Processo breve ai guai della giustizia italiana

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All’indomani della vergognosa figuraccia del menestrello Alfano davanti ai magistrati d’Italia, che hanno abbandonato le aule armati di Costituzione nella giornata dedicata all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ecco un riepilogo delle relazioni tenute dai presidenti delle Corti d’Appello dei principali distretti giudiziari italiani in vista del famigerato processo breve.

Sono oltre 5.000 le indagini prescritte ancora nella fase preliminare in Liguria. Numeri forniti da Mario Torti, presidente della Corte d’appello di Genova. Nel penale le denunce di reato sono state 139.000, oltre la metà  a carico di ignoti. I procedimenti pendenti sono poco meno di 100 mila. I reati penali più diffusi in Liguria sono i furti (13.115), le rapine (820), contro lla pubblica amministrazione (761 di cui 37 per corruzione). In aumento i reati societari e di bancarotta. Nel solo 2009 sono stati iscritti 5 procedimenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, di cui uno riguarda la‘ndrangheta calabrese per traffico di droga fra Imperia e Ventimiglia.

Fuori dal tribunale di Firenze, sotto la pioggia hanno manifestato per ore i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Secondo il pg Deidda l’indagine estremamente complessa che riguarda la sciagura ferroviaria, col processo breve andrà  in fumo prima del tempo. Una causa civile nel capoluogo toscano dura in media 900 giorni e 771 in appello. Per il presidente della Corte d’Appello Fabio Massimo Drago in Toscana mancano 68 magistrati oltre al personale amministrativo. Quello attualmente in attività  é insufficiente a sostenere burocrazia e procedure asfissianti.

A Bologna Giuliano Lucentini ha detto che “se la giustizia fosse un’azienda sarebbe già  fallita“. Dalla sua relazione annuale si apprende che mancano magistrati, cancellieri, computer, stanze per i giudici e in qualche caso la carta per le stampanti. “Altro che toghe incapaci inefficienti politicizzate arroganti malate di protagonismo e anche di mente“. Biblici anche a Bologna i tempi della giustizia. Nel civile il tempo medio attuale per una sentenza d’appello é di 9 anni e 10 mesi. Alcune cause sono durate oltre 11 anni. Più lunghi anche i processi penali nel 2009: 886 giorni anziché 840.

A Bari, alla presenza del sottosegretario Alfredo Mantovano e alla quasi totale assenza dei magistrati, il presidente della Corte d’Appello Vito Marino Caferra ha parlato di  “un diffuso senso di incertezza” per la grave lentezza della macchina della giustizia pugliese. Oltre 1.000 i giorni medi necessari per ottenere una sentenza sia nel penale che nel civile. Aumentati anche i ricorsi presentati in base alla legge Pinto, che prevede il risarcimento per i cittadini danneggiati dalla lunghezza dei processi. Nel biennio 2008-2009 il tribunale di Bari é stato condannato a pagare 1,3 milioni, un terzo dei 527 ricorsi presentati.

Il presidente della corte d’appello di Torino Mario Barbuto, conosciuto per la sua capacità  di aver elevato il suo tribunale a modello di efficienza, ha detto che “il processo breve é una tagliola inopportuna” che mette a rischio i processi ThyssenKrupp ed Eternit. Fra Piemonte e Valle d’Aosta mancano 49 magistrati, 51 giudici di pace e con soli 139 lavoratori amministrativi Torino lavora in sottorganico del 19%. Nel civile al 30 giugno 2009 si registravano 171.932 cause pendenti e 276.708 fascicoli aperti nell’ultimo anno. Nel penale sono 173.897 i casi aperti e 155.381 quelli nuovi. All’aumento dell’arretrato si somma la marea di procedimenti pendenti contro ignoti: 75.866. Le indagini e i dibattimenti a rischio di prescrizione sono i due terzi dei pendenti. I giorni medi che in Piemonte passano dalla richiesta di rinvio a giudizio all’udienza preliminare sono 123 con rito collegiale contro i 116 del monocratico. Una lite per una eredità  si é conclusa dopo 44 anni.

Corruzione dilagante a Roma (+28% nell’ultimo anno) e omicidi che insanguinano Latina. Due delle tante piaghe in cura nella procura di Roma e di tutto il Lazio, assieme a infiltrazioni mafiose e riciclaggio di attività  di ristorazione e alberghiere. Giorgio Santacroce, presidente della Corte d’Appello di Roma, ha detto che sono aumentati pure i tentati omicidi, le rapine, le estorsioni e la criminalità  romena specializzata in prostituzione, spaccio di droga e clonazione di carte di credito. In aumento anche i morti sul lavoro (da 25 a 42) e le vittime della strada in seguito all’uso di droghe e all’abuso di alcool. Aumentati anche i reati minorili (da 3.321 a 3.410 in un anno) a fronte di processi a rischio come Lady Asl e Coop Casa Lazio. Secondo il componente dell’Anm Valerio Savio la giustizia romana carente di fondi e di organico ha provocato un notevole aumento di arretrato, favorito dai ricorsi spediti per posta (solo a Roma ne vengono inviati 600 al giorno). I cancellieri sono ridotti all’osso, mancano computer e fotocopiatrici e quelli in funzione sono vecchi e lenti. Entro marzo la capitale perderà  40 addetti al settore amministrativo che metteranno a rischio il processo del crac Cirio.

