Cappato: “Nuovi ricorsi contro Formigoni”

Firme annullate ad una prima verifica e altre firme depennate durante una seconda passata da parte della Corte d’Appello di Milano, in seguito al ricorso presentato da alcuni esponenti lombardi della Lista Bonino-Pannella capeggiati da Marco Cappato. Le irregolarità  denunciate per quanto concerne la lista di Formigoni candidato alle elezioni regionali lombarde, riguardano le firme raccolte in bianco, timbri mancanti, località  omesse, generalità  vaghe e perizie calligrafiche per il dubbio che ci siano firme false.

La Corte d’Appello del tribunale di Milano, ha accolto il ricorso e ha annullato la lista Formigoni per mancanza del numero minimo di firme richiesto. Allo stato attuale in Lombardia non potranno correre sia il Pdl che la Lega nord.

Marco Cappato, nell’intervista che gli ho realizzato, parla di elezioni illegali, informazione televisiva mancante, autenticatori non avvertiti e non mobilitati. La complicata (ma chiara) legge italiana sulla raccolta firme per la presentazione delle liste e dei candidati alle elezioni regionali é di difficile rispetto. Anche per colossi come il Pdl.

Nella denuncia presentata in procura i rappresentanti della Lista Bonino-Pannella chiedono il sequestro dei moduli. In caso di riammissibilità  faranno ricosro al Tar. Alcuni errori sanabili potrebbero essere insufficienti a far raggiungere il quorum di 3.495 firme valide su 3.421 validate.

Dalla dichiarazione di inammissibilità  i candidati hanno 24 ore di tempo per presentare le loro contro obiezioni all’ufficio elettorale. Marco Cappato dice che in giornata presenterà  documentazione aggiuntiva per dimostrare l’invalidità  di quelle firme a sostegno della lista Formigoni.

Il momento é febbrile e le possibilità  di riammissione di Pdl e Lega in Lombardia non sembrano così scontate. Potrebbe servire qualche giorno prima di sapere se la coalizione di Penati, dovrà  fare i conti con la forte concorrenza di centro destra.

Testo intervista

DM: Marco Cappato, con la lista Bonino Pannella avete presentato ricorso alle firme del PDL?
MC: Questa mattina alle 8 e 30, 9. Perché le abbiamo visionate, abbiamo fatto un accesso agli atti, e abbiamo verificato che molte delle firme apposte non erano regolari. E quindi in realtà  le firme regolari erano di meno delle firme minime necessarie per presentarsi. Uguale lavoro abbiamo fatto sulle liste di Penati, sul listino per il presidente, e a quel punto abbiamo presentato ricorso, perché le irregolarità  riguardano vizi formali che rendono nulle le firme. L’assenza di data, luogo, autenticatore, insomma varie tipologie. E poi nel caso di Formigoni é anche una questione più generale, più politica, ma ugualmente formale. Cioé. Mentre notizie di stampa davano aggiornamenti su le discussioni in corso per definire il listino del presidente, cioé i 16 nomi di quelli che verrebbero eletti con Formigoni se vince. Bene, le firme, su quelle stesse liste, hanno delle date di autentica precedenti a quando, poi, é stata definita la lista. Questa cosa é del tutto illegale perché non si possono raccogliere le firme su moduli in bianco. Le firme si raccolgono sulle liste complete. Lo sappiamo bene noi radicali, che per raccoglierle legalmente chiudiamo le liste anche un mese e mezzo prima dalla scadenza del termine.

DM: avete fatto, in pratica, un lavoro che avrebbe dovuto fare, per voi, la corte d’appello?
MC: la corte d’appello ha fatto una prima verifica, dalla quale ha tolto, ha invalidato alcune delle firme presentate da Formigoni e da Penati. Probabilmente, noi abbiamo l’esperienza dei raccoglitori di firme regolari, e quindi sappiamo, non dico meglio di loro ma insomma, abbiamo un’esperienza diretta di tutti i problemi che si possono incontrare nel raccogliere le firme, e quindi di tutti i vizi di forma. Quindi questo nostro secondo passaggio, ha consentito di rilevare vizi di forma che non erano stati rilevati nel primo passaggio.

