Il polverone dei media cortigiani

silvio berlusconi condannato

Riporto un estratto dell’intervista pubblicata sul quotidiano Il Mattino al giudice di Cassazione Antonio Esposito, che ha letto il dispositivo col quale Berlusconi è stato condannato definitivamente a 4 anni per evasione fiscale nel processo Mediaset.

Il Mattino: Può esistere, chiamiamolo così, un principio giuridico secondo il quale si può essere condannati in base al presupposto che l’imputato «non poteva non sapere»?
Antonio Esposito: «Assolutamente no, perché la condanna o l’assoluzione di un imputato avviene strettamente sulla valutazione del fatto-reato, oltre che dall’esame della posizione che l’imputato occupa al momento della commissione del reato o al contributo che offre a determinare il reato. Non poteva non sapere? Potrebbe essere una argomentazione logica, ma non può mai diventare principio alla base di una sentenza».
Il Mattino: Non è questo il motivo per cui si è giunti alla condanna? E qual è allora?
Antonio Esposito: «Noi potremmo dire: tu venivi portato a conoscenza di quel che succedeva. Non è che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Teoricamente, il capo potrebbe non sapere. No, tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva. Tu non potevi non sapere, perché Tizio, Caio o Sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. È un po’ diverso dal non poteva non sapere».

Con questa risposta, i servi del Pdl sbraitano che il giudice Esposito confessa la presunta innocenza di Berlusconi, in quanto poteva non sapere che le sue teste di legno intestatarie delle 64 off-shore controllate da David Mills si passavano i telefilm gonfiandone il prezzo che ha prodotto l’accumulo nei paradisi fiscali almeno 368 milioni di dollari evasi al fisco.
Tutto qua il nocciolo dell’inutile polemica amplificata dai giornali e dalle tivù per distogliere l’attenzione dai problemi dell’Italia causati dai grandi criminali evasori come Berlusconi.
Il giudice della Cassazione Esposito ha letto la sentenza dopo oltre 7 ore di camera di consiglio, durante le quali, come dichiara egli stesso nell’intervista, il collegio ha dovuto vagliare tutte le 47 richieste di annullamento della condanna avanzate dalla difesa del comiziante abusivo.

In mancanza di calzini turchesi, anche una flatulenza odor lavanda, avrebbe scatenato questo putiferio diffamatorio e screditante nei confronti del potere giudiziario. I media controllati da un criminale come quello di Arcore seguono gli umori del Pdl  impunemente senza dare la dimensione reale del gigantesco circo messo su per difendere un pregiudicato indifendibile. Silvio Berlusconi deve andare a scontare la sua pena e deve lasciare il Senato.

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2 Commenti a “Il polverone dei media cortigiani”

  1. sergio.andreoli ha detto:

    Riporto il testo iniziale di un commento a firma “cinico senese” pubblicato in data 08/08/2013 sul blog di Aldo Giannuli :

    “Sono rimasto stupefatto! ma come è possibile che un giudice Presidente della Suprema Magistratura con 50anni di esperienza nel caso giudiziario più delicato del mondo con ricadute politiche deflagranti, come un pivellino qualsiasi cada nel solito trappolone dell’intervista giornalistica …”

  2. sergio.andreoli ha detto:

    Fantastico.
    Grazie Daniele.
    Ho letto in giorni diversi sui maggiori quotidiani stampati, i commenti su questa vicenda.
    Ma nessuno ha chiarito questo punto fondamentale.
    Solo tu lo hai fatto.
    Complimenti.

    P.S. Potrei a questo punto proporre una modifica al tuo testo: “I media, SIA QUELLI controllati da un criminale come quello di Arcore CHE QUELLI CONTROLLATI DALLA RESTANTE PARTE DEL GOVERNO …”

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