B. evasore salvo grazie al Pdl, Lega (e P3)

Affare fatto! Berlusconi può anche cadere, tanto, ormai, uno dei decreti salva-evasioni fiscali (sue) ha sortito gli effetti sperati. Il decreto legge 40 del 25 marzo 2010 votato da Pdl, Lega e Alleanza nazionale (col naso turato) ha risolto l’evasione da 173 miloni di tasse risalente al 1991. Un provvedimento che consente al contribuente (Berlusconi) di archiviare i processi tributari giunti in Cassazione con due sentenze favorevoli mediante il pagamento del solo 5% del valore della lite. Una sorta di condono ad personam che nel caso specifico si riduce a soli 8,6 milioni. Un decreto contestato dall’opposizione per il mostruoso conflitto d’interessi ma anche dagli stessi finiani, che dopo essersi messi di traverso per 2 anni in più occasioni, hanno chinato il capo votando il cosiddetto “Lodo Cassazione” sulle “liti pendenti“.
Dunque la più grande e importate casa editirice italiana per Silvio Berlusconi si rivelata un doppio affare: comprata praticamente senza tasse di passaggio grazie a una sentenza che gli ha confezionato il giudice corrotto Vittorio Metta in cambio di 400 milioni di lire in tangenti, che gli allungò su commissione l’ex ministro Cesare Previti.

I 173 milioni evasi richiesti alla Mondadori dall’ufficio delle Entrate (tecnicamente legato al disavanzo di fusione con Amef) erano lievitati di altri 350 con gli interessi di mora di ben 18 anni. Una cifra importante per la casa editrice di Segrate presiduta da Marina Berlusconi, che ha chiuso l’esercizio del 2009 con 34 milioni di utile netto e un giro d’affari di un miliardo e mezzo. Tanto che il piduista intercettato al telefono dai magistrati di Trani con l’ex consigliere dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, non si lamentava soltanto di Michele Santoro e di Annozero, ma anche dei 45 milioni richiesti da sua moglie Veronica Lario nell’ambito del divorzio, paragonata al “fisco vorace che me ne chiede 900.

E invece toh! gli é andata ancora bene con questo decreto passato in marzo. A saperlo prima avrebbe potuto evitare una grana ai suoi “4 pensionati sfigati” della p3. Già  perché fu il vice segretario della Cassazione Oscar Fiumara a trasferire il contenzioso dalle sezioni unite della Cassazione (troppo severe) alla Corte Suprema (più buona) in accoglimento di un’istanza presentata dalla stessa Fininvest sul ricorso al pagamento dell’evasione fiscale. L’ok dato da Fiumara alla “lite pendente” é alla lente di un’inchiesta con un’intercettazione che per i magistrati proverebbe la corruzione. Quella registrata il 5 novembre 2009, dopo una settimana dal “trasloco” del contenzioso in “mani più sicure” tra il pitriplista Pasquale Lombardi e Oscar Fiumara che lo chiama per ringraziarlo.
Fiumara: “Debbo tirarle le orecchie…” ringraziando Lombardi per le bottiglie di vino pregiato speditegli prima dello spostamento del contenzioso.
Lombardi: “Un qualcosa di raro, Bue Apis 2004…
Fiumara: “Troppa roba… ecco, via… tutte queste bottiglie sono troppe, troppe… non si ripeta mai più. Grazie“.
Lombardo: “Grazie a lei per quello che ha fatto. … Eccellenza, arrivederci.“.

Con una cricca così in qualche modo “crakki”. P3 o ddl su misura l’affare é fatto. Ora, con soli 8,6 milioni, la Fininvest di Berlusconi e famigghia potrà  dormire sonni tranquilli senza aspettare il terzo grado di giudizio, tanto gridato e decantato nel nome della “presunzione di innocenza” per l’esercito di inquisiti, corrotti, rinviati a giudizio, prescritti e condannati per mafia come i Marcello Dell’Utri, che delle fortune economiche di Forza Italia e della Fininvest sono state colonne portanti.
Berlusconi, dobbiamo ammetterlo, ha capito come gira l’Italia. Se in Mondadori ti beccano a rubare un libro ti ammanettano. Se ti rubi l’intera casa editrice la fai franca due volte. Quindi più rubi, più puoi disporre di soldi con cui corrompere chi ti sta intorno. Anche i giudici, purtroppo. In questo senso Bossi ha ragione a dire che siamo nella palude. Lui e il suo partito sono parte della melma verde complice di corruttori, corrotti ed evasori fiscali. Li attendiamo a nuove elezioni per governare ancora questo paese finito e disinformato. La banda Minchiolini assieme alle troupe televisiomafiose sono già  all’opera. Sono tutti là , a Montecarlo in cerca della Ferrari di Tulliani.

