CHE VA OLTRE I BOSS QUELLA PISTA DEL TRITOLO CHE ALLARGA L&#8217;INCHIESTA OLTRE IL SISTEMA &#8216;NDRAGHETA La valenza simbolica, il magistrato che guida la pubblica accusa in secondo grado ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/01/14/quella-strana-bomba-politica-di-reggio-2/">Quella strana bomba (politica?) di Reggio /2</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3751" title="3253-000017" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/01/bomba.jpg" alt="3253-000017" width="170" height="113" /></p>
<p>Riporto un articolo di Giovanni Bianconi pubblicato sul Corriere qualche giorno fa nel merito della bomba scoppiata a Reggio Calabria.</p>
<p>LA BOMBA E UNA PISTA CHE VA OLTRE I BOSS</p>
<p>QUELLA PISTA DEL TRITOLO CHE ALLARGA L&#8217;INCHIESTA OLTRE IL SISTEMA &#8216;NDRAGHETA</p>
<p><em>La valenza simbolica, il magistrato che guida la pubblica accusa in secondo grado ha rilevato: «Lâ€™attentato ha una forte valenza simbolica»</em></p>
<p><em>REGGIO CALABRIAâ€” Le voci della â€™ndrangheta, quelle registrate dalle microspie e quelle dei confidenti che soffiano informazioni agli investigatori, mostrano di non sapere nulla della bomba esplosa cinque notti fa davanti alla sede della Procura generale. Perché non ne parlano, o perché dicono esplicitamente di non avere notizie su quello strano attentato. Che probabilmente ha avuto unâ€™eco più eclatante di quanto previsto da chi lâ€™ha ideato e che adesso, nelle analisi degli inquirenti, comincia ad assumere nuovi contorni. Che potrebbero non limitarsi allâ€™organizzazione criminale che gestisce gli affari sporchi in Calabria.</em></p>
<p><em>Potrebbe non esserci solo la â€™ndrangheta, insomma, dietro la «botta» provocata da mani esperte. Un primo elemento di sospetto viene dalla mancata circolazione di informazioni dentro le cosche; un altro dal tipo di esplosivo utilizzato: tritolo ancora sotto i microscopi degli specialisti, ma che a un primo esame sembra compatibile con la partita recuperata nelle acque dello Jonio da una nave, la «Laura C», che ne trasportava a tonnellate e fu affondata durante la seconda guerra mondiale. Veniva quasi certamente da lì, secondo gli artificieri, il tritolo di altri attentati, più o meno chiari. Compreso quello &#8211; decisamente fra i meno chiari &#8211; «sventato» nellâ€™ottobre 2004 al palazzo comunale di Reggio: 600 grammi confezionati in panetti, senza innesco e dunque innocui, sistemati in un bagno del pian terreno, ritrovati dopo una reiterata segnalazione partita inizialmente dalla Divisione del Sismi allora guidata da Marco Mancini, il funzionario del servizio segreto militare poi coinvolto nelle inchieste sul sequestro di Abu Omar e sui dossier Telecom.</em></p>
<p><em>Ma gli interrogativi sulla bomba notturna non si fermano allâ€™esplosivo. Si concentrano anche sullâ€™obiettivo e sul messaggio lanciato con la bomba, il cui clamore haâ€” forse inaspettatamente per gli stessi attentatoriâ€” superato i confini cittadini. Investigatori e inquirenti sono convinti che lâ€™avvertimento fosse diretto alla Procura generale di Reggio, dove negli ultimi tempi ci sono state delle discontinuità  rispetto a un passato segnato da alcune anomalie, apparse più rispondenti alle aspettative di imputati e indagati (non solo per reati di mafia) che dellâ€™accusa.</em></p>
