A Bordighera rimane il consiglio chiacchierato

Bordighera, per ora, avrà  ancora il suo sindaco. Giovanni Bosio non si é dimesso. Anzi, ha avuto l’appoggio della sua maggioranza in consiglio comunale durante la seconda convocazione, dopo che venerdì l’aula era andata pressoché deserta.
E’ bastata la presenza di 7 consiglieri per validare la seduta. Bosio governa Bordighera con una coalizione di centrodestra dal 2007. Consiglio e giunta sono finiti nel mirino del comando provinciale dei carabinieri di Imperia, che in una relazione inviata al prefetto hanno chiesto di aprire un’istruttoria in cui valutare lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. La relazione segue 8 arresti eseguiti nei giorni scorsi, 3 dei fermati componenti della famiglia calabrese dei Pellegrino hanno avuto in appalto alcuni lavori dal comune di Bordighera.

La notizia che ha avuto rilevanza nazionale ha provocato la decisione del sindaco di sfiduciare l’intera giunta, cui si sono aggiunte le dimissioni spontanee di 4 consiglieri di maggioranza: 3 del Pdl e un leghista. Per la città  della riviera ligure conosciuta come meta turistica di prestigio, é un momento di grande ed inedito imbarazzo. Nell’aula comunale gremita di cittadini la tensione si tagliava a fette.

L’opposizione ha tentato la spallata dichiarando illegittima la seduta per mancanza del presidente del consiglio comunale, la dimissionaria Donatella Albano del Pd, minacciata con un santino bruciato recapitatole per posta. Ma secondo il regolamento dello statuto comunale il ruolo lo può ricoprire il consigliere anziano, che non non é quello anagraficamente più vecchio, ma colui che ha ricevuto il maggior numero di voti durante le elezioni. Infatti il consiglio lo ha presieduto l’ex assessore Fonti.

I consiglieri di minoranza dopo un po’ di tentennamento hanno lasciato l’aula. A quel punto il consiglio é proceduto con la surroga dei 4 consiglieri dimissionari. I nuovi componenti sono tre del Pdl e uno dell’Udc, e con sorpresa, poco dopo é rientrata in aula la minoranza, che ha assistito alla nomina della nuova giunta formata da 4 assessori: Giovanna Borelli in qualità  di nuovo vice sindaco con delega a cultura e turismo, Franco Biamonti ai lavori pubblici e all’ambiente, Emilio Rossi al commercio e al demanio, e Stefano Raimondo al bilancio e patrimonio

Da quel momento sono seguiti gli infuocati interventi della minoranza. Da quello di Donatella Albano a quello di Sergio Iorio. Parole di vergogna e sdegno sono volate nell’aula non senza momenti concitati e di estrema tensione che ha rasentato lo scontro fisico. Le opposizioni hanno definito i nuovi assessori prestanome di facciata e hanno chiesto al sindaco di spiegare i motivi del ricambio. Motivi che Bosio non ha chiarito in aula davanti alle svariate centinaia di cittadini intervenuti.

Morale: il consiglio comunale ha retto. Potrà  scioglierlo soltanto un’eventuale decisione del prefetto. Che per ora, dopo due settimane, non si é ancora espresso. Presto il video.

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