Presunta diffamazione: udienza rinviata

Sono di ritorno dal tribunale di Trieste. Ho assistito all’udienza preliminare del processo che mi vede imputato di diffamazione a carico degli agenti condannati con eccesso di colpa per la morte di Riccardo Rasman, bloccato, pestato, ammanettato e morto soffocato sotto il loro peso. In casa sua. Il servizio che avevo realizzato nel giorno della sentenza di condanna in primo grado (gennaio 2009) pubblicato sul blog di Beppe Grillo, é stato ritenuto lesivo dell’onore dei poliziotti da parte del pm che ha concluso le indagini a mio carico.
Prima di entrare nel merito della querela (decidere il mio proscioglimento o rinvio a giudizio) il mio difensore ha chiesto che gli atti vengano trasferiti a Milano. Il giudice Patriarchi ha rinviato la decisione al 23 settembre prossimo.

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11 Commenti a “Presunta diffamazione: udienza rinviata”

  1. betoven ha detto:

    Da quel giorno riviviamo tutti i giorni quei momenti e piu’ passa il tempo piu’ é assurda la faccenda ,dopo aver letto i verbali e le varie dichiarazioni ci chiediamo perche’ tanta forza é stata usata e tante persone hanno agito non per salvarlo ma per recargli tanta sofferenza ,cosa hanno nel cuore queste persone ,come vedevano Riccardo ???? un diverso ,un signior nessuno ,quello che disturba la società  normale ???? Ma una società  civile si misura tale da quanto si aiuta i piu’ deboli .ma Riccardo quella sera si sentiva in pericolo non c’era nessuno che lo diffendeva ,anzi gli hanno fatto venire tanta paura da come si puo’ vedere dalle foto quando era a terra morto si puo’ notare che aveva i pantaloni bagniati -si era fatta la pipi a dosso – l’uomo cosi’ detto pericoloso lo hanno scosso dalla paura , prima che sfondassero la porta Riccardo aveva scritto –per piacere per favore per cortesia non fatemi del male perché io non ho fatto niente di male .Chi era qui fuori di testa??? PAPA DI RICCARDO

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  2. betoven ha detto:

    Con tutto il rispetto che abbiamo sempre avuto per le autorita ,e il rispetto che aveva Riccardo per le divise ,nonostante quello che aveva subito dal nonnismo :gli strappavana i bottoni la divisa ……; lui non ha mai disprezzato la divisa ,ma aveva paura di chi indossava la divisa. Hanno querelato Martinelli perché ha ferito l’onore dei poliziotti ,loro sono stati feriti – Riccardo é MORTO  lasciando sul pavimento una GRANDE macchia di SANGUE ,Riccardo era riconosciuto dallo stato un invalido militare crediamo che questo sia della massima importanza da valutare seriamente in quella sera Riccardo non aveva la divisa adosso dell’AREAUNAUTICA MILITARE  peccato forse ora sarebbe VIVO.

  3. betoven ha detto:

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    Riccardo non é stato pestato senza motivo. Dato che il Giudice ha stabilito che i 4 agenti hanno sfondato la porta svolgendo il loro dovere il motivo ci deve essere ……la notte che sono venuti dai genitori a dire che Riccardo era MORTO hanno detto il loro motivo-aveva fatto SANGUE all’ orecchio di una ragazza perché aveva lanciato dei petardi in strada E LORO DEVONO AGIRE QUANDO Cé SANGUE – TUTTO QUESTO SI é RIVELATO INFONDATO . ALLORA QUAL’é IL MOTIVO????? Chi é di competenza avrebbe dovuto investigare ,svolgere un processo interrogando tutti gli interesatti dato che é stato anche depositato un biglietto di minaccia di morte con le perizie di seguito che rivela chi ha scritto quel biglietto e perché .Perché questa strada rimane da chiarire . non siamo d’accordo che questo stato non é in grado di fare nulla, hanno anche loro le leggi da rispettare’

     

     

  4. old_sailor ha detto:

    Messaggio per Bob, vigile del fuoco.
    Bob, adesso sappiamo dalle loro stesse deposizioni come si sono comportati i quattro vigili del fuoco che sono intervenuti in casa di Riccardo Rasman. Abbiamo letto anche le parole del papà .
    Non crede che lei e i suoi colleghi vigili del fuoco potreste segnalarli per un pubblico riconoscimento in occasione del primo congresso nazionale in settembre?

