Ticci, Auschwitz e la Lega degli ignoranti

Il consigliere leghista al comune di Borgo San Lorenzo Claudio Ticci, ha condiviso su Facebook un post con la foto della scritta dell’ingresso di Auschwitz trasformata da “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) con “La scuola educa alla libertà“. Il tutto per criticare i provvedimenti – ancora al vaglio – da parte della ministra della Scuola Lucia Azzolina su come riaprire le scuole a settembre. Ticci, sotto l’insegna di Auschwitz commenta il suo dissenso: «La scuola secondo questo Governo… Pd+ 5stelle+ Leu+ Italia Viva # andatevene a casa, # vergognatevi. Il plexiglass ce lo avete al posto dei neuroni o nelle vostre poltrone».

Ecco, visto il livello infimo di scrittura di Ticci, anziché l’indignazione per aver usato un’immagine che rievoca lo sterminio di milioni di esseri umani, c’è da augurarsi che il governo Conte mantenga davvero le promesse sull’adeguamento e la riqualificazione degli edifici scolastici, sul contrasto all’abbandono degli studi, sulle assunzioni degli insegnanti e sui criteri di selezione ai concorsi.

C’è da augurarselo perché in un Paese più istruito non ci sarebbe spazio per un partito ad alto tasso di cialtroni come quelli che militano nella Lega. I seguaci di Salvini, avendo perlopiù pancia che cervello uso alla lettura e alla memoria, gongolano nell’illusione di conoscere la realtà narrata dal loro leader, perché hanno un tasso di scolarizzazione che Berlusconi definiva in tempi non sospetti “a livello di un ragazzino di prima media e nemmeno tanto bravo“.

Claudio Ticci e i vari leghisti da assalto alla diligenza di ultima generazione, rappresentano un campione di elettorato che sta alla scuola come una gallina sta all’intelligenza. Preghino Cristo che il Paese continui ad avere creduloni e Bagonghi da piazza, perché in un Paese più consapevole la Lega che conosciamo non avrebbe presente e nemmeno futuro.

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