Alle comunali è tsunami M5S

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Mentre in lontananza sento le tivù che celebrano “il crollo di Grillo” alle comunali, vorrei fare alcune considerazioni chiare ed obiettive sui risultati e con lo spoglio delle schede ancora in corso in alcune città. Il primo dato ci dice che il partito più votato in Italia è quello dell’astensione. Il secondo dato riguarda tipo di istituzione oggetto della scelta politica: il Comune, che credo venga ormai sommariamente percepito come un’entità ininfluente sulle scelte dei cittadini perché paga la dipendenza dalle leggi dello Stato. Il patto di stabilità che vincola i comuni al non utilizzo delle loro risorse economiche, dipendente da una legge nazionale che ha tolto potere agli enti locali, è l’esempio più lampante. Il terzo dato ci dice che la grande astensione dal voto alle comunali è causata dalla presenza dei soliti logo Pd-Pdl coi loro candidati. Il quarto dato ci dice che chi continua a scegliere i candidati dei partiti, sceglie quelli a sinistra quasi ovunque. Il netto vantaggio di Ignazio Marino a Roma, rappresenta da solo un inequivocabile segnale di continuità già innescato a Milano con Pisapia, e a Napoli con De Magistris (nonostante la Jervolino fosse del Pd), oltre che a Palermo col ritorno di Leoluca Orlando dopo la parentesi di Cammarata, e a Cagliari con Zedda. A Brescia per la prima volta dalla nascita della Seconda Repubblica, un pidiellino-leghista andrà al ballottaggio con un candidato di centrosinistra in un inedito testa a testa. E qui siamo al quinto dato, che registra ovunque il CROLLO DEL PDL e di tutta la destra in generale, Lega compresa. Il sesto e ultimo dato è l’irruzione del Movimento 5 stelle praticamente dappertutto con percentuali oscillanti tra il 6 e il 20 per cento. Un risultato assolutamente clamoroso per una nuova entità politica di un Paese abituato al voto di scambio e con candidati fuori dal giro degli interessi di bottega. Il M5S, checché ne sparlino in tivù, è ormai uno zoccolo consolidato e dilagante che intacca l’egemonia destra-sinistra e che rappresenta una mina vagante per il sistema abituato alla zuppa e al pan bagnato. Il suo successo è dimostrato dal continuo paragone che i media generalisti propinano coi risultati delle elezioni politiche, ma che non ha lo stesso valore del paragone utile ai partiti, perché il Movimento nei comuni non ha un passato politico. Pretendere che un Movimento di cittadini senza soldi e senza compromessi arrivi ai ballottaggi in città milionarie e corrotte come Roma, è per ora mera utopia. Com’è utopia pensare di cambiare la Siena di Mps dove il netto vantaggio del candidato del Pd conferma che i senesi legati alla “banca del buco” per qualche motivo di sopravvivenza se ne fregano del cambiamento. Del resto, il cambiamento culturale che impone il voto al Movimento, è connesso a un cambiamento generazionale che si è comunque innescato come un vero tsunami. Da questo punto di vista, i modesti risultati ottenuti dal M5S nelle elezioni regionali in Valle D’Aosta oggi e in Friuli Venezia Giulia qualche settimana fà, ci insegnano una verità dura da smentire. Ossia, che chi vive in Regioni a statuto speciale proprio come quelle, è abitutato al privilegio che il Movimento non garantisce in quanto predilige regioni a statuto ordinario in tutta Italia. Ecco, dunque che lì, in quelle zone di privilegio ingiustificato, qualunque percentuale ottenuta da un movimento rivoluzionario, rappresenta già di per sé una rivoluzione. Rappresenta lo scricchiolìo di uno status che crollerà assieme ai partiti con la crisi economica incalzante. Le balle che stiamo sentendo dalle tivù sul “crollo del M5s” dimostrano il panico del sistema.

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5 Commenti a “Alle comunali è tsunami M5S”

  1. […] primi tre mesi in Parlamento, non hanno funzionato a dovere. Sarebbe controproducente (purtroppo c’è chi lo fa) negare gli errori; ci vuole un po’ di autocritica. Per questo mi permetto di elencare quindici […]

  2. […] primi tre mesi in Parlamento, non hanno funzionato a dovere. Sarebbe controproducente (purtroppo c’è chi lo fa) negare gli errori; ci vuole un po’ di autocritica. Per questo mi permetto di elencare […]

  3. Chinablu ha detto:

    Comunali Roma 2008, la lista del Meetup Amici di Beppe Grillo, di Serenetta Monti, prende il 2.64%.

    Oggi la lista m5s prende il 12,83%.

    Flop a chi?

  4. willo ha detto:

    Anche la Sicilia è una regione a statuto speciale…

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