  5. betoven ha detto:

    Pensare che i vigili del fuoco abbiano messo mano e fare un’azione simile legare il povero Riccardo con il fil di ferro ci chiediamo MA DOVE VIVIAMO’????? PERCHé NON SONO STATI PURE QUESTI 4 VIGILI DEL FUOCO INDAGATI??????? DATO che loro stessi hanno detto di aver fatto questo ?? neppure loro hanno avuto pietà  né umanità  hanno visto cosa hanno fatto e detto i poliziotti ma non li hanno fermati con un pò di buon senso anzi quando gli hanno detto di andare via sono sciesi tranquilli come se niente era sucesso potevano chiamare il 118 in soccorso dato che la stanza era piena di sangue Riccardo era ferito.Alla fine della guerra legavano le persone con il fil di ferro e le gettavano nelle foibe abbiamo ricominciato ?????? Hanno legato Riccardo in quel modo perché vivesse o perché morisse come un animale al mattatoio???????? SONO MOLTO dispiaciuto e adolorato vedendo che per le nostre autorità  la mia famiglia é considerata gente da macero nella loro indifferenza massima nel loro processo abbreviato non ci hanno chiesto neanche come ci chiamiamo il loro pensiero é solo finire questa brutta storia ma sono stati loro a CAUSARLA e noi vogliamo sapere perché tanto ODIO chi c’é dietro a tutto questo ???? PADRE DI RICCARDO

  6. old_sailor ha detto:

