Basilicata: Bardi, il “leghista”all’ombra della P4

Alle elezioni regionali In Basilicata trionfa Vito Bardi, ex generale della Finanza in pensione cresciuto nel placet di Nicolò Pollari. Nel 2011 fu dapprima indagato a Napoli per favoreggiamento e rivelazione del segreto per aver soffiato alla cricca del faccendiere amico di P2 P3 e P4 Luigi Bisignani l’esistenza di un’indagine proprio sulla P4. Fu poi archiviato, mentre i suoi colleghi omologhi Giovanni Mainolfi e Michele Adinolfi ebbero altri guai. Bardi denunciò Bisignani per calunnia aggravata. Ma anche l’ex generale e deputato del Pdl Marco Milanese, indagato a sua volta, riferì ai magistrati che fu Bardi a informare Adinolfi dell’avvio dell’inchiesta in quanto suo superiore gerarchico. E che Adinolfi avrebbe poi avvisato Bisignani tramite Pippo Marra, giornalista presidente dell’AdnKronos.

L’imprenditore napoletano Luigi Matacena, in contatto con l’ex magistrato e deputato del Pdl Alfonso Papa che millantava di fargli fare affari con Bertolaso nella Protezione civile, in un interrogatorio dell’inchiesta sulla P4 rivelò che “Effettivamente ho pagato, nell’autunno di quest’anno (in occasione della partita di calcio di andata Napoli – Milan), un pranzo al Ristorante Mattozzi a cui hanno partecipato il Generale Bardi, il Generale Adinolfi con la moglie, il Generale Grassi, il Generale Zafarana, l’ex ufficiale della Guardia di Finanza Stefano Grassi (poi alle Poste), il dott. Galliani, amministratore delegato del Milan, con una accompagnatrice e un suo amico (…) in quell’occasione io ho anche regalato a tutti i signori menzionati (ufficiali della Guardia di Finanza e non) dei gemelli comprati da Marinella e per le signore un Fular sempre di Marinella. Pagai io il conto che venne a costare meno di mille euro”. E aggiunse: “Conosco, oltre al Generale Bardi, anche il Generale Adinolfi coi quale mi do del tu”. Contributo all’archiviazione di Bardi lo diede Emilio Spaziante, comandante interregionale del Lazio della Finanza, arrestato nel 2014, già avversario di Adinolfi nella corsa alla successione di Di Paolo (comandante generale), che in merito a presunte soffiate su controlli della Finanza in arrivo a Mediolanum, non cita Bardi tra gli ufficiali legati a Milanese.

Nel 2014 Bardi fa domanda di andare in pensione appena viene a sapere di essere indagato per corruzione per un’inchiesta su verifiche fiscali e tributarie «pilotate», denominata “sistema Matachione” dal nome di un imprenditore farmaceutico accusato di fare regali ai finanzieri per ammorbidire i controlli fiscali. In quei giorni era già stato arrestato il predecessore di Bardi, Emilio Spaziante per lo scandalo del Mose di Venezia (dove altri berlusconiani del Pdl come Galan saranno poi condannati). L’indagine è dei pm napoletani Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock, che fanno perquisire gli uffici di Bardi al Comando generale di via XXI Aprile a Roma. Si parla di nuovo capitolo di tangentopoli. In cella finisce anche il commercialista Pietro Luigi De Riu. Per la stessa indagine, a Livorno viene arrestato il comandante provinciale della Finanza Fabio Massimo Mendella. Secondo l’accusa il comandante Bardi avrebbe chiesto «favori e utilità» a vari imprenditori contraccambiato con regali di viaggi, soggiorni e «un posto barca ad Ostia». In uno dei processi a carico di Valter Lavitola, (plenipotenziario di Berlusconi a Panama, Santa Lucia, e nell’affaire della casa di Montecarlo del cognato di Fini), in questo caso accusato per tentata estorsione ai danni di Impregilo, la Procura ha un verbale dell’imprenditore Mauro Velocci, già citato negli atti sul progetto “Carceri modulari” a Panama, che in un interrogatorio del 14 dicembre 2011 riferì di alcune confidenze ricevute dall’imprenditore Angelo Capriotti, che asseriva di avere “al soldo” alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui il generale Vito Bardi, al quale Capriotti aveva chiesto di interessarsi a un esposto presentato da una loro società. E aggiunge: «Dopo qualche tempo, Capriotti mi riferì che il generale Bardi gli aveva fatto delle richieste “strane”, ovvero richieste di utilità, se non sbaglio riferite all’acquisto o alla locazione di un posto barca ad Ostia». Dopo 3 anni di indagini, nel 2017, la procura di Napoli fa dietrofront e il Riesame chiede per Bardi l’archiviazione, e pure per Mendella. Tifoso del Napoli e amante dell’isola Capri, Bardi ha 2 figli, uno dei quali è ufficiale della Finanza.

Il neogovernatore cosiddetto uomo di Salvini ha battuto in Basilicata il candidato del Pd (si fa per dire), Carlo Trerotola, farmacista ex missino (suo padre fondò la prima sezione dell’Msi di Almirante in Lucania). Anni fa Carlo Trerotola rivelò orgoglioso: «Non sono mai andato ai comizi, tranne quando c’era Almirante, ogni tanto lo riascolto pure adesso..». In Basilicata non è bastato che il Pd abbia subito l’arresto dell’ex governatore Marcello Pittella, inguaiato in un’inchiesta di raccomandazioni nella sanità e che in nome del garantismo ha finito il suo mandato in novembre.

Quel Pd in Basilicata ha battuto di gran lunga i grillini col loro candidato, Antonio Matta, contrario all’election day accorpato con le europee di maggio e autore di un ricorso accolto dal Tar stilato con i senatori grillini Mattia Crucioli e Arnaldo Lomuti. Un unico giorno di urne che avrebbero comportato un bel risparmio di soldi pubblici, secondo i 5 stelle era illegittimo per “evidente lesione dei principi di democraticità, sovranità popolare e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dalla Costituzione”. Valli a capire certi grillini! Devono aver dimenticato l’indignazione che suscitò sul blog di Grillo la separazione del referendum dall’election day in Lombardia su iniziativa dell’allora governatore leghista Maroni (2011). Ricordo i post del tipo “così sprecate 300 milioni” e le centinaia di commenti grillini contro la casta sprecona. Sono proprio cambiati i tempi.

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.