«Mandamene uno dove si vede il tuo volto mentre godi… che mi piace molto… ». «Cosa fareste tu e il tuo amico insieme a me?». Il ragazzino rispondeva: «Tu lo sai cosa faremmo». «Dimmelo», pretendeva il sacerdote. E ancora: «Tu da che parte vuoi stare?».

Così don Vincenzo Esposito, 63 anni, parroco di San Feliciano (Perugia), chattava con 4 minori di Palermo in stato di povertà assoluta. I giovanissimi, esibendosi in atti sessuali a distanza via Skype, venivano ricompensati dal prete di origini siciliane con ricariche da 10 euro o 5 euro con i soldi delle offerte dei fedeli per il pacchetto di sigarette.

Talmente bisognosi che spesso erano loro a contattare il prete: «Padre, mi manda a me che sono senza una lira?… ». Risposta del prete: «No, perché non ho niente, ho solo pochi soldi, ormai li ho promessi ad altri… »…

Il prete è stato arrestato per prostituzione minorile aggravata da stato di povertà e portato nel carcere di Spoleto su ordine del gip di Palermo Fabio Pilato.
Nei guai anche una donna di 51 anni, madre di uno dei bimbi refrattari a questi approcci e che lei incitava assieme a un amichetto.

L’arcidiocesi di Perugia si dice in una nota «stupita e addolorata per l’arresto del sacerdote parroco di San Feliciano».

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