    Betoven rende noti aspetti molto importanti per conoscere e valutare che cosa é veramente successo quella sera in casa di Riccardo Rasman.  Evidentemente dispone degli atti depositati in tribunale e rappresenta la famiglia.  Negli ultimi tempi sono state pubblicate anche delle foto, drammaticamente eloquenti.   L’evidenza di quanto subito da Riccardo come risulta dalle foto cancella di colpo certe descrizioni che circolavano da tempo.   Quei solchi incisi sul volto, quei solchi che hanno martoriato la carne dei polsi; come é possibile che si siano prodotti in pochi minuti, se non usando una forza estrema nello stringere il filo di ferro ai polsi e una sorta di bavaglio che ha solcato il viso? Il Piccolo pubblicando la notizia della querela a Beppe Grillo scrive che l’agente “Miraz gli aveva assestato alcuni pugni al volto”.  E’ in questa azione che i polsini della camicia si sono intrisi di sangue? Fa pensare che il viso era ridotto a una maschera di sangue. E, comunque, fa parte dei protocolli di intervento dei poliziotti?
    Molti punti rimangono oscuri, e quindi sono da chiarire. A cominciare dal fatto che sia successo tutto in casa, dentro la casa di Riccardo. Ma come, la casa non é considerata inviolabile in tutti i paesi civili? Cosa c’era di tanto urgente, dal momento che ai due famigerati petardi non é seguito nient’altro per irritare ulteriormente i vicini di casa? Risulta che in casa di Riccardo non c’erano casse o amplificatori di nessun genere. C’era una radiolina grande come un pacchetto di sigarette. Se anche fosse stato rumoroso, é stato chiarito che non andava in quella casa da mesi, e anche in passato ci andava raramente. E’ stato accertato interrogando tutti gli inquilini che veramente stesse facendo un così grande fracasso nello spazio di pochi minuti al punto da chiamare la polizia?
    Si fa presto a ricostruire chi c’era e dove, e cosa hanno visto e sentito; le testimonianze non consentono troppe contraddizioni, se si ascoltano tutti. Dalle notizie finora disponibili sembra che tutte le persone che lamentavano i rumori molesti alla fine si riducono ad un’unica famiglia che abita parecchi piani più in alto di Riccardo. Già  nel 2008 c’era scritto in un blog, tuttora attivo: “Perché non si indaga su chi ha chiamato la polizia?” Nel citato articolo del Piccolo c’é la foto di una signora che da una finestra indica altre finestre. E’ stato verificato sul posto se effettivamente quello che fa una persona in casa può dare spettacolo sconveniente ai coinquilini? Veniamo ai petardi. La famiglia fa sapere, tramite Betoven, che non c’é la minima prova che li abbia gettati Riccardo. Ne consegue che qualcun altro li ha buttati. A quale scopo? Non é che, indagando seriamente, alla fine si scopre che hanno fatto più fracasso quelli che lamentavano il fracasso di Riccardo?
    Per arrivare al punto da sfondare una porta dovevano esserci dei motivi gravi, e una situazione di urgenza. Quali erano questi motivi? Qual’era l’urgenza? Inoltre credo occorra il mandato di un magistrato. Chi é quel magistrato? Con quale motivazione lo ha fatto? E’ noto che prima di sfondare i poliziotti chiamavano i servizi di salute mentale per sapere se si trattava di persona in cura. Hanno avuto la risposta? Da chi? Se non l’hanno avuta, e se veramente il giovanotto si comportava come descritto dai vicini, cioé dalla famiglia del portiere, non era ovvio che si trattava di un malato, come si accorge la gente per strada quando nota appunto certi comportamenti? E quindi, per quale motivo hanno deciso lo sfondamento? Per farlo hanno chiamato i vigili del fuoco. Ma é corretto che i vigili del fuoco facciano questo tipo di intervento? E che poi abbiano contribuito a immobilizzare il povero Riccardo e addirittura a legarlo con il filo di ferro, é nei compiti dei vigili del fuoco? Io ho sempre saputo che sono addestrati per salvare la vita delle persone in pericolo, anche a rischio della propria vita. A volte anche per salvare il gattino sul cornicione. Ma legare un giovane col filo di ferro dentro casa sua… non so si si può esserne fieri. Naturalmente saranno stati interrogati, sarebbe opportuno sapere la loro versione dei fatti.
    Molti altri interrogativi sorgono dai video pubblicati dalla famiglia. La mamma di Riccardo spiega che c’era sangue dappertutto, sul pavimento, sui muri, sui mobili. E mostra un biglietto che Riccardo aveva trovato sulla porta con una minaccia di morte. Questa cosa é di tale gravità  che deve essere indagata in rapporto a quello che é successo. Anche la sorella di Riccardo, Giuliana, ha ricostruito l’intera vicenda di Riccardo in quattro video, suscitando altri interrogativi. Oltre ai quattro poliziotti si scopre che ce n’erano altri due. Il giovane dentro casa sua credo si sentisse assediato da un esercito, perché c’erano quattro vigili del fuoco, sei poliziotti, e il tutto era cominciato con i vicini talmente avversi a lui da chiamare la polizia. Solo, nel terrore, sente che gli sfondano la porta e vede irrompere 8 uomini in divisa. Proviamo immaginare di trovarsi al posto suo. Quando scrivono nei giornali e nei blog che “era un omone alto 1.85 e di 120 chili” é una tecnica per far intendere che era una persona pericolosa. A questa inizio mistificante a volte aggiungono che era agitato, dava in escandescenze, che aveva vuotato fantomatiche bottiglie di vino, che era lui ad aggredire i poliziotti. Ma questo si direbbe se l’omone grande e grosso fosse entrato in un commissariato di polizia e avesse cominciato a picchiare i poliziotti. Tutti capiscono che é stato aggredito lui, dentro casa sua, da una specie di esercito.
    Io espongo queste mie riflessioni,che sono praticamente quelle di tutti, perché é assurdo si raccolgono certe versioni assolutamente insostenibili.
    Le domande che emergono incontro che i fatti sono maggiormente conosciuti, sono semplicemente rivolte a conoscere la verità , che é compito istituzionale del tribunale e diritto costituzionale dei cittadini.
    Se sarà  dimostrato che si tratta di una disgrazia, e i poliziotti saranno assolti, ci si aspetta che avvenga a seguito di un processo svolto nella massima trasparenza allo scopo di stabilire la verità . Se si avrà  l’impressione che ottengano l’assoluzione perché i poliziotti sono intoccabili, allora non sarà  un buon servizio né per la polizia né per la magistratura. La fiducia degli italiani nelle istituzioni non é al suo momento migliore. In tutti i casi anche i giornali e i blog dovrebbero pesare meglio certe espressioni. Scrivere di “uscire a testa alta” da un processo per un episodio in cui la vita di un giovane malato é stata violentemente stroncata é qualcosa che disturba. Anche se  si trattasse di un incidente stradale non andrebbero usato certe espressioni. Ma naturalmente questa é un’osservazione soggettiva.