<p><em>Ne ha parlato il nuovo responsabile dellâ€™ufficio, il procuratore generale Salvatore Di Landro, nella riunione del comitato provinciale per lâ€™ordine e la sicurezza di lunedì scorso. Di Landro ha riferito quanto accaduto a dicembre, subito dopo il suo insediamento, in un processo dâ€™appello contro la banda accusata della rapina a un portavalori che il 1° agosto 2007 si concluse con la morte della guardia giurata Luigi Rende. Il primo grado sâ€™é concluso con delle condanne allâ€™ergastolo, il processo dâ€™appello é in corso. Di recente il principale imputato, Marco Marino, ha reso dichiarazioni spontanee tese amodificare il quadro probatorio, e il pubblico ministero dâ€™udienza ha ritenuto di doverle verificare. Quando lâ€™ha saputo, Di Landro ha scoperto che lâ€™avvocato difensore dellâ€™imputato Marino é lo stesso che assiste il pm dâ€™udienza nelle sue controversie giudiziarie e disciplinari, ed é intervenuto determinando il cambiamento del rappresentante dellâ€™accusa in quel processo, sostituito dal vice-procuratore generale Francesco Scuderi.</em></p>
<p><em>Il pubblico ministero uscito di scena é il sostituto procuratore generale Francesco Neri, protagonista di unâ€™altra vicenda che nellâ€™ultimo anno ha diviso lo stesso ufficio. Eâ€™ una storia che risale al 15 febbraio 2008, quando il consigliere regionale di Alleanza nazionale (oggi Pdl) Alberto Sarra, indagato per concorso in associazione mafiosa, presentò unâ€™istanza di avocazione dellâ€™inchiesta a suo carico. Sarra lamentava una fuga di notizie dalla Procura di Reggio e la mancata astensione e sostituzione dei pubblici ministeri ipoteticamente responsabili, e dunque chiedeva che il fascicolo venisse sottratto a quellâ€™ufficio. Quaranta giorni dopo, il 28 marzo, il sostituto procuratore generale Santi Cutroneo accolse la richiesta e avocò lâ€™indagine. La Procura, dovâ€™era appena arrivato il nuovo capo Giuseppe Pignatone, fece reclamo e la Procura generale della Cassazione annullò il provvedimento per «manifesta illogicità », fondato comâ€™era «non su una deduzione logica, ma su una mera illazione o congettura».</em></p>
<p><em>Lâ€™inchiesta tornò agli inquirenti originari e un anno più tardi, lâ€™11 marzo 2009, lâ€™indagato Sarra presentò una nuova domanda di avocazione. Alla Procura generale non câ€™era più Cutroneo, trasferito dal Consiglio superiore della magistratura in via cautelare dopo cheâ€” per altre vicende, nelle quali era stata rilevata una presunta violazione delle «regole di correttezza nei confronti dellâ€™ufficio e dei colleghi» â€” il ministro della Giustizia aveva avviato lâ€™azione disciplinare nei suoi confronti. La richiesta finì nelle mani di un altro sostituto dello stesso ufficio, Francesco Neri, il quale il 28 marzo ordinò una nuova avocazione dellâ€™indagine. Il 1° aprile la decisione arrivò al visto del procuratore generale Marletta, nel suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione; il magistrato non se la sentì di controfirmare il provvedimento, considerato che non erano nemmeno arrivate le osservazioni della Procura. Il 20 aprile il vice-procuratore generale facente funzioni Scuderi negò il visto al provvedimento poichéâ€” sosteneva tra le altre ragioniâ€” ripercorreva quasi alla lettera quello bocciato un anno prima dalla Cassazione. Ma il sostituto Neri, 48 ore dopo, «nel rigoroso rispetto dei rispettivi ruoli, autonomia di giudizio, e delle altrui tesi ed opinioni», diede ugualmente seguito alla sua decisione. Puntualmente la Procura di Pignatone fece ricorso e la Cassazione revocò lâ€™avocazione-bis perché «riproduce gli stessi errori logici e giuridici già  censurati».</em></p>
<p><em>Il 26 novembre scorso alla Procura generale é arrivato Di Landro che con uno dei suoi primi atti ha provocato, nel processo dâ€™appello per la rapina con omicidio, lâ€™avvicendamento tra Neri e Scuderi, gli stessi protagonisti della disputa sullâ€™indagine riguardante lâ€™onorevole regionale Alberto Sarra. Appena é esplosa la bomba di cinque giorni fa, il magistrato che guida la pubblica accusa in secondo grado ha rilevato: «Lâ€™attentato ha una forte valenza simbolica, visto che é stato attenzionato lâ€™ufficio giudiziario più importante del territorio».<br />
</em></p>
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