L’assessorato in Puglia un’occasione persa

ANTONELLA LARICCHIA

Il neogovernatore della Puglia Michele Emiliano vuole assegnare l’assessorato dell’Ambiente a Antonella Laricchia, candidata presidente del Movimento 5 stelle, secondo partito regionale che alle elezioni ha sfondato il 20% dei consensi. Il metodo grillino classico prevederebbe una veloce consultazione in rete: “Volete che Antonella Laricchia accetti l’incarico di Assessore all’Ambiente della Regione Puglia? Sì, no…”. Invece succede qualcosa di simile al Pd. Laricchia non risponde subito per le rime, ma aspetta le reazioni di qualche colonnello locale a 5 stelle, che infatti non si fa attendere. Il deputato di Andria Giuseppe D’Ambrosio verga su Facebook «Caro Michele, la tua partecipazione alla “Sagra della cozza pelosa” a Polignano è più credibile! Notte». Laricchia è avvisata: “Non accettare!”. Infatti, Laricchia incassa e obbedisce: “Rifiutiamo perché per noi avere un assessore in una giunta Pd vorrebbe dire non poter fare quello che vogliamo fare, avere le mani legate”. Punto, fine. La risposta, di per sé, è coerente, visto che già in dicembre i dieci onorevoli a 5 stelle pugliesi rifiutarono in coro le avances di Emiliano, all’atto della sua candidatura alle primarie per governare la Puglia.

A posteriori, forse, una riflessione su questo rifiuto andrebbe fatta. Intanto perché Michele Emiliano rappresenta la parte più buona, o se volete meno peggiore del Pd, benché non abbia mantenuto tutte le promesse elettorali fatte da sindaco di Bari. Poi, attaccarlo sulle cozze pelose è abbastanza ridicolo se pensiamo alla situazione giudiziaria di certa classe dirigente pugliese. Detto questo, l’assessorato all’Ambiente in Puglia vuol dire rigassificatore di Brindisi, Ilva di Taranto, depositi abusivi di amianto nelle campagne baresi, acqua pubblica, tanto per stare su alcune patate bollenti. Un grillino sfegatato penserebbe che è pane per i propri denti. Un’occasione per provare a rivoltare come un calzino la Regione, e per mettere alla prova il Movimento al governo, forte di un’esperienza ormai biennale dei deputati pentastellati nel Parlamento. Senza la solita retorica dell’inciucio su un’improbabile alleanza col Pd, visto che tra l’altro Emiliano è una mosca bianca nel Pd. Invece no. Il Movimento 5 stelle in Puglia ragiona con la testa dei colonnelli mettendosi di traverso. Preferisce perdere un’occasione e rimanere barricato ad accusare e a proporre progetti di legge per sentirsi dire di no. Insomma, preferisce candidarsi all’eterna opposizione, che fa sempre comodo, e senza chiedere parere alla base locale. Per gridare al mondo “Avete visto? Non ci ascoltano”. Niente di più sbagliato. Peccato.

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