Arcus, carrozzone a debito di tutti

Fra gli innumerevoli sprechi della casta governativa, c’é la Arcus, ufficialmente “società  per lo sviluppo dell’arte” fondata nel 2004 a capitale interamente sottoscritto dal ministero dell’Economia. I suoi decreti operativi vengono adottati dal ministero dei Beni culturali con le Infrastrutture. Una spa a tutti gli effetti – col suo cda di 7 componenti per 10 dipendenti – secondo la Corte dei conti “un’agenzia ministeriale per il finanziamento di interventi non ispirati a principi di imparzialità  e trasparenza“.

Nel silenzio generale, la Arcus ha adottato a febbraio il piano triennale di interventi: 119 milioni per quest’anno, 43 per il prossimo, 37 e mezzo per il 2012. Totale: 200 milioni parcellizzati in 208 interventi.
Nel calderone il Lazio con 23 milioni di euro quest’anno, la Toscana con 21,4 milioni, 8,5 alla Sicilia e 12,5 alla Campania.
Nel capitolo “varie“, 495 mila euro destinati alla “partecipazione dell’Italia all’Expo di Shangai 2010“. Guida della missione Mario Resca, consigliere d’amministrazione della Mondadori, berlusconiano doc, direttore generale del dipartimento per la “valorizzazione del patrimonio culturale” al ministero.

In Veneto Arcus finanzia con 600 mila euro il dipartimento di Archeologia dell’Università  di Padova. Direttore é l’archeologa docente Elena Francesca Ghedini, sorella dell’onorevole Niccolò, dal 2008 “consigliere per le aree archeologiche” del ministro Bondi e dal marzo 2009 membro del “Consiglio superiore per i beni culturali“.

Ad Amelia, in Umbria, l’Associazione culturale “Società  teatrale” riceverà  800 mila euro, la Fondazione teatro dell’Archivolto in Liguria 450 mila.
Generoso il finanziamento al patrimonio extraterritoriale vaticano. Il “restauro dei cortili interni della Pontificia università  gregoriana” di Roma costa un milione di euro quest’anno e 495 mila l’anno prossimo, sebbene lo Stato abbia già  finanziato lo stesso restauro con 457.444 euro tratti dai fondi dell’8 per mille lo scorso anno, e con 442.495 euro nel 2007.

Arcus aiuta i comuni amici in crisi finanziaria: un milione alla cultura del Comune di Roma di Gianni Alemanno, un milione e mezzo per la rassegna estiva “Kals’art” del Comune di Palermo del berluscoide Diego Cammarata. Tra il 2004 e il 2009 erano già  stati finanziati 300 interventi per altri 250 milioni di euro.
La storia si ripete. Il ministro Bondi, in Parlamento il 26 giugno 2008, promise che con Arcus avrebbe “privilegiato interventi di notevole spessore“. La sede legale di Arcus é via del Collegio romano 27, nei locali del ministero, quella “operativa” é a via Barberini 86 in un elegante ufficio da 350 metri quadrati affittato per 175 mila euro l’anno.

Nel 2010 stipendi, sede e gettoni per il funzionamento di Arcus costeranno 2 milioni di euro. Un carrozzone a carico degli italiani che finanzia la chiesa. Senza controlli perché Arcus gode di immediata operatività . In 2 anni di legislatura nessun atto della spa é passato in Parlamento. Ultimo dettaglio: il sito di Arcus é QUI. Non é dato a sapere quanto sia costato.

Prima Fini manderà  affanculo il piduista, meglio sarà  per tutti.

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4 Commenti a “Arcus, carrozzone a debito di tutti”

  1. Marco B. ha detto:

    Daniele,

    non ti illudere, il Fini di oggi é ben inserito nel giro dei SOLITI NOTI … altri tempi quelli nei quali girava al fianco di Almirante, col naso storto e gli occhiali da Mr. Magoo!! Quello che purtroppo ci dobbiamo subire oggi é l’ENNESIMO personaggio in cerca d’autore … ma ben sponsorizzato!!
    Riponi la tua fiducia nella persona sbagliata .. e d’altro canto ti é già  capitato in altre occasioni .. anche ultimamente! Ma stai sempre in allerata e col taccuino pronto .. :-)!!

  2. Lazarus ha detto:

    Bondi: 800000 ad Amelia, un milione e mezzo al Vaticano e nemmeno una parola per l’immane perdita dell’archivio Vasari… ed é pure toscano… Ah, fosse quatata in borsa la vergogna

  3. gina ha detto:

    Anche tu credi alla befana(Fini).

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