Azzollini, il Pd Tonini come Berlusconi

«Sapevo che salvare dall’arresto Azzollini sarebbe stata una decisione difficile da spiegare a una parte dei nostri elettori, sapevo che mi sarei preso la mia dose di insulti sulla rete, ma ho assunto questa decisione con la coscienza tranquilla, perché penso di aver fatto la cosa giusta…la richiesta di arresto era motivata in modo debole e discutibile ed era sostenuta da argomentazioni pericolose dal punto di vista democratico, in quanto segnavano una netta invasione di campo da parte della magistratura ai danni del parlamento, mettendo in discussione il principio della divisione dei poteri». Giorgio Tonini, vicepresidente del Pd al Senato.

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