DM: perciò la corte d’appello vi ha dato ragione?
MC: la corte d’appello ha ritenuto fondato il nostro ricorso e ha dichiarato non ammessa alle elezioni la lista regionale di Formigoni.

DM: questa intervista la stiamo registrando di lunedì sera (01 marzo 2010 n.d.) per cui siamo in attesa anche di un possibile ricorso e dei risultati. Pare che Calderoli abbia detto che tutto sembra che vada sistemandosi. Cosa avrà  inteso?
MC: questo non lo so. Però, allora ripercorriamo tutta la storia. Intanto, noi come radicali, sono 2 mesi che diciamo che queste elezioni sono illegali. Innanzitutto per l’informazione che non c’é. Gli autenticatori non sono stati informati e non sono stati attivati. Così che un partito come noi, come abbiamo cercato di spiegare, con Emma Bonino col suo sciopero della fame e della sete. Con il preannuncio di richiesta di asilo politico da parte di Marco Pannella. Abbiamo cercato di denunciare questa situazione di illegalità  e non ci si é ascoltati. Oggi, ci troviamo in una condizione, diciamo così, di conferma di quello che dicevamo. Cioé che raccogliere le firme legalmente, in condizioni del genere é non dico impossibile, ma veramente molto difficile. Apparentemente anche per i grandi colossi. Ora che cosa può succedere? Intanto il tribunale ha considerato solo una parte dei vizi che noi abbiamo rilevato. Perché noi non abbiamo soltanto fatto ricorso all’ufficio elettorale. Abbiamo anche fatto una denuncia alla Procura della Repubblica, chiedendo il sequestro dei moduli. Perché, appunto, non c’é soltanto il problema dei timbri che mancano, ma c’é un problema ancora più complessivo, di come sia stato possibile tener aperto quelle liste, quando già  si era iniziato a raccogliere le firme. E quindi abbiamo anche chiesto che si facessero delle perizie calligrafiche, perché la nostra impressione é stata che anche su quello ci fosse un lavoro da fare. Tra l’altro, l’ufficio elettorale, non ha accettato tutti i rilievi formali che noi abbiamo presentato. Ma alcuni di questi rilievi noi li confermiamo, e quindi possiamo fare ricorso al Tar. Per esempio, ci sono centinaia di firme, sia di Formigoni che di Penati, che hanno la certificazione precedente all’autentica del modulo. Cioé, quindi, é stato chiesto al comune il modulo, prima che fosse autenticata la firma del cittadino. Come se lo si sapesse già  che stava per firmare. Questo, teoricamente, é possibile. Inviti venti amici a firmare a casa, in presenza di un autenticatore, e gli dici: prima portatemi il certificato elettorale. Teoricamente é possibile. Quando però la certificazione é collettiva, o é stata fatta da tutti lo stesso giorno, significa semplicemente che il partito, la lista, ha chiesto i certificati, ha messo le firme, o le ha fatte comunque autenticare dopo la firma. Cosa che, anche questa, é illegale.

DM: quanto tempo rimane al PDL per poter, come dire, riparare alle manchevolezze e agli errori?
MC: allora. Gli errori non sono sanabili, nel senso che, una volta che le firme sono consegnate non é che si può portare documentazione successiva. Da quando é stata dichiarata la non ammissione del listino di Formigoni, sono partite le 24 ore di tempo. Quindi domani, martedì (02 marzo 2010 n.d.) verso le ore 15 e 30 più o meno, adesso vado a memoria, Formigoni, il PDL più la Lega, dovranno presentare le contro obiezioni all’ufficio elettorale. Ma noi stessi presenteremo della documentazione aggiuntiva, perché riteniamo, appunto, che le firme non valide non siano di meno ma di più.

