Ilva, dov’è il decreto per i Riva?

L’Ilva, chiusa con una sentenza del tribunale di Taranto e riaperta per decreto legge del governo Monti, pone agli italiani uno scenario nuovo e inedito, che nemmeno Berlusconi era riuscito a ottenere. Col pretesto dei tecnici al governo, la decisione di rendere inefficace una sentenza con un de-cretino, scardina definitivamente quel poco di certo che in questo sciagurato Paese era rimasto: ossia l’equilibrio tra il potere legislativo e giudiziario.

Fosse stato un governo degno di tale nome, quello di Monti, anziché ricorrere a un golpe  così sfacciato, avrebbe – sempre per decretino –  imposto alla famiglia Riva di pagare gli stipendi ai 5 mila dipendenti dell’Ilva di Taranto per tutto il periodo della messa a norma della fabbrica, prima di farli rientrare al lavoro. Non ci sarebbe voluto molto. Ci sarebbe voluto soltanto un governo degno di una democrazia matura. Non un gruppo di fantocci schiavi della banca Merkel. Per i Riva, sarebbe stata una soluzione quasi indolore visto che sono così ricchi da potersi permettere di allungare soldi ai partiti e buste da 10 mila euro in contanti perfino all’arcivescovo Benigno Papa, ora in pensione.

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Un Commento a “Ilva, dov’è il decreto per i Riva?”

  1. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 03 dicembre 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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