Tivù accesa: baby rovina

I bimbi italiani fino ai 3 anni sono 560 mila. Potenziali telespettatori che hanno indotto il presidente dell’Autorità  per le cominicazioni Corrado Calabrò a stilare una bozza di regole per la tutela della loro fragilità , in cui si vieta pubblicità  seduttiva e si obbligano i canali ad avvisare i genitori con delle scritte i rischi che i bambini corrono esposti alla tivù.

Tuttavia l’Autorità  francese ha scritto che “il consumo di immagini televisive mette a rischio lo sviluppo dei processi di pensiero e di immaginazione dei bimbi“, mentre favorisce “la passività  e il ritardo nel linguaggio, il turbamento del sonno e della concentrazione“. Pericolo condiviso anche da Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università  La Sapienza, secondo cui “colori pupazzi e dolci suoni apparentemente innocui, nascondono pericolose insidie che portano i bambini ad affezionarsi al televisore come fosse l’orsacchiotto. E’ la prima tappa di una teledipendenza che li accompagnerà  per la vita“.

Secondo i dati Istat del 2009 il 96% dei bambini italiani in età  prescolare guarda la tivù e il 91% lo fa tutti i giorni, in tutti gli orari. Pure davanti ai reality. Insomma, la tivù ha sostituito i genitori di una volta che leggevano le ben più educative favole ai loro pargoli. La disaffezione al contatto e al colloquio con i propri piccoli é l’anticamera all’incomunicabilità  adolescenziale e alla reciproca incomprensione che porta spesso a dolorosi conflitti fra generazioni.

Il tubo catodico é un’insidia domestica ben più pericolosa dei coltelli. Non mi risulta che qualche documentario televisivo o qualche telegiornale lo abbia spiegato, se non con dei blandi spot come quello postato in video.


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13 Commenti a “Tivù accesa: baby rovina”

  1. brio ha detto:

    il problema non é la TV, ma i genitori e la loro ignoranza.
    Cartoni come quelli di baby TV o disney channel sono ottimi: mia figlia ha imparato a parlare inglese (perché li metto in lingua originale), a contare, i colori, le forme, ecc.
    Non c’é pubblicità .
    Se uno lascia i figli a guardare cartoni tipo dragon ball o fatine troieggianti, infarciti di pubblicità , allora c’é un problema.
    Insomma la TV va accompagnata, non proibita, come tutte le altre cose.

  2. andrea ha detto:

    sono ormai tre anni che accendiamo sempre la radio al posto della tv!!!! andate sul tetto segate le antenne non servono a nulla tutta roba vecchia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. POLDO ha detto:

    Sono stato bambino nei “mitici” anni ’80, cresciuto a suon di cartoni giapponesi, Varietà  alla Vianello ma anche di Lego(quello vero), meccano, bicicletta e pallone, eppure non sono venuto su con valori deviati o simil lobotomizzato.

    Non prendiamoci per il culo la televisione é così perché é così che piace alla maggioranza degli italiani.

    Un tempo la TV era educativa, era un “canale” per conoscere il mondo oltre che per rilassarsi, era probabilmente una scatola magica che puntava sulla qualità  e sull’originalità  degli autori.

    Oggi la Televisione é una scatola rotta e ammuffita che propina disinformazione, manipolazione, distrazione di massa é un diffusore di falsi ideali, un fuorviante strumento che mischia finzione e realtà  in un gioco all’apparenza innocente ma in realtà  pericoloso e distruttivo.

    La “sana” televisione non esiste più, la televisione é malata perché é malato chi la produce, che ne ha fatto un mezzo mediatico ad alta influenza e condizionamento comprendendo l’elevata percentuale di penetrazione che essa ha raggiunto all’interno delle famiglie italiane in rapporto al basso grado di cultura generale dell’italiano medio. Questo mix micidiale ha consentito a persone come Berlusconi di fare della Televisione il SUO preferenziale ed ESCLUSIVO occhio sul mondo e voce per gli italiani.

    Grande Fratello, Buona Domenica, Verissimo e tanti altri programmi merda, vomitati dai canali considerati primi nelle liste dei “telespettatori” impongono i loro palinsesti trash ed alimentano così la voglia di disinformazione già  piuttosto elevata. Siamo di fronte ad una involuzione culturale dove “la giusta informazione” é sbagliata e sovversiva mentre é la disinformazione il format da propagare.

    La monopolizzazione e la politicizzazione mediatica avvenuta in questi anni ha determinato un deformazione dei valori. La televisione ci propina costantemente una distorsione della realtà  dove potere e successo si ottengono con il mercimonio del corpo, dove conta sempre più l’apparire che l’essere, dove tutto é permesso purché si é ipotetici V.I.P., dove tutto appare perfetto tranne il fatto che é finto ma viene costantemente spacciato per realtà .

    La Tv non é più un finestra sul mondo ma una vetrina per vendere, vendere tutto prodotti, malcostume e soprattutto politica.

    Stiamo perdendo il vero senso delle cose, si creano fantafamiglie che pensano di vivere in un reality e scaricano sui figli le loro insoddisfazioni, allo stesso modo non si ritiene un impegno quello di allevare i figli ma una un mera rottura di palle.
    Crescere un figlio vuol dire cambiare stile di vita e non farli rincoglionire davanti alla TV per non sentirli.