DM: per cui ci sono tutti gli estremi per ritenere che PDL e Lega non correranno per le “regionali” in Lombardia quest’anno?
MC: se la lista non ha le firme sufficienti, dovrebbe succedere la stessa cosa che é successa alla lista Bonino Pannella, che in Lombardia non ha presentato le firme sufficienti. Quindi io non sarò candidato, e nessuno della nostra lista sarà  candidato. E gli elettori della Lombardia non potranno trovare sulle schede il simbolo della lista Bonino Pannella. E’ evidente che se il listino di Formigoni non avesse le firme, la legge essendo uguale per tutti, o dovendo esserlo, anche quel listino non sarà  sulle schede. Siccome al listino delle “regionali” sono collegate tutte le liste provinciali, e siccome ogni lista per presentarsi deve essere collegata a un candidato presidente, l’interpretazione, che poi va naturalmente verificata, é che nel caso in cui cade la lista del candidato presidente, a quel punto le liste provinciali non hanno più un candidato a cui essere collegate. E quindi anche esse non sono più presenti alle elezioni.

DM: qualche possibile mossa talebana da parte della Corte d’Appello a favore di Berlusconi?
MC: io credo che, sicuramente, i giudici e il tribunale, in questo momento saranno sottoposti, nella migliore delle ipotesi, a una pressione fortissima per l’attenzione che tutto il Paese sta dedicando a questo tema. Credo che nel constatare la precisione, modulo per modulo, delle irregolarità  che noi gli abbiamo rilevato, sono stati doppiamente coraggiosi rispetto a se stessi e rispetto all’attenzione esterna, e quindi mi auguro che potranno continuare a esaminare i fatti per quelli che sono e per quelli che noi gli abbiamo esposto nei nostri ricorsi.

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11 Commenti a “Cappato: “Nuovi ricorsi contro Formigoni””

  1. giuseppe x ha detto:

    Quanti di noi per una stupidità  si sono sentiti vessati dallo Stato o dal Comune?
    Per la mancanza di una semplice marca da bollo oppure per un semplice ritardo, anche di un solo giorno?
    Oppure per la mancanza dell’autocertificazione, oppure perché i certificati erano scaduti oppure perché sono scaduti i termini?
    E’ giusto, se ci sono irregolarità , che le liste non possano partecipare.
    Ed é anche giusto che, in caso di ricorso, vengano quantificati i danni che arrecano ai cittadini.
    Basta, é ora di finirla……ne ho pieni gli zebedei!

  2. gianpol ha detto:

    ma sei sicuro che le firme dell’idv erano tutte “vere” o qualche provincia ha usato i soliti elenchi?ma va la, va la

  3. Raffaele ha detto:

    D’accordissimo con te. Io penso che già  il fatto di non essere in grado di raggiungere il n° di firme necessarie per presentare le liste, o ancor grave falsificarne alcune centinaia, sia stata la grave mancanza di rispetto verso l’elettorato del PdL. Può star tranquillo il Presidente del Senato. Il diritto di voto é assicurato perché ciascuno é libero di votare, se possiede di una tessera elettorale e di un documento d’identità . Mi spiace x gli elettori del PdL, ma dovrebbero prendersela piuttosto con i dirigenti del partito, disorganizzati e forse anche disonesti(aspetteremo la giustizia x confermare l’ulitmo aggettivo). Gli altri partiti in Lombardia intanto esultano (x il momento, dato che il Kapò ha sempre un asso nella manica)!

  4. giuseppe x ha detto:

    Schifani: garantire diritto al voto
    ‘Nel rispetto delle regole, la sostanza prevalga su forma’

    (ANSA) – ROMA, 2 MAR – ”Mi auguro e tifo fortemente che possa essere garantito il diritto sacrosanto di voto, previsto dalla Costituzione, a tutti i cittadini”. Cosi’ il presidente del Senato Renato Schifani in merito all’esclusione delle liste del Pdl alle regionali nel Lazio. Schifani ha detto di augurarsi che ”nel rispetto delle regole prevalga la sostanza sulla forma quando la forma non e’ essenziale”. Schifani e’ invece sicuro che il caos sulle liste non sia attribuibile a contrasti interni al PdL.

