La mia lettera a Facebook contro la censura

La censura di un post sui miei profili Facebook è avvenuta solo perché un branco di frustrati senza argomenti ha segnalato i miei testi come “incitatori d’odio razziale”. Alla luce di ciò, e a tutela della mia reputazione, pubblico il testo della lettera che ho inviato al team del social network, visto che pare evidente come questi, non sappiano distinguere il diritto di cronaca e di critica dall’incitamento all’odio razziale, che è ben altra cosa.

Buongiorno, contesto la vostra decisione di impedirmi la pubblicazione dei contenuti sul mio profilo personale e sulla mia pagina pubblica denominate nell’oggetto per 30 giorni.

Il post che avete censurato, quello sull’elenco dei carabinieri arrestati, è una notizia di cronaca di pubblico dominio che non incita all’odio.

Il diritto di espressione e di critica è sancito dalla Costituzione italiana all’articolo 21.

Nel post censurato si evidenzia che proprio nelle aree dell’Italia ad alta densità delinquenziale, si concentri la totalità della provenienza degli agenti coinvolti nei gravissimi fatti di violenza documentati da un’inchiesta in corso a Piacenza.

Nelle frasi del post non ci sono incitazioni all’odio razziale. C’è semmai uno spunto alla riflessione e un incitamento – questo sì – alla revisione dei metodi di selezione e di reclutamento delle forze dell’Ordine, che in Italia evidenziano un ingiustificato squilibrio in favore di determinate aree geografiche del Paese.

In virtù di quanto esposto, chiedo la ri-pubblicazione del post e l’annullamento delle “penalità” di reputazione a mio carico che hanno portato al blocco dei 30 giorni, dato che in nessuno dei miei post ci sono riferimenti alla razza.

Al contrario, trovo singolare che la vostra policy non censuri o denunci tutti quei profili che deliberatamente insultano e diffamano nei commenti senza motivare le loro ingiurie.

Se mia richiesta non avrà esito positivo entro 48 ore, sarò costretto a ricorrere a vie legali con richiesta di risarcimento danni, dato che la mia attività giornalistica si avvale dei social network per la diffusione dei contenuti informativi e di opinione, supportata da una consolidata reputazione pubblica costruita in anni di attività giornalistica credibile e dimostrabile dai fatti.”

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