Ungheria, “processo ai politici per il debito”

Conti falsi, ruberie, privatizzazioni di comodo, spreco di soldi pubblici. Un rigore lontano” si leggeva sui giornali italiani un anno fa a proposito dell’Ungheria. “Il fiorino é crollato e le famiglie che pagano i mutui in euro o sterline si disperano, gli splendidi palazzi e monumenti sbrecciati dall’usura del tempo narrano in silenzio il dramma dell’Ungheria.” E ancora “L’Ungheria non é la Grecia, ma é l’epicentro volontario dell’ultimo terremoto finanziario mondiale. Un paese che ha appena regalato ai suoi nuovi leader di fiera destra nazionale una maggioranza di sogno – promettevano meno tasse e più soldi pubblici per tutti – e adesso aspetta l’addio alla promessa di sgravi fiscali e l’arrivo di pesanti sacrifici. Il premier Viktor Orban ha convocato una riunione fiume del governo da oggi a martedì.

Orban é il premier che ama coccolare la legge bavaglio alla stampa in un Paese europeo dove “l’euro brucia“. Chissà  se Rutelli sarà  ancora in vena di sarcasmo come lo era qualche mese fa proponendo per l’Italia “un modello ungherese“? Se ci riprovasse oggi assieme a quella che proviamo a chiamare opposizione in Italia, potremmo unirci all’Ungheria per proporre in sede penale l’incriminazione dei politici responsabili della cattiva gestione dello Stato. E’ l’ultima trovata del governo Orbà n che vorrebbe sbattere in galera i 2 ex Tremonti socialisti magiari Medgyessy e Gyurcsà ni, che poco prima di dimettersi nel 2009 ammise in un fuorionda “Sulle finanze abbiamo mentito ai cittadini mattino, pomeriggio e sera“. Secondo l’esecutivo attuale dell’Ungheria arebbero responsabili di aver portato il debito pubblico nazionale dal 53% del 2002 all’80% del 2010.

Con loro il governo magiaro vorrebbe dietro le sbarre pure l’economista Gordon Bajnai, titolare del governo tecnico che ha traghettato il Paese alle ultime elezioni non prima di aver modificato la Costituzione e varato la già  citata legge bavaglio alla stampa e l’abolizione dell’autorità  di controllo del Bilancio.
Anche l’Ungheria, come l’Italia, ha un debito pubblico altissimo e burocrati corrotti. Con la differenza che in Italia il capo del governo é un fondo di galera mancato grazie alla depenelizzazione di reati benché continui a rimanere un pericoloso plurimputato. Senza contare che se il rapporto debito Pil ungherese é all’80%, quello italiano in mano alla banda piduista naviga attorno al 107%. Si potrebbe processare Tremonti, Berlusconi Calderoli e magari pure il governatore di Bankitalia Mario Draghi, che nel giugno dell’anno scorso rassicurava “Dall’Ungheria nessun rischio per noi“? E’ possibile portare alla sbarra pure l’Fmi per aver registrato in Italia “allarme eccessivo” di fronte al collasso magiaro? Insomma, incriminare i politici italiani per i debiti. E’ troppo per l’opposizione italiana attuale?

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