Il nucleare lo vogliono solo le scorie

Dosi letali di nucleare in Giappone stanno producendo scenari da film apocalittico che finora aveva proposto soltanto qualche regista audace e pure lungimirante in pellicola sul grande schermo. La green economy con annesso nucleare decantato da Barack Obama trova nella sua portavoce Hillary Clinton un’ammissione amara: “Il nucleare va ripensato“.

Berlusconi invece é andato a fare il pagliaccio da Putin per pubblicizzare l’operazione congiunta Italia-Russia alla nuova centrale di Kaliningrad, non distante dall’ucraina Chernobyl, primatista di disastro nucleare spodestata dai reattori fusi e saltati in aria di Fukushima che fa rima con Hiroshima. Si tratta di uno dei tanti spot eversivi pro-nucleare che il ridicolo puttaniere cerca di diffondere qui in Italia, Paese che ospita centrali nucleari ferme e intasasato di scorie tossiche in parlamento. A cominciare dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che “non vedo problemi di impatto ambientale per le centrali nucleari in Italia… anzi, ritengo che il problema delle scorie nucleari sia risolvibile“. Probabilmente se le stiperà  nel giardino delle sue ville nucleari di Siracusa con buona pace per il governatore siciliano Raffaele Lombardo, che assieme ai governatori berluscoidi Renata Polverini in Lazio, Stefano Caldoro in Campania, Ugo Cappellacci in Sardegna e al raìs pidiellino Rocco Palese in Puglia, in coro da candidati alle regionali di un anno fa dissero “Nucleare? Non nel mio giardino“. Assieme a Roberto Firmigoni, che il 19 ottobre scorso confermò: “nucleare da noi non ce n’é bisogno“.

Esponenti del Pdl ribaltati rispetto alle parole dell’ex ministro Claudio Scorj(ol)a, secondo cui “i candidati del Pdl sono favorevoli al ritorno dell’Italia alle centrali” in quanto “i politici sbagliano a non indicare la soluzione nucleare come unica possibile” e visto che “é indispensabile per combattere il cambiamento climatico“. Nemmeno le regioni rosse hanno potuto far desistere Scorjola e il governo Berlusconi sulle centrali nucleari in Italia. Anzi “abbiamo impugnato le leggi di Puglia e Basilicata che avevano vietato l’installazione di impianti” sperando di sfatare “le paure che ci sono solo in Italia“. Lo tsunami conseguenza del pauroso terremoto giapponese che ha fuso i “sicurissimi” reattori nucleari e cambiato i connotati geografici di vaste zone costiere, dovrebbe indurre Scorjola a riparlare di sindrome di Nimby diffusa dai giornali anche più seri che scrivono un sacco di sciocchezze sulle centrali nucleari come per esempio che possono esplodere mentre é accertato che non é vero…“.

Vero é che Berlusconi in visita da Nicholas Sarkozy, in aprile, disse “riuscirò con la televisione a vincere le paure del nucleare degli italiani” aggiungendo contento “spiegherò che molte centrali francesi sono a ridosso delle Alpi, dunque un eventuale incidente avrebbe conseguenze anche da noi, visto che le nuvole radioattive non conoscono frontiere” eccetto le indagini per rogatoria sui suoi fondi neri nascosti all’estero, in particolare ad Antigua dove “nocciolo di questioni” saranno lolite minorenni pronte per i bunga bunga color Bermuda nelle 7 ville. Ma “nell’attesa che aprano i cantieri (2012 ndr) abbiamo un periodo per pensare alla maturazione dell’opinione pubblica italiana.” Magari ingaggiando in coda alla scoria Giuliano Ferrara uno spazio televisivo all’oncologo Umberto Veronesiscienziato affascinato dal pensiero che un neutrone scagliato contro un atomo di uranio possa far scaturire una quantità  di energia così gigantesca…” rassicurante in tema di incidenti “quelli pericolosi per la salute? vicini allo zero.” Nonostante ne basti uno come il Giappone insegna, Veronesi é lapidario: “Voglio il nucleare, sono pronto a dimettermi…“. Qualcuno gli dica che é già  lui una scoria radio(tv)attiva. Chissà  che basti a farlo sloggiare assieme agli altri.

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