Il miraggio di Expo 2015

Expo é l’acronimo dell’Esposizione universale prevista a Milano nel 2015 con il tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
Durerà  6 mesi e includerà  tutto ciò che riguarda l’alimentazione, dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo, a quello dell’educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM.

Un evento per il quale si prevedono 20 miliardi d’investimento in infrastrutture, 25 milioni di visitatori, 175 paesi espositori e 70.000 posti di lavoro;
Soltanto per l’imprenditoria milanese é previsto un aumento di fatturato di 44 miliardi di euro, pari al 10%.

Di Expo si parla ormai da qualche anno a Milano, ma a tutt’oggi, non sono nemmeno stati acquistati i terreni dove si prevede di realizzare l’imponente struttura: si tratta di un milione e 300mila metri quadrati all’estrema periferia nord-ovest di Milano, tra l’autostrada Milano -Torino e la Milano Laghi, dietro il carcere di Bollate al confine col territorio di Pero. Un’area di desolazione, terra battuta, rifiuti e prostitute nascostre tra i cespugli.
Un’area che vale poco nulla, non edificabile qualificata come “agricola” di proprietà  della Fondazione Fiera Milano al 70% controllata dalla Regione e da Comunione e Liberazione, e il rimanente 30% dalla famiglia Cabassi.

A oggi l’opera é in grave ritardo non solo per l’Expo, ma anche per le infrastrutture collegate. Ai lavori fermi per la realizzazione delle linee 4 e 5 della metropolitana, si sommano i mancati 3 miliardi di euro per la rete fognaria e le strade di accesso, tutti argomenti di scontro tra il sindaco di Milano Letizia Moratti, che é pure Commissario straordinario del Governo per la manifestazione, e il governatore lombardo Roberto Formigoni.
La prima vorrebbe ricavarci un parco botanico, il secondo vorrebbe acquistare le aree con i soldi della regione Lombardia per poi destinarle a uso residenziale.

Ma i ritardi sempre più incolmabili hanno già  fatto avanzare l’ipotesi che l’Expo 2015 traslochi a Smirne, in Turchia. La città  in riva al Mar Egeo é disposta a rifondere i costi sin qui sostenuti dagli organizzatori di Milano, e a fornire una congrua somma a mo’ di avviamento-risarcimento per coprire il baratro, che il ricalcitrante minsitro Tremonti ha aperto nei conti degli enti locali milanesi e in Regione Lombardia.

Insomma la patata bollente di Expo svela con evidente chiarezza tutta la cattiva gestione e l’inefficienza del Governo, della Regione Lombardia e del Comune di Milano, in una bagarre che nasconde interessi di gruppi e parrocchie tutte interne al Pdl, in particolare tra la Moratti e Formigoni.
Senza contare gli appetiti della criminalità  organizzata che vede in Expo un grosso affare, come hanno dimostrato i recenti 300 arresti ordinati dalla pm Ilda Boccassini nell’ambito della maxi inchiesta sulla ‘Ndrangheta infiltrata in Lombardia.

Per ora sul tavolo di Expo rimangono le promesse non mantenute delle zero spese a carico di Comune e Regione a beneficio dei proprietari che si sarebbero ritrovati fra le mani un vero e proprio tesoro, e i bilanci disastrati dell’Ente Fiera Milano che paiono destinati a rimanere tali. La crisi economica che ha già  ridimensionato la copertura finanziaria per la realizzazione di Expo 2015, rischia seriamente di farlo saltare.

Allo stato attuale Expo é un miraggio. E un dramma per i ciellini, pronti ad avventarsi coi loro inesauribili tentacoli già  infiltrati nel vasto sistema politico, economico e finanziario, grazie all’intercessione del loro santone e perno dei loro affari Roberto Formigoni.

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