Verso la guerra urbana

militari in strada con mimetica
Militari in mimetica per strada

Si chiama Urban Operations in the Year 2020. E’ un progetto della Nato che prevede l’impego dell’esercito nelle “guerre urbane” entro quell’anno, quando la popolazione mondiale avrà  toccato i 7 miliardi e mezzo di individui stipati in quartieri sovraffollati, quasi tutti in condizioni di povertà  economica.
Le nuove guerre non saranno più tra Stati, ma dentro i singoli Stati. Lo sa bene la ristretta oligarchia ricca e corrotta che detiene il potere e che non intende rinunciare ai propri privilegi. Dunque, per tentare di mantenere questa differenza di ceto sarà necessario reprimere rivolte, tumulti e proteste col crescente disagio sociale come sta già  accadendo in Tunisia e in Egitto ridotti alla fame. L’esercito si prepara a diventare il “mezzo”, o se preferite lo spartiacque tra i ricchi e i poveri. Il Ministero della Difesa italiano si é già  adeguato a tal proposito. Ha arruolato qualche migliaio di giovani impegnati in un corso di abilitazione alle lotte urbane, salutate dal governo Berlusconi con l’operazione strade sicure varato nel 2008, quando La Russa mandò nelle strade e nelle piazze italiane 2.495 giovani in mimetica .

Era un’operazione che doveva durare 6 mesi. Invece da ormai 3 anni le città  sono sempre più militarizzate, anche le più piccole, in luoghi dove di militari armati non c’é alcun bisogno. Mi riferisco ai mercati e alle stazioni in orari in cui circolano studenti e pendolari (la foto postata é un esempio). Girano nel traffico giornaliero a bordo delle camionette affinché la loro presenza nel territorio, diventi un’abitudine per assuefazione. Nei piani americani recepiti dall’Italia, si tratta in realtà di un’operazione di supporto alle forze dell’ordine tradizionali incaricate di sedare proteste spontanee di cittadini inermi contro i quali sarà  più facile intervenire con metodi repressivi, armi comprese. Altro che sicurezza. Se si trattasse di dover reprimere episodi di criminalità  spicciola, basterebbe sguinzagliare agenti in borghese. Invece, perché proprio in mimetica? Forse perché la mimetica è una divisa adatta a numerosi impieghi in situazioni di estrema difficoltà e di estremo pericolo. Quello che temono le lobby ricche e arricchite di tutto il mondo col crescente disagio sociale dettato dalla crisi economica. La repressione dura e pura non può essere esclusa, quando si tratta di dover fronteggiare masse incontrollate di cittadini che non hanno più nulla da perdere. Dalle città  ai paesini la presa di coscienza é ormai chiara: si va verso le guerre urbane. Italia compresa.

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Un Commento a “Verso la guerra urbana”

  1. […] che vieteranno ogni forma di aggregazione. Cercheranno di contrastare coi miliari addestrati le guerre urbane. Ma senza una classe dirigente credibile e onesta queste norme non faranno altro che aizzare […]

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