A Palermo mancano 125 magistrati su un totale di 472 a fronte di 111 mila procedimenti penali pendenti e 60 mila civili. Negli uffici del tribunale siciliano lavora la metà  degli addetti necessari. I contenziosi civili hanno una durata media di 7 anni. 4 anni quelli penali. Scoraggiante la relazione del presidente della Corte d’appello di Palermo Vincenzo Oliveri, secondo il quale il processo breve é “un’inedita amnistia in un crescendo verso una catastrofe sul sistema processuale, in particolare sui reati contro la pubblica amministrazione“. Ci saranno “danni incalcolabili per la giustizia e il processo contabile diventerà  un’arma spuntata con effetti pregiudizievoli per i diritti dei cittadini“. Le estorsioni denunciate in un anno sono passate da 603 a 668. Da 2.814 a 3.628 le rapine. In forte crescita anche l’abusivismo edilizio (989 casi in più rispetto al 2007-2008, truffe, incendi dolosi (+404), violenze sessuali (+83), che si sommano a 70 omicidi volontari, 142 colposi in incidenti stradali e 164 sul lavoro.

I magistrati di Napoli giudicano Alfano “un mago che fa sparire i processi“. Per il presidente della Corte d’Appello Antonio Buonajuto un procedimento con rito collegiale dura 427 giorni contro i 314 con rito monocratico.  “Camorra e criminalità  organizzata sono un vero e proprio cancro della società  civile“. In Campania sono 128 i clan censiti, 200 le famiglie con circa 5 mila affiliati. Gli omicidi di camorra rappresentano il 60,4% di quelli consumati. I genitori di minorenni che delinquono denunciati nell’ultimo anno sono stati 1.223. Aumentati del 20% i fallimenti aziendali a fronte della carenza di almeno 21 magistrati. Negli uffici amministrativi i 18 impiegati andati in pensione non sono stati rimpiazzati, e un quarto del personale rimasto ha già  compiuto 58 anni. Anche nei tribunali distaccati della Campania manca il personale per registrare le sentenze ed é impossibile quantificare la produttività  dei magistrati. Il presidente del tribunale di Napoli Carlo Alemi ha chiesto ad Alfano di chiudere il tribunale di Marrano in quanto non può funzionare sguarnito di personale. Infine i giudici del Riesame di Napoli si tassano per acquistare carta igienica e sapone. Con la beffa che il materiale acquistato con i 100 euro raccolti a colletta é stato rubato.

Infine le toghe di Milano lanciano l’allarme mafia sull’Expo. Aumentati i fascicoli a carico della sicurezza dei locali pubblici e il numero delle denunce di adulterazioni di cibo di pubblico consumo (159). Il procuratore Manlio Minale ha definito allarmante la quantità  di reati commessi dalla criminalità  organizzata e “accentuato” l’interesse delle mafie per il mercato immobiliare. 31 le indagini per mafia avviate nel 2009, il triplo rispetto al 2008. 58 le denunce di corruzione contro le 38 del 2008. 91 gli omicidi commessi, 1.213 le rapine e 3.395 i furti denunciati.


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2 Commenti a “Processo breve ai guai della giustizia italiana”

  1. paolo papillo ha detto:

    ot
    grazie per l’ospitalità 

    ODIO GLI INDIFFERENTI….ANCHE TE CHE TE NE FREGHI AL CALDUCCIO DELLA TUA CASETTINA…PRIMA O POI VERRANNO A BUSSARE ALLA TUA PORTA…ED IO SARO’ A BUSSARE CON LORO.
    LA MULTINAZIONALE DHL LICENZIA 70 LAVORATORI…
    non percepiranno nessun ammortizzatore sociale. NON RIMANERE INDIFFERENTE ANCHE TU PUOI FARE QUALCOSA.
    Si é proprio così per questo che l’ingiustizia trionfa…per l’indifferenza della maggior parte della gente, gli affaristi …la casta..le multinazionali sanguisughe…i furbi in genere.. l’avranno sempre vinta se non si inizia a pensare che su ognuno di noi ricade l’arroganza di questi soggetti…Non ci vorrebbe molto a dire basta a questi moderni schiavisti.. basterebbe rendersi conto che al posto di questi lavoratori buttati in mezzo alla strada con un calcio nel culo ci potrebbe essere ognuno di noi o qualcuno che ci é caro…CONTINUA CON ARTICOLI VIDEO E IL TESTO DI UNA MAIL DA INVIARE ALLA MULTINAZIONALE DHL:
    http://informazionedalbasso.myblog.it/

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