Alé! manno tutti a casa

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha azzerato la sua giunta senza dimettersi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso é stata l’inchiesta interna di Parentopoli sulle assunzioni nell’Atac, l’azienda municipalizzata del trasporto urbano in cui sono stati assunti a ruoli di comando mariti, mogli, amanti, cognati e scendiletto di consiglieri e assessori comunali. Secondo Alemanno la parentopoli va avanti fin dai tempi degli ex sindaci Rutelli e Veltroni. Da finto tonto a indignato, il primo cittadino di una capitale avrebbe dovuto lasciare la poltrona di primo cittadino in quanto sfiduciano la sua squadra, si presume sia sfiduciato pure lui essendosi fidato di persone sbagliate. Ma siccome in Italia siamo abituati ai condannati per mafia che rimangono senatori, auspichiamo che il gesto di Alemanno, con questo insolito scatto d’etica, serva a portare a dimissioni i ministri Bondi e Brambilla, specialisti nel collocare coniugi e amanti nel sottobosco dei ministeri o nei cda che ruotano attorno ai gran premi di automobilismo, e anche lui, il solito Silvio Berlusconi, che nonostante abbia portato in parlamento una fauna di pluricondannati come il fascista Ciarrapico (indagato per truffa di fondi all’editoria)  e aver nominato Brancher ministro, rimane plurimputato di corruzione ed evasione fiscale a Milano che diserta le udienze facendosi scudo di una legge criminale come l’illegittimo impedimento al vaglio dei giudici della Consulta. Un “peso morto” per dirla alla Borghezio, che si porta dietro l’Italia paralizzata dai capricci di questo pericoloso puttaniere massone eversore e finanziatore di boss mafiosi, da anni asserragliato nei palazzi per non finire in galera. Sembra strano ma questa é l’Italia.

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