Fadil, l’ex Pdl marocchina e il “veleno arabo”

«Imane Fadil è stata avvelenata con qualcosa che non è quello che è stato detto in questi giorni. Purtroppo da noi non è una novità, succede spesso. Quella gente non si fa scrupoli. Ti fanno fuori con molto poco, ti fanno bere una cosa che contiene una sostanza particolare, una specie di mercurio, cristallo di acido, inodore, che ti avvelena… È successo anche a me nel 2010. Hanno tentato di avvelenarmi con cristalli di acido, ho passato l’inferno, mi sono salvata… Chiedo alla magistratura italiana e anche al re del Marocco di fare chiarezza. Ci sono delle responsabilità che vanno ricercate nell’ambiente dell’alta diplomazia marocchina con cui Imane lavorava … se chiedono una consulenza ai medici marocchini troveranno le risposte che cercano. Comunque se mi chiamano i magistrati vado subito. D’altronde in passato ho già denunciato alla Procura di Roma il nostro ambasciatore. E non è un caso che stia per andare via».
Souad Sbai, ex deputata del Pdl di Silvio Berlusconi, indica la pista marocchina per chiarire le eventuali cause di avvelenemento dell’ex modella super teste ai processi Ruby.


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