In tivù sullo “stupratore della democrazia”

Il presunto attentato a Maurizio Belpietro é già  la causa dell’ “orrore di quegli insulti al parlamento“. Parole del direttore di Libero stamane ospite a Mattino 5 dell’aizzatore di destra Paolo Del Debbio, che dava manforte alla sua versione strampalata additando “le opinioni sostituite da insulti al dibattito alla camera” (stupratore della democrazia rivolto a B. da Di Pietro ndr). A turno, tra gay e applausi a comando, nel programma mattutino massonico-deviato con sfondo blu é apparso pure Roberto Formigoni “accorso in studio per unirsi alla solidarietà  nei confronti di Belpietro” mentre i lombardi che lo pagano hanno dovuto aspettare. Nessun accenno ai suoi colloqui telefonici con la P3 in cui chiedeva di “quel Lombardi… Lombardo non può fare nulla per la mia lista?“.

Ritengo che ognuno di noi, nel nostro essere individui, siamo i soli responsabili delle nostre azioni, delle nostre scelte, di ciò che scriviamo e diciamo. Belpietro é un giornalista talmente libero, obiettivo e indipendente da non poter fare a meno della scorta come Feltri e Fede. Mentre al Fatto quotdiano puoi citofonare, qualificarti ed entrare in redazione, le sedi di Libero e il Giornale sembrano ambasciate di Stati nemici. Disseminate di militari armati che presidiano gli ingressi.

Parliamo di sedi di giornale e di giornalisti, non di politici o di magistrati. Ecco, mentre il sottoscritto cerca di fare informazione in maniera coerente senza secondi fini, esattamente come ho voluto fare ieri ad Aria pulita su 7Gold (video postato), Belpietro per “sostenere le sue opinioni” ha barattato l’onestà  intellettuale e i fatti per un conto corrente milionario, grazie al presidente del consiglio dei piduisti che gli permette di vivere in una casa del centro di Milano a 100 metri da via Montenapoleone.
Belpietro ha avuto la benedizione da Mattino 5 e ne avrà  in altri contenitori tele-piduisti, ma nessun Del Debbio ha invitato Lirio Abbate, il giornalista siciliano che vive sotto scorta o Antonino Monteleone al quale elementi del clan Serraino avrebbero bruciato l’auto.

Il clima d’odio si insinua quando c’é privilegio, disuguaglianza sociale e dittatura. Chi usa le armi della violenza e dell’intimidazione sbaglia sempre. Il presunto attentato a Belpietro non é prerogativa esclusiva di personaggi venduti come lui. Tuttavia parlarne in maniera falsa e strumentale in tivù é un modo efficace di alimentarlo, l’odio. Assieme ai sospetti che la vicenda sia tutta una messa in scena come quella che architettò il collega di Maurizio Belpietro Francesco Guzzardi, autore delle minacce scritte a sé stesso e miseramente scoperto.

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.