Saviano e una tivù “normale”


Roberto Maroni a Vieni via con me

A “Vieni via con me” Roberto Saviano ha parlato dello scandalo dei rifiuti campani. Ha svelato in tivù ciò che noi della rete e lettori di libri già  sapevamo: la connivenza degli impresari del Nord con la Camorra che a prezzi di favore ha trasformato la Campania in una discarica dei loro rifiuti tossici negli ultimi 20 anni.
Quando un monologo sgrana i fatti non ha bisogno di contradditorio. Roberto Saviano ha un’oratoria gradevole e incalzante che non stanca anche dopo molti minuti di soliloquio. Domani dovrebbe reagire il parlamentare inquisito per camorra Nicola Cosentino, tirato in ballo da un collaboratore di giustizia citato da Saviano. Che in coda al discorso ha fatto rileggere a un figurante 7 recenti annunci di Berlusconi in cui ha detto che il problema rifiuti a Napoli é risolto.

La puntata si é poi spostata sulle 5 assoluzioni della strage di piazza della Loggia a Brescia. E’ apparso Manlio Milani che ha elencato i nomi dei morti in quella piazza. Dunque l’improponibile stonatura di un programma che poteva essere perfetto: Fabio Fazio che “accetta volentieri l’invito del ministro Maroni” entrato in studio armato di un foglietto per elencare in un sol fiato i “latitanti di mafia arrestati” e quelli a cui si sta dando la caccia con annesso plauso ai “magistrati forieri di successi” che hanno finora prodotto la cattura di 28 super boss tradotti al carcere duro. Maroni sogna di acciuffare Matteo Messina Denaro e Michele Zagaria in (Linetti sposata nella leghista bresciana Pontevico). Mi piacerebbe scommettere che li prenderanno in settimana!

Maroni ha chiuso la sua patetica presenza dicendosi “non meravigliato che la ‘Ndrangheta sia presente al nord da 3 decenni” e sciorinando i 18 miliardi di beni sequestrati alle mafie come “risultato senza precedenti“. Senza precedenti c’é semmai un ministro di un partito salva inquisiti e alleato di condannati per mafia (Dell’Utri) che pesta i piedi per andare in tivù a giustificare l’ingiustificabile dinnanzi a un conduttore (Fazio) che lo ringrazia, senza chiedergli come mai la Lega ha asserragliato Nicola Cosentino in parlamento negando l’autorizzazione a procedere.

Questa sì una grave manchevolezza “ingiusta e offensiva per chi vuole contrastare ogni forma di illegalità “. Altro che la citazione del “sudista” Gaetano Salvemini favorevole al federalismo come unica via d’uscita. Da che?
Il ministro dell’interno si é quindi defilato dallo studio senza domande di Fazio cne anzi lo ha incalzato con un “grazie ministro, é stato un bell’elenco…“. A quel punto ecco apparire Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, morto di botte in carcere, e poi Luigi Manconi che ha elencato la situazione in numeri delle patrie galere. Poi Ivano Fossati in pausa musicale seguito da Renzo Piano, venuto in studio per ricordare gli architetti talentuosi senza futuro in Italia in quanto “la politica italiana teme il talento“.
Bello e divertente l’intervento di Corrado Guzzanti e altrettanto televisiva la parentesi riguardante il corpo delle donne con Emma Bonino e una convinta Susanna Camusso che ha sgranato il suo racconto guardando in telecamera. A seguire Fiorella Mannoia a cantare Sally seguita dal formidabile David Anzalone, un diversamente abile abilissimo a dissacrare la condizione degli handicappati trasformata in opportunità .

“Vieni via con me” si é chiuso con Saviano che in un quarto d’ora ha raccontato la storia di don Giacomo Panizza, un ex operaio bresciano divenuto prete “emigrato al rovescio” a Lamezia Terme per trasformare un palazzo sequestrato al clan dei Torcasio allergici ai “mongoloidi” in una sede per diversamente abili su invito del commissario locale che non riusciva ad assegnare quell’edificio. Morale: l’essere diversamente abili significa abilità  che i normodotati non hanno. Coraggio e voglia di costruire. E infatti, eccolo apparso in trasmissione per ultimo don Panizza, per elencare ciò che gli é piaciuto del Sud: in particolare “uomini con le mani disarmate” e “madri che supplicano i boss di dire dove hanno seppellito i loro figli“. Senza dimenticare “i giovani che si sbattono per i partiti con l’utopia di rinnovarli“.

Insomma, Vieni via con me é un altro esempio di televisione utile in quanto contenitore di stile teatrale che informa. Peccato che il resto di Raiset a maggioranza berluscoide criticherà  il format bollandolo di sinistra, simile a Report e ad Annozero dimenticando che i fatti non hanno colore. Dimenticando che se l’Italia fosse un paese normale non avrebbe bisogno di un Saviano choc per il sedato popolo italico televisionaro. Talmente sedato che persino i molti protagonisti di Vieni via con me hanno balbettato e strafalcionato qualche frase. Traditi dall’emozione incredibile di poter dire ciò che in tivù non si diceva da tempo. La verità  che non ha bisogno di contradditorio.

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