  7. betoven ha detto:

    I vigili del fuoco.
    Bob esprime un forte sentimento di solidarietà  umana. Ma allo stesso tempo il timore che i vigili del fuoco, corpo al quale é fiero di appartenere, intervenuti in casa del povero Riccardo non abbiano agito secondo le nobili tradizioni e la deontologia del corpo.

    Troviamo nel sito ufficiale dei vigili del fuoco:
    “Dal 10 al 12 settembre 2010, in Veneto, nella splendida cornice di Cortina d’Ampezzo, si svolgerà  il I Raduno Nazionale dei Vigili del Fuoco….I Vigili del Fuoco sono sempre al passo con l’evoluzione tecnologica e pronti a rispondere ai bisogni del cittadino con cultura, esperienza, professionalità . La fiducia che viene loro espressa é il frutto non solo dell’attività  di prevenzione e di soccorso, che quotidianamente il Corpo assicura con la sua professionalità  nelle diverse e molteplici specialità  (elicotteristi, sommozzatori, speleo alpino fluviali, cinofili, ecc), ma é anche il frutto di un rapporto “privilegiato” che si é creato in questi anni, grazie alle capacità  relazionali, umane e di vicinanza che ogni singolo Vigile del Fuoco riesce ad esprime nei momenti di necessità  della gente.”
    Come abbiano agito quella tragica sera é dettagliatamente descritto da loro stessi nei verbali della Procura della Repubblica di Trieste. Citiamo i quattro vigili con una sigla. Riportiamo le loro esatte parole, nella stessa sequenza. Omettiamo solo le descrizioni ripetitive.
    BM
    circa ore 20.40
    sul pianerottolo c’erano in tutto quattro agenti, una donna e tre uomini
    tutti e quattro gli agenti erano sul letto
    hanno aiutato i vigili del fuoco SV e SM
    ho visto il sangue sul muro quando uno dei poliziotti ha acceso la luce
    ho visto il sangue sul polsino dell’agente biondo
    ricordo che la persona da immobilizzare metnre era sul letto faceva degli sforzi per liberarsi, non erano proprio delle grida erano dei versi di fatica
    SM
    arrivati sul posto c’era un agente (non la donna) che ci attendeva e ci ha messo al corrente
    con un leverino ho sforzato la serratura
    l’agente donna é ritornata dentro e ha partecipato alla collutazione per fermare la persona deceduta e tutti insieme l’hanno spinto sul letto
    il collega SV é andato a prendere la lampada… comunque dentro ci si vedeva, riuscivo a distinguere un agente dalla persona da immobilizzare
    dopo che la donna é rientrata ho visto che erano riusciti a bloccarlo sul letto e cercavano di ammanettarlo
    in questa fase ho visto che uno degli agenti ha colpito la persona al volto o sulla spalla destra
    la persona era supina sul letto e gli agenti cercavano di ammanettarlo
    in quel moneto uno degli agenti ci ha chiesto aiuto per immobilizzarlo
    SV e io ci siamo avvicinati
    io tenevo un arto, non ricordo se la gamba o il braccio e proprio in quel momento sono riusciti ad ammanettarlo
    gli agenti erano uno sulle ginocchia della persona poi deceduta e con le mani gli teneva le braccia e le spalle
    gli altri erano vicino, uno teneva il braccio destro e uno il braccio sinistro ed erano sul letto
    il quarto forse era sopra il letto
    i due pugni li ho visti quando mi trovavo dal letto
    questo é successo poco prima di ammanettarlo
    una volta ammanettato lo hanno fatto distendere per terra a pancia in giù
    era ancora vivo, si dimenava, sono sicuro di ciò perché gli tenevamo le gambe e quindi gli abbiamo legato le caviglie con un cordino
    la persona poi deceduta continuava a lamentarsi
    non ricordo le parole precise
    non sembrava assolutamente in pericolo di vita
    ho visto che aveva i capelli sporchi di sangue
    sono sicuro che la chiazza di sangue sopra il letto fosse già  lì prima dei pugni
    la prima cosa che ho visto é stato il sangue sul muro
    dopo aver fermato l’uomo a terra ci hanno detto che potevamo andarcene e così abbiamo fatto
    preciso che l’uomo l’abbiamo lasciato disteso dove l’ho disegnato (sul pavimento, in mezzo alla stanza)
    siamo andati giù, abbiamo risposto gli attrezzi nel camion ed un agente, non so chi, c’erano tanti poliziotti in quel momento, ci ha chiesto se tra di noi c’era qualcuno esperto in pronto soccorso perché la persona non stava bene
    dal momento che ho fatto da poco un corso di pronto soccorso il caposquadra e io siamo tornati sul posto, dieci minuti dopo che eravamo scesi
    arrivato sul posto ho visto il Rasman che non dava segni div ita, violaceo in viso
    ho quindi praticato le prime nozioni di pronto soccorso, quali ipertensione del capo, ho controllato la bocca che non fosse occlusa, ho sentito sul collo se percepivo segni di battiti e di respiro
    Non vedendo né battiti né respiro, ho iniziato subito una respirazione artificiale e massaggio cardiaco
    dopo neanche un minuto ho lasciato Rasman alle cure del personale del 118 che nel frattempo era sopraggiunto.
    la persona si trovava dove l’avevamo lasciato quando siamo scesi e nella stessa posizione, l’unica differenza era che non era più ammanettato.
    SV
    arrivati sul posto c’erano degli agenti
    siamo saliti e siamo arrivati davanti alla porta da aprire
    alla porta c’erano c’erano alcuni agenti, una donna e tre uomini
    gli agenti ci hanno chiesto se potevamo dare loro una mano
    io lo tenevo fermo per una gamba
    l’altro collega mi sembra che lo tenesse per l’altra gamba
    la situazione era in movimento, sopra il letto c’era un grumo di persone
    la persona si dimenava ed era molto forte
    gli agenti cercavano di farlo girare per ammanettarlo con le mani dietro la schiena
    in questa fase la persona é stata portata sul pavimento in posizione distesa a pancia sotto
    io lo tenevo per un braccio e tutti gli agenti cercavano di tenerlo fermo
    uno dei poliziotti é riuscito ad ammanettarlo
    tornando al momento in cui l’uomo é stato ammanettato, devo dire che poco dopo sono arrivati altri agenti, i quali ci hanno detto che potevamo andare via e così abbiamo fatto
    per me la persona era viva perché ogni tanto si muoveva
    BW
    … erano tutti sul letto
    gli agenti cercavano di bloccarlo tenendogli le mani e le braccia, ma lui era molto forte e si dimenava
    i colleghi Sadocco e Sisti sono intervenuti per tenerlo fermo
    dopo l’intervento dei miei colleghi, dopo un certo tempo gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo e hanno portato la persona poi deceduta dal letto al pavimento, ponendola in posizione pancia sotto con le mani dietro la schiena
    dopo averlo immobilizzato ci hanno detto che ce ne potevamo andare
    quando ce ne siamo andati per la prima volta, la persona poi deceduta mi sembrava viva, si muoveva, ma non parlava

