Berluscloni e berluschini

E’ vero. Il mondo parla dell’assassinio di Bin Laden, della beatificazione di Karol Wojtyla, dell’arresto di Mario Caterino (Nicola Cosentino invece sta comodamente in parlamento) e del boia Giovanni Brusca che avrebbe preteso a nome della mafia un accordo in cambio di bombe con l’attuale premier. I cui figli politici fanno sistema senza nemmeno più fare notizia. Dalle grandi alle piccole cose il berlusconismo ha soppiantato ogni regola e ogni forma di rispetto per l’altro. E’ un fascismo ricco che si presenta con colori vivi, annunci e sorrisi ma che serve solo a nascondere prepotenza e violenza. Lo ripeto: Milano é tappezzata di manifesti abusivi nella totale indifferenza della sindaca, del vicesindaco, della giunta e di tutto il consiglio comunale di Milano, oltre che dei milanesi. Una città  da far west governata da una classe vergognosa dove é impossibile avvalersi del proprio legittimo spazio. Lega, Pdl e anche il centrosinistra di Pisapia (ahime) impazzano con gigantografie che si fanno beffa di ogni estrazione a sorte per l’assegnazione degli spazi. Come quella che é stata fatta martedì sera ad appena 12 giorni dal voto. Solo formalità  perché a Milano regnerà  il caos e l’anarchia anche domani, dopodomani e fino alla fine di questa campagna elettorale. Benché a Italia dei valori tocchi il numero 18.

Il berlusconismo é un enorme castello di carte che teme di cadere. Gli attacchini menefreghisti fanno parte di quel sistema assieme a tutto l’indotto che con Berlusconi in qualche modo mangia. Milano tappezzata con filari di facciotti tutti uguali marchiati “Berlusconi per…” serve a dare l’impressione che lì Pdl, Lega, Pisapia e una serie di facce istituzionalizzate della politica locale sono i soli candidati. Tuttavia la Moratti non vincerà  le elezioni al primo turno e al ballottaggio con Pisapia potrà  anche perdere.
Poco male se poi le multe non le pagherà  nessuno! Tanto il governo Berlusconi le annullerà  nel milleproroghe come ha già  fatto per le regionali dell’anno scorso. Cosa rimane a questo Paese se non la rivolta?

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