Fuori Letta e Amato, dentro Carlo Malinconico? Se il totonomi gira attorno a queste figure per il nascente esecutivo di Mario Monti, quale cambiamento di credibilità dovrebbe avere l’Italia nei confronti dei mercati? Malinconico, candidato a possibile portavoce del presidente del Consiglio in pectore, è amico della cricca. Una delle intercettazioni agli atti nell’inchiesta sugli appalti del G8 e dell’eolico, lo riguarda al telefono con Balducci, che ringrazia per aver avuto in regalo da Diego Anemone un soggiorno pagato all’hotel Pellicano di Porto Santo Stefano. Malinconico a sbafo nell’hotel a carico di Anemone capite? Lo stesso che ha pagato la casa a Scajola. Malinconico, non indagato, dopo l’uscita dell’intercettazione ha detto che quel soggiorno lo pagò lui. Salvo sorprese rischiamo di trovarci di fronte a un nuovo “smemorato” che come Scajola traffica(va) non si capisce in cambio di quali favori. Perché delle due l’una: o Malinconico è completamente svaporato, e dunque non affidabile per un ruolo di portavoce nel ruolo di governo, oppure un paraculo. Monti spieghi.

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