«Ero sveglio da poco, stavo facendo colazione in cucina. Avevo lasciato Franca in camera da letto dove l’avevo aiutata ad alzarsi. Tra i suoi rimbrotti, peraltro, perché diceva sempre che sono distratto e imbranato. Poi all’improvviso ho visto la nostra collaboratrice correre verso la stanza da letto. Sono corso anch’io, c’era Franca sul letto che respirava a fatica. Ho provato subito a darle il ritmo giusto del respiro, a respirare con lei. Ma capivo che faceva sempre più fatica, i ragazzi sono corsi a chiamare il 118, io ho provato a farle la respirazione bocca a bocca. Non so per quanto sono andato avanti. Lei è morta tra le mie braccia. Sì, se n’è andata mentre io avevo il suo volto tra le mie mani». Dario Fo, nel giorno della morte della moglie Franca Rame.

Un pensiero su “Fo, sceneggiatura di una tragedia”

Lascia un commento