Ricordate la protesta di quel consigliere meloniano Alessandro Draghi incatenato davanti al comune di Firenze che parlava di multe annullate a un familiare della casta cittadina? Bene, in effetti i vigili di Firenze hanno archiviato, senza nessun ricorso da parte del multato, 4 contravvenzioni appioppate a un furgone elettrico della Piaggio e a un Suv Nissan intestati entrambi a Chiara Lanni, moglie del sindaco di Firenze, Dario Nardella del Pd.

Le multe sono state comminate tra il novembre del 2020 e del 2021. C’è un quinto verbale pendente del 1° dicembre 2020, ancora non archiviato. Le infrazioni contestate sono l’accesso ai varchi della ztl, il transito sulle corsie preferenziali, e gli stalli delle colonnine di ricarica trasformate in parcheggio. Verbali che in totale si aggirano attorno ai 500 euro.

In Comune hanno parlato di privacy, ma quando si tratta di politici e di famigli la privacy va a farsi benedire. Si sono giustificati dicendo che essendo verbali del periodo del Covid, avevano allentato i controlli e abbuonato almeno altri mille verbali di cittadini comuni.

Non c’è certezza sull’attendibilità di questa versione. Di certo ricordiamo quando Dario Nardella, in veste di candidato renziano a sindaco di Firenze attaccava iìl’allora sindaco di Roma Ignazio Marino per la Panda peraltro in regola, e prendeva a calci gli imbrattatori a favor di telecamera. Insomma, la morale fatta dai politici agli altri è sempre un arma a doppio taglio.

Taglio che in un Paese normale troncherebbe la carriera politica e provocherebbe le dimissioni immediate.
Qui in Italia finirà invcece tutto a tarallucci e vino.

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