Affare fatto! Berlusconi può anche cadere, tanto, ormai, uno dei decreti salva-evasioni fiscali (sue) ha sortito gli effetti sperati. Il decreto legge 40 del 25 marzo 2010 votato da Pdl, Lega e Alleanza nazionale (col naso turato) ha risolto l’evasione da 173 miloni di tasse risalente al 1991. Un provvedimento che consente al contribuente (Berlusconi) di archiviare i processi tributari giunti in Cassazione con due sentenze favorevoli mediante il pagamento del solo 5% del valore della lite. Che nel caso specifico si riduce a soli 8,6 milioni. Un decreto contestato dall’opposizione per il macroscopico conflitto d’interessi ma anche dagli stessi finiani, che dopo essersi messi di traverso per due anni in più occasioni, hanno chinato il capo votando il cosiddetto “Lodo Cassazione” sulle “liti pendenti”.
Dunque la più grande e importate casa editirice italiana per Silvio Berlusconi é stato un doppio affare perché rilevata con un “simbolico” importo di tasse di passaggio, dopo averla comprata da una sentenza su misura che gli é costata soltanto 400 milioni di lire pagati tramite l’ex ministro Cesare Previti al giudice Vittorio Metta.

I 173 milioni evasi richiesti alla Mondadori dall’ufficio delle Entrate (tecnicamente legato al disavanzo di fusione con Amef) erano lievitati di altri 350 con gli interessi di mora di ben 19 anni. Una cifra importante per la casa editrice di Segrate presiduta da Marina Berlusconi, che ha chiuso l’esercizio del 2009 con 34 milioni di utile netto e un giro d’affari di un miliardo e mezzo. Tanto che il piduista intercettato al telefono dai magistrati di Trani con l’ex consigliere dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, non si lamentava soltanto di Michele Santoro e di Annozero, ma anche dei 45 milioni richiesti da sua moglie Veronica Lario nell’ambito del divorzio, paragonata al “fisco vorace che me ne chiede 900.”

E invece toh! gli é andata ancora bene con questo decreto passato in marzo. A saperlo prima avrebbe potuto evitare una grana in meno ai suoi “4 pensionati sfigati” della p3. Già  perché fu il vice segretario della Cassazione Oscar Fiumara a trasferire il contenzioso dalle sezioni unite della Cassazione (troppo severe) alla Corte Suprema (più buona) in accoglimento di un’istanza presentata dalla stessa Fininvest. L’ok dato da Fiumara alla “lite pendente” é alla lente di un’inchiesta con un’intercettazione che per i magistrati proverebbe la corruzione. Quella registrata il 5 novembre 2009, dopo una settimana dal “trasloco” del contenzioso in mani più sicure tra il pitriplista Pasquale Lombardi e Oscar Fiumara che lo chiama per ringraziarlo.
Fiumara: “Debbo tirarle le orecchie…” ringraziando Lombardi per le bottiglie di vino pregiato ricevute da Lombardi prima dello spostamento del contenzioso.
Lombardi: “Un qualcosa di raro, Bue Apis 2004…”
Fiumara: “Troppa roba… ecco, via… tutte queste bottiglie sono troppe, troppe… non si ripeta mai più. Grazie”.
Lombardo: “Grazie a lei per quello che ha fatto. … Eccellenza, arrivederci.”.

P3 o ddl su misura l’affare é fatto. Ora, con soli 8,6 milioni, la Fininvest di Berlusconi e famigghia potrà  dormire sonni tranquilli senza aspettare il terzo grado di giudizio, tanto gridato e decantato nel nome della presunzione di innocenza per l’esercito di inquisiti, corrotti, rinviati a giudizio, prescritti e condannati per mafia come i Marcello Dell’Utri, che delle fortune economiche di Forza Italia e della Fininvest sono state colonne portanti.
Berlusconi, dobbiamo ammetterlo, ha capito come gira l’Italia. Più rubi, più puoi disporre di soldi con cui corrompere chi ti sta intorno. Puoi permetterti pure gli avvocati che ti fanno le leggi.

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