I francesismi di Marine Le Pen

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Rimbombano qua e là le parole di Marine Le Pen rilasciate al QN nei confronti di Beppe Grillo. Uno “sgradevole pantofolaio del sistema, col piede corto” oltre che “tribuno sfiatato e incoerente“, a capo di “un’eruzione cutanea“. Insomma, un bel complimento da parte di questa xenofoba in tailleur, figlia d’arte di quel Jean Marie Le Pen che per anni ha predicato il ripristino della pena di morte. Francesismi rassicuranti per una che insaliva le doti magiche di statisti come Renzi e Salvini. Grillo può stare tranquillo! E’ da queste intuizioni che capiamo quanto la Le Pen non capisca una mazza di politica, a cominciare da quella italiana. Dopo queste parole siamo certi che Dieudonné le dedicherà uno sketch in cui condirà un’insalata con olio di ricino dentro una kippah. Mentre insorgeranno gli ebrei che lapideranno la leader di Front national con monetine e pepite d’oro.

Marine Le Pen è l’idolo del partito patriottico e gollista. Definizione sofisticata della più terra terra plebaglia razzista d’oltralpe. Il 19% ottenuto alle ultime elezioni dal suo FN, le è valso i complimenti di La Russa. E’ da allora che la Le Pen si è montata la testa. La menopausa deve averle risvegliato il disagio di essere nata ai margini di Parigi, oltre le banlieau. I suoi strali alla supremazia della razza indirizzati alla pancia nazionalista della Francia schiavizzatrice e colonizzatrice, fanno di Borghezio un chierico, al confronto. Marine Le Pen è incazzata con Grillo perché contende al comico la promessa di un referendum per la permanenza della patria di Robespierre in Europa. I suoi unici punti fermi sono la proposta della fine dello spazio di Schengen, l’addio all’euro, il patriottismo economico e la superiorità del diritto nazionale sulle direttive europee.

Per il resto, la Le Pen chiacchiera proprio come Renzi e Salvini. Il suo vento soffia aria(no) a seconda di chi comanda. Se un’accusa di stupro mai dimostrata ha fatto di Dominique Strauss-Kahn, “la rovina della reputazione della Francia“, ecco invece che l’attuale presidente francese Hollande “ha diritto alla vita privata” con le sue amanti. Una coerenza di cortina di ferro la Le Pen! Più che ariana pura, pare un incrocio imbastardito di celogollismo alla Salvini impastato con sbraiti alla Renzi, pur di apparire. Soprattutto quando emette francesismi su ciò che non conosce, come Grillo e il Movimento. Tra qualche mese la “eruzione” grillina si trasformerà in “irruzione” nel parlamento europeo. Dove la furba Maron Le Pen stringerà l’abbraccio (mortale?) con la Lega delle tangenti e della corruzione. Quella che la voleva al congresso di Torino per sancire che alle prossime elezioni, FN e Lega “marceranno insieme“. Voleva dire “marciranno”. I soliti francesismi…

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