Foto Roberto Monaldo / LaPresse 16-12-2012 Roma Politica "Le primarie delle idee" - Evento organizzato da Giorgia Meloni Nella foto Giorgia meloni, Guido Crosetto Photo Roberto Monaldo / LaPresse 16-12-2012 Rome (Italy) Event organized by Giorgia Meloni In the photo Giorgia meloni, Guido Crosetto

Il governo Meloni vanta almeno 2 record. Il primo è quello relativo al voto. Le urne sono state disertate dal 60 per cento degli elettori.
Il secondo record è quello di conflitti di interesse dei ministri.
Partiamo dal potente viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha la delega in materia tributaria e fiscale. Peccato che detenga quote nella società “Progetto fisco” con soci sua moglie e i suoi figli. Realizzano pubblicazioni di ambito fiscale; e sono commercialisti delle aziende.

Il sottosegretario leghista Federico Freni ha la delega sulla finanza pubblica (Comuni e Regioni). Ai temi del governo Draghi era presidente di una società d’investimenti da 250 milioni di euro, con la delega a «partecipare ai tavoli del ministero delle imprese concernenti le crisi di impresa».

La sottosegretaria all’Economia Sandra Savino, che ha la delega ai rapporti con l’Agenzia delle entrate, detiene quote nella società immobiliare di famiglia.

Il Ministro del made in Italy Adolfo Urso, prima di andare al governo guidava una società di consulenza alle imprese con sede anche in Iran. Nominato al governo, ha ceduto le sue quote al figlio che continua l’attività.

In campo sanitario tra i meloniani di peso c’è il farmacista Marcello Gemmato, che detiene il 10% delle quote di Therapia, che si occupa di consulenza delle Rsa e di produzione di software di miglioramento gestionale in ambito sanitario.

Poi c’è ormai l’arcinoto caso della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che era tra i vertici dell’Ordine nazionale dei consulenti del lavoro fino a qualche mese fa: il marito Rosario La Duca presiede il consiglio dell’Ordine. E l’ispettorato del lavoro, che dipende dal ministero, ha appena firmato un protocollo d’intesa proprio con l’organizzazione dei consulenti del lavoro.

La ministra del Turismo Daniela Santanché, che aveva partecipazioni al Twiga in Versilia: quote cedute al compagno.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha chiuso la sua società di consulenza che ha lavorato per diverse imprese fornitrici del ministero, ma detiene il 25% dello studio contabile Co.Pro.Spe.

Chiudiamo col sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che ha avuto incarichi in diversi centri di assistenza fiscale e Caf.

Questa commistione tra incarichi da ministro o sottosegretario che configgono con attività private – allo stato attuale – in mancanza di una legge sul conflitto di interessi, sono purtroppo leciti.

Ma restano pur sempre tipici dell’Italia e non di altri paesi europei.

Dopo la promessa andata a vuoto dei 5 stelle di fare una legge seria sul conflitto di interessi, sarebbe il caso di ripensarsi con urgenza.

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