“La legalità  di Zoccarato”

Riporto un editoriale apparso ieri sulla prima pagina di Repubblica Genova col titolo del post.

L’idillio bipartisan della recente fiaccolata di Sanremo contro la mafia, la più grande manifestazione politica del ponente ligure degli ultimi dieci anni, é stato rotto, come si sa, dal sindaco Zoccarato, che, irritato da pochi fischi e dalla battuta scontata di un manifestante («va a casa»), ha lasciato la piazza polemizzando duramente. Non era passato neppure un minuto dall’inizio del suo intervento che Zoccarato aveva già  perduto ogni aplomb istituzionale e dato sfogo agli istinti del capobranco disturbato in casa sua. Con questo, il giovane sindaco di Sanremo ha dimostrato di essere un buon campione degli uomini nuovi che hanno preso il potere nel nostro paese. Sia dal punto di vista politico che da quello antropologico. Zoccarato é il tipo che parla prima ancora di aver pensato. Schietto e irriflessivo, diretto e senza misura. La carica che ricopre non lo fa più moderato e garbato, ma più spinto e rude. Queste persone in genere vantano la propria sincerità , che confondono con la verità . Sparano subito, e solo dopo si domandano se hanno fatto bene. Come gli sceriffi cattivi del west, che prima ammazzano uno e poi gli chiedono i documenti.
Sul piano politico, Zoccarato rivela un’altra caratteristica della “gente nuova”. L’insofferenza per l’avversario. «Vieni qui», ha subito replicato al manifestante dalla battuta infelice. Da perfetto piediellista Zoccarato concepisce il confronto politico come un incontro di pugilato. Le ragioni coincidono con la forza, elettorale quando va bene o, se no, fisica. Altro che ragionamenti! Nel caso specifico, poi, il ragionamento, per Zoccarato, era solo una trappola della sinistra genovese ai danni della sua città . Come se a Sanremo ci fosse la mafia! Qui scatta un’altra proprietà  del tipo Zoccarato: il commerciante. Per i commercianti, si sa, non c’é mai criminalità  organizzata, anche se in genere ne sono le prime vittime. La sicurezza é un problema creato da ladri, scippatori, assassini: cioé da operatori isolati del crimine. Tutto ciò che é organizzato non rientra nella categoria della criminalità  ma degli affari e del mercato. A Palermo come a Sanremo, i commercianti minimizzano e disertano le manifestazioni antimafia, anzi ne mostrano aperto fastidio. Ma la stessa persona che tace il ricatto della mafia, insegue armi in pugno il rapinatore da quattro soldi e, se può, gli spara. Zoccarato, seccato perché a Sanremo si protestava contro la criminalità  organizzata, quando lui da mesi fa la guerra agli ambulanti irregolari e ai mendicanti fastidiosi, é espressione autorevole di questa speciale gerarchia della sicurezza, severa con i deboli e arrendevole con i forti. Ma la principale caratteristica del tipo Zoccarato é la novità , che lui rivendica persino rispetto al suo partito. Perché per questa gente solo chi é nuovo é buono. Anche il cattivismo é una virtù perché nuovo rispetto al buonismo politico di prima. Non importa se uno é bravo, intelligente, preparato. Chi é nuovo ha tutte le qualità , come l’ultimo modello di automobile che Zoccarato. Per questo i tipi Zoccarato hanno successo. Parlano un linguaggio elementare, fisico e commerciale: la lingua della classe vincente. Agli altri, ai critici, ai vecchi, ai nostalgici di una politica ragionata e benpensante, ai perdenti che non si rassegnano, all’esasperato che grida «va a casa», rispondono decisi «vieni qui» (e solo se si fa avanti un tizio grande e grosso lasciano il ring, come é successo a Sanremo, l’altra sera).

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4 Commenti a ““La legalità  di Zoccarato””

  1. philos ha detto:

    mi scuso per gli errori di battitura visti tardi.

  2. philos ha detto:

    Questo Zoccarato  é improponibile semplicemente.
    Oggi ne ha combinata un’altra. Ha ritrattato tre volte l’idea sulal prtecipazione di Belem al festival. Pare che l’indecisione sorga fra le dichiarazioni della stessa rea di aver detto la verità  in sede testimoniale ad un giudice (che non ha ravvisato reati ovvio nell’utilizzo personale) ed il alto B della medesima. Quando si tratto di Morgan, conviene con me che essendo il lato B di Moragn meno stimolante per Zoccarato, fu più facile metterlo alal gogna. Ora consapevole e speranzosa che il lato B lo faccia ragionare e alla lunga prenderà  il sopravvento sulla debole carne dell’uomo,  la questione non é di gossip, ma di metodo.
    La china é pericolosa in quanto il signore scandalosamente si erge a titolare del potere di decidere chi sia onesto, sia per bene, sia morale!.
    Ora non mi pare che in uno stato formalmente ancora  di diritto
    ciò sia lecito ma significa calpestare i diritti e valori  costituzionali dell’individuo., significa ignorare che norma morale o moralistica e noram giuridica per fortuna sono due cose distinte.
    Ecco questo l’abbiamo aftto sindaco pensi se avesse saputo ballare o cantare.

  3. rino veggian ha detto:

    Bell’articolo Daniele, dovresti scrivere sull’ “ECO DELLA RIVIERA”!

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