Minzolini al Tg1? Rimpiango Riotta

Sono passati ormai più di 3 anni da quando mandai a fanculo Gianni Riotta in un famoso video nella sua veste di direttore del Tg1. A ben guardare, oggi é da rimpiangere quell’attuale direttore del Sole 24 ore benché il cdr lo abbia sfiduciato per le vendite in picchiata del più importante quotidiano economico italiano. L’attuale direttore del Tg1 Augusto Minzolini é andato ben oltre Riotta. Non entro nel merito delle spese pazze con la carta di credito aziendale (86.000 euro in 14 mesi) ma semplicemente nel suo ruolo di “creatore” di informazione che dovrebbe interessare una persona col piglio della notizia e dello scoop, sensibile a tematiche care ai cittadini contribuenti obbligati a pagare il canone annuale Rai. La corruzione imperante nel mondo politico italiano sarebbe un ottimo ingrediente per confezionare edizioni di tg memorabili in cui separare i fatti dalle opinioni. Invece il tg1 é sotto gli occhi di tutti: é un contenitore di soft news commerciali, senza mordente e senza chiarezza. E’ un puntuale ufficio stampa del Pdl di cui si fa megafono tanto da suscitare persino le invidie di Emilio Fede che qualche giorno fa ha dichiarato di reputare il Tg1 più berlusconiano del Tg4.

Minzolini sta all’informazione come il condom sta alla gravidanza. Minchiolini, Menzognini, Scodinzolini, Menzokiller o Minzoligua sono gli epiteti più onoranti che qua e là  in rete sono stati affibiati in questi due anni abbondanti di direzione del primo telegiornale italiano al pelatone lustra-tarzanelli di Berlusconi. Mentre Veronica Lario denunciava su Repubblica il ciarpame di minorenni attorno al capo del governo, il Tg1 parlava di invasione di mucche nei supermercati bollando come gossip tutto il Rubygate conseguente. Minzolini come Ruby_: un prostituto di regime che scambia la prescrizione di Mills con l’assoluzione e che lo induce a confezionare un editoriale in cui chidersi cosa non funziona nella giustizia italiana quando Marcello Dell’Utri viene condannato in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, bolla “incomprensibile” la protesta per la libertà  di stampa andata in scena nelle piazze italiane, posticipa il telegiornale serale per non interrompere il monologo bulgaro di Berlusconi “uno che ha rivoluzionato la politica” (senza dubbio), pianifica una rubrica settimanale dedicata ai giornalisti faziosi, mette sullo stesso piano Reagan, Wojtyla e Craxi, scarica la conduttrice Busi per presunte smorfie di fronte ai servizi marchetta pro-Berlusconi, stesso trattamento per Tiziana Ferrario che rimpiazza con i suoi editoriali stile ragionier Filini in cui tuona “no a ribaltoni“, chiede firme di sostegno ai colleghi sottopposti di redazione dopo le sferzate del cdr Rai e di Garimberti che gli dà  del “poco pluralista“, viene diffidato dall’Agcom (che recita!), viene indagato a Trani per rivelazione a Palazzo Chigi di interrogatorio secretato, sempre pronto a scovare improbabili giudici politicizzati che in scaletta sostituiscono crisi economica, corruzione, tangenti e processi per mafia ai politici del Pdl, che anzi, trovano nel Tg1 centinaia di minuti di monologhi a dispetto di ogni altra formazione politica.

In compenso gli ascolti del Tg1 sprofondano nonostante Menzognini gira in Porsche bianca, va in crociera in Kenya per non farsi vedere per strada in Italia, (a parte al Festival del cinema di Venezia). Mandare affanculo in un video Menzognini é una vendetta misera che non scalfisce il talento del pelatone leccaculo di Berlusconi che dirige il Tg1. Forse sono io che ho sbagliato lavoro.

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