Matteo Renzi e l’ex agente segreto Marco Mancini insieme nel piazzale di un autogrill fuori Roma. Le immagini immortalate con lo smartphone nei giorni di Natale da una passante sono state trasmesse in un servizio di Report su Rai3. Ebbene, anziché spiegare, Renzi pubblica su Facebook la prima pagina del Riformista a guida Sansonetti, noto ciambellano alla corte dell’ipergarantismo berluscoide che lo esibisce in una sgangherata e ridicola difesa.

Un senatore che vuol far cadere il governo Conte II per i servizi segreti beccato a incontrare su suolo pubblico un ex agente segreto già finito a processo e “perdonato” con segreto di Stato sul rapimento e le torture in Egitto ai danni di Abu Omar, ha una rilevanza pubblica tale per cui in un Paese normale Renzi dovrebbe dar conto, oppure sarebbe pedinato giorno e notte da sciami di giornalisti in cerca di motivazioni.

Invece qui nel Paese del Bengodi Renzi continua a fare l’impavido spavaldo. Non spiega quell’incontro e non smette di fare da prezzolato lobbista alle corti di un principe saudita indiziato di essere il mandante della macellazione del giornalista Jamal Khashoggi.

C’è un qualcosa di piduista che in questo Paese continua a resistere e a spadroneggiare.

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