“Questo dobbiamo trattarlo bene”, scrive Beppe Grillo in chat all’allora Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e l’allora vice Stefano Buffagni (non indagati).

Si tratta di una delle frasi agli atti d’indagine per traffico di influenze illecite che i pm ritengono centrali nel tentativo da parte del Garante del Movimento 5 stelle di condizionare l’attività dei “pubblici ufficiali” veicolando quei messaggi espliciti.

Da “trattare bene” è Vincenzo Onorato, patron della Compagnia di navigazione Moby, che con la Beppegrillo srl ha stipulato un contratto da 240 mila euro in due anni per far comparire sul blog del comico i banner pubblicitari.

Al centro dei desideri di Onorato c’è lo scopo di salvare la propria azienda dai debiti (188 milioni di euro) e sfavorire la concorrenza dell’armatore Grimaldi. I destini di Moby-Tirrenia sono sempre stati legati alle scelte del governo. Pautanelli e Buffagni, che avrebbero ignorato quegli inviti di Grillo, erano i riferimenti dei commissari creditori di Onorato che con la sua malagestio negli anni ha distratto tutti quei milioni.

Le “lamentele di Onorato a Grillo”, sono state trasmesse alla Procura di Firenze che indaga sulla fondazione Open di Matteo Renzi, finanziata a sua volta sempre da Onorato.

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