    =================================================

    L’osservazione di BW che Riccardo non parlava diventa ovvia se si osserva la foto che mostra il volto con i profondi solchi causati da una sorta di bavaglio stretto con tale forza da segargli le carni.

    betoven

  8. old_sailor ha detto:

    Bob non é l’unico a provare vergogna.  Sarebbe importante sapere come si sono comportati i vigili del fuoco, che notoriamente svolgono la loro opera prima di tutto a salvaguardia della vita delle persone anche affrontando gravi rischi.

  9. AcidDREAM ha detto:

    Per 15 anni mi sono allenato a fare karate e pugilato e……pure io sono affetto da schizofrenia paranoide e faccio scoppiare i petardini in casa….vi prego venite sfondate la porta di casa e provate a riservarmi il medesimo trattamento….vi aspetto a braccia aperte!!!!
    Se vi piace la violenza e il combattimento corpo a corpo con me troverete divetimento assicurato!!! Un giro di giostro non lo nego mai a nessuno….senza appuntamento e a ogni ora del giorno!!!
    Un bacione!

  10. libero ha detto:

    sempre grazie Daniele la mia stima grazie

  11. bob ha detto:

    Arroganti. Esaltati. Violenti. Coperti. Onnipotenti. Disumani. Loro l’accusa; loro la legge; loro la giuria; loro il giudice; loro il boia. Ai danni di un innocente, un malato, un sofferente. Invece di aiutare, finire, terminare, distruggere. Accanirsi contro un debole. Da vigile del fuoco, voglio sperare che la mia parte abbia solo aperto quella dannata porta, ma ho paura che qualcuno abbia assistito inerme a quello scempio. Al momento, ho vergogna di essere italiano.

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