E’ passata quasi in sordina l’indagine per concussione a carico di Samuele Cammilleri, presidente della Fondazione Adolfo Pini di Milano. Il legale, già candidato con la Lega di Salvini nonché pupillo del partito di via Bellerio che negli anni lo ha spinto su poltrone di vari enti, è indagato per concussione perché si faceva retrocedere 225 euro al mese dallo stipendio della collaboratrice che aveva assunto nell’ente, che è pure no-profit. Una sorta di pizzo al quale la donna si è opposta con una denuncia in Procura e che ha potuto permettere di organizzare il passaggio di denaro per cogliere Cammilleri in flagranza.

L’indagine milanese ha riportato a galla una lettera del giugno 2015, che un Comitato di cittadini inviò all’allora sindaco di Milano Giuliano Pisapia, all’allora Prefetto Francensco Paolo Tronca, all’allora governatore lombardo Maroni e all’allora ministro dei Beni Culturali Franceschini del governo Renzi. Denunciavano la «mala gestio per gli sprechi inauditi che finiranno per prosciugare le risorse della Fondazione che ammonta a più di 50 milioni». Nella lettera di denuncia c’era un elenco di iniziative considerate di spreco come «un recente viaggio a Parigi di ben 3 componenti degli organi amministrativi, con largo dispiego di denaro e le varie e numerose assunzioni clientelari del Cammilleri, inutili e costosissime… che nulla hanno a che fare con l’oggetto primario dell’ente».

Ebbene, siamo al 2022 e «Nessuna risposta ci è stata inviata e soprattutto nessuna iniziativa è stata presa per raddrizzare questo inaudito spreco di risorse…» e soprattutto nessuno ha fermato «il Cammilleri impedendogli di agire fintanto il nuovo cda non fosse in attività. La nostra iniziativa non permetterà che la Fondazione venga svuotata e infine demolita da persone che nulla hanno a cuore se non il tornaconto personale e il clientelismo più sfrenato».

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