«Diego Anemone non esiste. Un’impresa di Anemone in un appalto pubblico sta a significare che lavora Balducci*. Faceva cassa così, mettendo Anemone ovunque. E gli affidava la gestione del denaro da destinare ai parlamentari che a Natale, Pasqua e Ferragosto battono cassa. Un assedio, spegnevo il telefonino. Ascolti. A Natale mi chiama Anemone: devo versare 150 mila euro. Il suo ufficio è in una traversa di via Nomentana. Spinge una porta scorrevole ed ecco un tavolo lungo 2 metri e mezzo. Sopra, un covone di banconote. Quasi tutti tagli da 500. Milioni di euro, mai visto nulla di simile. Coi miei 150 mila nella giacca mi sono sentito un morto di fame. Anemone ha comprato la casa al Colosseo dell’ex ministro Claudio Scajola con un po’ del denaro prelevato da quel tavolo. Se parla Balducci viene giù mezzo Vaticano». Vito Piscicelli, l’ex ridanciano del terremoto dell’Aquila intercettato con suo cognato nell’inchiesta sugli appalti del g8. *Ex presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici presso palazzo Chigi.

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