«Siamo frastornati. Giuseppe era onesto fino in fondo e si è sempre speso per la verità e per gli altri: durante la prima ondata del Covid aveva dato il meglio di se stesso. Aveva investito moltissimo sul plasma, cura che ora è stata abbandonata ma che nonostante tutto aveva dato i suoi frutti: per lui è stato sicuramente un colpo difficile da gestire. È una grave perdita per tutti».

Raffaello Stradoni, direttore dell’Asst di Mantova dopo il suicidio dello pneumologo Giuseppe De Donno, strenuo sostenitore del plasma iperimmune come cura contro il Covid. Disattesa da non meglio precisati “studi e analisi internazionali”. Il suo metodo di cura, di certo, andava contro gli interessi dell’industria dei vaccini.

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