    Chissà  se il “sig.” Schif.ani la penserebbe allo stesso modo per le liste civiche a 5 Stelle e per le liste I.D.V….

  5. Raffaele ha detto:

    Apprezzo molto la raccolta firme dei grillini. Sono stati fantastici. E a quanto pare hanno anche dato una bella lezione ai partiti tout court. Il mio voto in Campania andrà  sicuramente alla loro lista!

  6. giuseppe x ha detto:

    Bene, se ci sono irregolarità  é giusto che queste liste non vengano ammesse…..
    comunque fossero soltanto queste le irregolarità .
    Ps…Formigoni é eleggibile?
    E per il Veneto é eleggibile Zaia?

    Curiosità  personali….

  7. Diego ha detto:

    Penso che se lo meritano, noi altri del movimento 5 stelle ci siamo sbattuti un mese e mezzo per racimolare le firme necessarie! Autofinanziati, a fatica abbiamo trovato gli autenticatori (figurati se uno del PD o PDL veniva da te al banchetto! eresia! vade retro grillino!), non abbiamo potuto coprire tutta la Loombardia per carenza di personale, ecc ecc… però a quanto pare ce l’abbiamo fatta (per poco!).

    E questi che contano milioni di tesserati? e che hanno fondi pubblici per la campagna elettorale, che si fanno pubblicità  a palate? Niente! Si svegliano una settimana prima del termine, fanno confusione con i fogli e poi pretendono pure di avere ragione!

    BAH!

  8. Raffaele ha detto:

    Un partito nato da 2 anni o poco che non riesce a raccogliere firme “legalmente” non può che rafforzare la mia idea, e cioé che il PdL é un partito non-partito, anzi sembra quasi un partito di notabili di fine ottocento, con la differenza che quei partiti lì almeno erano organizzati. Purtroppo non é colpa dei dirigenti del PdL, anzi lo é trasversalmente. Perché si adagiano sui dictat del grande Kapò, ma forse non si rendono conto che prima di essere una forza politica in campo elettorale, sono un partito. E la tipologia di partito contemporaneo (cath-all party) non può non escludere una delle componenti fondamentali dell’ormai morto partito di massa: l’elettorato (o membership). Perdipiù, il PdL é al Governo. E questo rende la possibile esclusione in Lombardia e in Lazio delle liste un evento clamoroso. Perciò il Kapò non dovrebbe arrabbiarsi di tanto. La colpa é sua se ha impostato il partito in questo modo (un “sultanato”, in parole povere, come direbbe Sartori G.).
    Voi che ne pensate?

  9. Pedra ha detto:

    Possibile che un partito come il PdL, un partito che prende il 35% dei voti, non riesca a raccogliere 3500 firme valide o a consegnare in tempo le liste? Eppure non mi sembra difficile per loro, basta qualche banchetto nella sola Milano, i firmatari non mancano di certo.
    Come si può sperare in un buon governo da un partito che non sa consegnare le liste in tempo, o abbastanza firme valide?

  10. helena f. ha detto:

    p.s. X Roberto G.

    Grazie per il link, simpatico.

  11. helena f. ha detto:

    Il Manifesto ha sempre dei titoli di prima pagina intelligenti, sarcastici, pungenti.
    Quello di domani: POLVERONI (Polverini e Formigoni).

    “Il partito del fare, anche le caxxate che ci pare” (questa é mia però… 🙂 )

    Chissà  come andrà  a finire. Certo una bella botta gli farebbe bene, o a Milano o a Roma o tutte e due (magari), così calano un pò quella superbia che li contraddistingue.

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