Dovrò essere risarcito dal direttore del Riformista Piero Sansonetti, per alcune frasi ingiuriose pronunciate nel 2014, quando eravamo entrambi ospiti a Omnibus su La7. Lo ha stabilito il Tribunale di Bergamo il 4 dicembre scorso. Sansonetti mi deve un risarcimento di 20 mila euro per aver detto in diretta “Stai un po’ zitto Martinelli, basta con le stronzate, ne stai dicendo un po’ troppe”; “Sei un imbecille, va bene, sei un imbecille. Sei un imbecille, questo sei”; “Questo è un idiota”; “Un po’ più intelligenti gli interventi, non sai che dici, purtroppo non sai che dici, fai delle cose atroci, atrocità”, durante un segmento di dibattito dedicato all’euro.

Il giudice monocratico ha condannato Sansonetti per “l’elevata aggressività degli epiteti e un’asprezza dei toni che, inevitabilmente, connotano le espressioni come denigratorie e sovrabbondanti”. Insomma il collega ospite è andato oltre la continenza dovuta con frasi che sono state ritenute lesive del mio onore e della mia reputazione pubblica. Frasi che vanno ben oltre il diritto dell’esercizio di critica anche aspra.

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