Nicola Porro – va ricordato – annoso ciambellano di Berlusconi e noto giurista del nulla, dimentica, o finge di dimenticare alcune cose sul ferimento di un immigrato ad opera di un agente avvenuto a Roma.

Intanto quando c’è un processo il diritto di difesa viene garantito a tutti. Anche all’immigrato. Che se colpevole verrà condannato a pagare. E’ scritto nella Costituzione. Anche il presunto peggior criminale ha diritto di essere difeso, perché i processi sommari si fanno solo in luoghi tipo l’Arabia saudita (la macellazione di Kashoggi avvenuta in un Consolato di Istanbul è solo l’ultimo caso che sappiamo).

Quando accade un fatto passibile di reato la magistratura ha l’obbligo di stabilire le responsabilità a garanzia di tutti: colpevoli e innocenti. La procedura prevede l’avvio di un’inchiesta con l’apertura di un fascicolo, che in questo caso di Roma è per “eccesso colposo di legittima difesa” a carico dell’agente che ha ferito l’immigrato.

Le perizie balistiche e la dinamica del fatto delittuoso diranno se l’agente non aveva altra scelta che sparare per colpire l’esagitato armato di coltello. Sarà così, alla fine. Il poliziotto sarà assolto per legittima difesa. L’immigrato – già con precedenti – sarà perseguito. Troppo facile schierarsi con l’agente per raggranellare qualche like.

Qui il giudice dovrà tener conto delle richieste delle difese dell’immigrato al pari di quelle dell’agente e stabilirà la condanna in base alle leggi vigenti varate dai politici. Ben sapendo che in un Paese dove un Berlusconi qualunque – condannato per frode fiscale da 600 milioni di euro – passa la propria condanna facendo passerella in un ospizio di Cesano Boscone perché così ha stabilito il suo governo, a cascata, non si può pensare che un ubriaco armato di coltello ottenga l’ergastolo.

Ecco allora che la condanna dell’immigrato sarà comunque tenue, ingiusta e Porro potrà farci un altro post dando colpa ai giudici.

Porro ai suoi lettori non ricorderà mai che proprio in tema di immigrazione, la norma che impone all’autorità di mollare lo straniero con l’ordine di lasciare l’Italia entro 24 ore, è un retaggio della legge Bossi-Fini votata da tutta la destra, compreso l’ex ministro Meloni. Una norma fatta apposta per permettere agli stranieri senza lavoro e senza soldi di bivaccare in giro per l’Italia e diventare così i nemici Gargamella della stessa destra nelle campagne elettorali. Destra o presunta tale che negli anni ha potuto contare su un nutrito numero di creduloni caduti nella trappola dell’immigrato libero grazie ai giudici.

Visto che Porro si lamenta pure delle spese legali garantite all’immigrato, potrebbe lamentarsi molto di più per gli 800 mila euro dei cittadini lombardi usati dai commercialisti della Lega per comprare ville e villette sul Garda, alla faccia dei lombardi onesti. Commercialisti condannati qualche giorno fa.

800 mila euro a fronte di 2 o 3 mila che serviranno a pagare un legale all’immigrato che finirà condannato. Ma siccome Porro è funzionale a certi utili idioti, conviene alimentare il solito teatro senza spiegare come stanno le cose. Conviene fare il tifo per un caso dove piove sul bagnato. Certi che se a Roma si fosse trattato di un ubriacone armato italiano – come accade spesso nel silenzio dei giornali – Porro non avrebbe fiatato.

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