Uber, intervista a un NCC (noleggio con conducente)

noleggio-con-conducente-1

Per cercare di capire cosa sta succedendo nel mondo dei taxi che a Milano scioperano ad oltranza per l’applicazione Uber, ho registrato due interviste: la prima a un ncc (noleggio con conducente) di Bergamo che pubblico in questo post. La seconda a un tassista di Milano che pubblicherò domani. Entrambi chiedono anonimato.

Domanda: Cos’è Uber? Risposta Ncc: Uber è un’applicazione che tramite internet permette a chiunque di prenotare una macchina per un transfer molto simile al taxi, anche se noi non siamo tassisti. Perché i tassisti dicono che siete abusivi? Ci danno degli abusivi, ma noi la licenza di trasporto persone l’abbiamo tutti. Ci attaccano perché a differenza dei tassisti che possono lavorare soltanto all’interno del loro comune, noi ncc possiamo caricare dappertutto. Però lei faccia una prova: chiami un taxi di Milano da San Giuliano Milanese, da Monza o da Brugherio e vedrà che arriverà un’auto bianca già con venti o anche trenta euro di tassametro. Loro che qui a Milano sono in tanti fanno finta di niente e se vengono chiamati fuori Milano vanno a caricare a prezzi salatissimi. A noi invece ci fanno il culo perché siamo di meno e meno rappresentati nelle istituzioni… Insomma, non abbiamo i nostri lobbisti. Mi faccia capire… A Milano perché i tassisti scioperano? Scioperano perché non tollerano che gli ncc con la licenza di fuori Milano carichino qui a Milano con Uber. Io per esempio, ho la licenza in un comune della provincia di Bergamo, secondo la legge attuale ho l’obbligo di prendere l’appuntamento col cliente dalla mia autorimessa che si trova nel comune che mi ha rilasciato la licenza. Ma è una legge voluta dalla lobby dei tassisti per impedire agli autisti come noi di fare loro concorrenza. Beh, come fate a dare loro torto con quello che costa una licenza di taxi? Infatti è proprio questo il problema. I tassisti di Milano le licenze se le scambiano a 200 mila euro l’una rendendo il mestiere di taxi una sorta di lavoro per ricchi. La legge 21 che regolamenta il trasporto di persone, è stata confezionata apposta per loro, per penalizzare gli ncc. Lei mi dica un po’: come faccio a trovare lavoro e clienti rinchiuso nella mia autorimessa, me lo spiega? Uber… Infatti Uber è un prodotto di tecnologia che produce due risultati: permette al cliente di scegliersi un’auto e un autista con un prezzo chiaro scelto sull’applicazione, dando la possibilità all’autista di lavorare. Il secondo risultato è che finalmente, con Internet, cadono un po’ di barriere di casta. Insomma, Uber è un’opportunità sul mercato e una forma di concorrenza non sleale. Sì ma allora perché lei non si prende la sua corsa Uber dalla sua autorimessa a Bergamo? Io ogni giorno parto da Bergamo su appuntamento Uber. E’ che nove volte su dieci il ritrovo col cliente è in qualche stazione o qualche aeroporto di Milano… è chiaro che poi trovandomi già a Milano non ha senso tornare a Bergamo se nel frattempo sull’iphone ricevo un’altra prenotazione a Milano… Bèh, allora i tassisti non hanno torto di dire che siete concorrenti sleali… Guardi, sa cosa basterebbe fare? Basterebbe che nella legge 21 si modificasse o si togliesse il comma che obbliga gli ncc a far rientro in rimessa. Quel comma faceva comodo ai tassisti una volta, quando Internet non esisteva. Ma ora che la rete offre opportunità di servizi a 360 gradi, noi possiamo aspettare la chiamata nei pressi delle stazioni con la certezza di lavorare. Diciamo che prendiamo appuntamento direttamente in macchina anziché in rimessa… Siamo un’offerta al mercato del trasporto in auto, non abusivi… Mi dicono di risse tra tassisti e voi ncc in giro per Milano… Sì, i tassisti ci chiamano abusivi e può capitare, soprattutto di notte, che qualcuno si avvicini alle nostre berline per prenderle a calci… Pensi che c’è un tassista a Milano che lo chiamano “sfascia-portiere” perché è particolarmente aggressivo… Come pensate che finirà Uber? Le istituzioni come il comune di Milano cosa dicono? Guardi, Uber non potrà finire perché ormai è un’applicazione diffusa in tutto il mondo… diciamo che in tempi di crisi è un’opportunità di lavoro per gli autisti e pure per l’utenza ma è un problema per i tassisti perché rischiano che il valore delle loro licenze scenda… D’altro canto le istituzioni stanno riconscendo che non ci sono motivi per ritenere Uber illegale. Chi prenota un’auto con Uber lo fa con chiarezza di prezzo, vede la faccia e il nome dell’autista e ha l’auto che gli serve che può essere normale, grande per piccoli gruppi, oppure lussuosa. Al cliente non importa nulla di dove ha la licenza l’autista… Mi dica lei: dov’è il problema se un cliente si sceglie l’autista? Quando lei va a fare la spesa al supermercato, la vincolano all’Esslunga del suo quartiere per caso? Beh, se come dice lei il problema Uber è solo di casta, cosa dice a quei tassisti che fanno debiti per comprare una licenza? Guardi, basterebbe adeguare la legge 21 per renderla concorrenziale, così si allineerebbe il valore licenze taxi-ncc. Ai tassisti che hanno speso 180 mila euro di licenza, lo Stato dovrebbe rimborsare qualcosa anche se non lo accetterebbero mai… Sono abituati bene loro… sono una casta che ricatta i politici nelle istituzioni per mantenere tutto cos’ com’è… pensi che in stazione centrale girano vigili in borghese che a noi ncc ritirano il libretto dell’auto per due mesi col pretesto che abbiamo offerto taxi abusivo… lei pensi cosa significa per un padre di famiglia non lavorare due mesi di questi tempi…

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.