Il Movimento 5 stelle ha già vinto

E’ uno spasso sfogliare i giornali di regime di questo lunedì pre-elezioni. Il Corriere sbeffeggia per la prima volta Berlusconi pubblicando sulla home page un video in loop con la sua battuta sui grillini “block bot“. Ma in versione cartacea pare di sfogliare “Libero” o “Il Giornale”. La prima pagina è un sermone tutto papaechiesa. A pagina 2 e 3 in grande evidenza l’elenco dei costi dei programmi dei partiti, ma senza che sia menzionata una sola idea del Movimento 5 stelle. Nelle pagine interne Pigi Battista elenca una serie di consigli non richiesti ai vari leaderini lasciando per ultimo Grillo, al quale augura di commettere qualche errore in questi ultimi giorni di campagna elettorale per cercare di dare fiato alla concorrenza. Va da sé che Marco Imarisio sia costretto a constatare che il pienone per Grillo nella piazza di Torino segna una svolta politica che non si ricordava dai tempi della “sobrietà sabauda di Gramsci e Gobetti“. Per inciso, l’articolo è a pagina 31.

Repubblica, invece, mette in guardia i lettori dal “super spread” che incombe in caso di ingovernabilità per l’attesa ondata di neodeputati grillini a Montecitorio e al Senato già a partire dalla prossima settimana. Lo fa a pagina 10 dopo aver regalato la copertina del quotidiano a Bersani e alla “svolta che parte da Milano“. Nessun accenno sul fatto che viale Fulvio Testi, viale Sarca e viale Monza sono tre rettilinei senza svolte che portano dritti dritti nella Sesto San Giovanni del “disgraziato” Penati (ex segreteria Bersani), travolto da un’inchiesta di tangenti che nella piazza di bandiere rosse, nessun leader (nemmeno Vendola) ha ricordato. Ovviamente, anche Repubblica questo dettaglio non lo menziona. Anzi, Bersani va in tandem con Prodi, incorniciato da commenti da brivido: il primo, quello di Ilvo (maschile di Ilva) che tuona contro Grillo “in fuga dalle domande (di Sky) e dalla democrazia“. L’altro di Gad, che sbuffa sul “vento riformista nella regione corrotta” (la Lombardia) del tutto monco di Penati. Anche lo scandalo Montepaschi viene infilato tra la pubblicità a pagina 8. Ovviamente nessuna relazione viene messa in luce col Pd.

“Il Giornale” megafona B. contro “il mostro Equitalia” e relega in un angolino “Grillo scappa e il Pd s’aggrappa a Prodi“. “La Stampa” di Torino s’inventa un’inesistente “guerra della tv” ma è costretta suo malgrado ad arginare ad una misera colonnina di spalla che “Il monopolista delle piazze ha già vinto” (Grillo). Eccola, l’unica vera notizia di oggi. Ci sono voluti 10 giornali da scartabellare prima di trovarla. Speriamo che col M5S al governo si chiudano davvero i rubinetti del finanziamento pubblico a (questa) editoria.

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2 Commenti a “Il Movimento 5 stelle ha già vinto”

  1. dardo ha detto:

    Quando si scrivono o dicono cazzate, come “BERLUSCONI E’ MORTO”, ci si rende conto solo dopo un po’ che erano cazzate! Nel suo caso dopo 8 giorni. Spero che il suo mestiere non sia quello dell’analista finanziario, perchè in quest’ultimo caso le persone che seguissero le sue previsioni, finirebbero presto sul lastrico.

  2. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 18 febbraio 2013 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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