«La delibera dichiarativa dello stato di emergenza adottata dal Consiglio dei ministri il 31.1.2020 è illegittima per essere stata emanata in assenza dei presupposti legislativi, non è rinvenibile alcuna fonte avente forza di legge, ordinaria o costituzionale, che attribuisca al Consiglio dei ministri il potere di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario… A fronte della illegittimità della delibera, devono reputarsi illegittimi tutti i successivi provvedimenti emessi per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica… Gli strumenti utilizzati dal Governo durante l’emergenza sanitaria hanno portato alla compressione di alcune libertà garantite dalla nostra Carta Costituzionale… Sul tema diversi esponenti emeriti della Corte Costituzionale hanno espresso pareri negativi, evidenziando l’incostituzionalità dei Dpcm, peraltro affermata anche da giurisprudenza di merito, in quanto solo un atto avente forza di legge e non un atto amministrativo può porre limitazioni a diritti e libertà costituzionalmente garantiti. Dunque non si ritiene di poter dubitare della illegittimità e invalidità dei decreti».

Con queste motivazioni la giudice Lisa Manuali del Tribunale di Pisa ha assolto due marocchini a processo per “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”, durante il primo lockdown. Furono sorpresi in giro e non a casa.

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