    Ci confermiamo sempre più un populino con somma gioia di chi ci governa. E dire che forse per disarcionare Berlusconi basterebbe veramente non vedere per un pò la mala-televisione.

  4. dzombie ha detto:

    salve a tutti.
    questo del rapporto tra tv e bambini é un argomento che mi ha sempre interessato molto. mi capita, quando sono a casa di altre persone (a casa mia la tv é un mero monitor per dvd. niente decoder o antenne) mi capita di osservare all’interno cosiddetta “fascia protetta”, una violazione continua delle regole della stessa. la cosa che più mi infastidisce é che le persone che dovrebebro vigilare in tal senso, e parlo dei genitori, non dei vari garanti o dello stramaledetto moige, é assolutamente indifferente.

    la ragione per cui spesso i genitori non vigilano, é che proprio non hanno voglia o tempo. almeno questo é quello che molti dicono. ma ho notato un’altra motivazione. molto più diffusa di quanto non si voglia credere: la mancanza della giusta percezione di cio che viene trasmesso.

    spesso i genitori non hanno i mezzi culturali per poter vigilare su cio che viene proposto ai figli. perche dei vari media, tv come internet come videogiochi, non ne consocono i linguaggi e non sono in grado di interpretarli.

    per questo molti preferiscono far finta di niente, pur di non ammettere di non sapere che fare. quasi nessuno ha l’umiltà  di ammettere questa lacuna.

    ciò succede nella tv coem nei videogiochi. i simboli standard stabiliti dal pegi per la descrizione dei contenuti di un videogioco, sono stampati IN OGNI SCATOLA sul retro. sono talmente semplici e diretti che pure un primate potrebbe interpretarli. per farvi un’idea date un’occhiata http://www.pegi.info/it/

    purtroppo piuttosto che sbattersi per imparare qualcosa che li aiuterebbe a proteggere i loro figli, molti preferiscono proibire. come molti fanno con ogni cosa che non comprendono.
    é più facile bandire, che capire.

    il problema poi in italia é al limite del paradosso, in quanto spesso e volentieri certi contenuti vengono compresi benissimo, ma si ritengono innocui o comunque di costume comune. penso a certi programmi del pomeriggio in cui gente di ogni risma discute animatamente e spesso volgarmente di argomenti di rara stupidità . facendo crescere il piccolo teledipendente con la convinzione che “portare o meno i pantaloni a vita bassa fanno di te una troia?” sia un argomento vitale.

    se le persone migliorassero la propria capacità  comunicativa…

  5. alina ha detto:

    Buongiorno, Daniele. Buongiorno a tutti.
    Non solo i bambini,non solo i bambini.
    Visto questo documentario di Enzo di Frenna?
    “La tv italiana gestita dagli uomini Delta”
    http://www.youtube.com/watch?v=kl8vGOqP1oo
    http://www.youtube.com/watch?v=CRADIU1gezA&feature=related
    Tecniche di persuasione e condizionamento molto potenti e complesse.

  6. Carlo Giordano ha detto:

    La televisione dovrebbe pensarsi un po’ contro. Già , ma come? Può il pescivendolo dire che il pesce che vende non é fresco? La televisione fa male, al di là  di quello che trasmettono, perché é ipnotica. Spesso si resta a guardare cose di cui non si ha nessun interesse, se non ci si premunisce per tempo a premere il pulsante di spegnimento,.. Io mi sono sempre prefigurato l’idea che la televisione sia una sogno o, se vogliamo, un contenitore di fantasie, una fonte di creatività , che vengono proposte e indotte però dall’esterno, a scapito del processo similare che in genere dovrebbe realizzarsi in ogni persona autonomamente. Quindi il danno grave che produce la televisione é il condizionamento subliminale o inconscio. Le persone vengono incatenate a questo ipnotismo continuato. Il sogno come bisogno. Per sognare, creare, bisogna accendere la tivvù e farsi riempire come discariche. C’é uno svuotamento dei modelli prodotti dai processi psicofisici autogeni che vengono sostituiti con quelli artificiali creati ad hoc dal sistema di condizionamento televisivo. Io non so (o sono) in quanto so (o sono), ma i quanto sono in-formato dalla tele. In genere, questa tendenza totalitaria, questa de-formazione, creata dal mezzo televisivo non dipende specificamente dall’uso che se ne fa, ma dalla sua intriseca natura ipnotica e “sostitutiva”. Un bambino, specialmente in tenera età  (4-6 anni) é molto più influenzabile. Sappiamo che i pubblicitari sfruttano conoscenze della moderna psicologia cognitiva. àˆ orripilante. La televisione é veramente tout court un arma demoniaca di controllo e (d)istruzione di massa.

    Al peggio si somma il peggio: l’utilizzo finale per scopi di mercato e audience. Vediamo così vitelli da lacrima pronti a farsi (st)immolare in trasmissioni demenziali e diseducative, ove é d’obbligo la commozione; vediamo questi pivelli della lacrimanotorietà  pronti a rivangare qualsiasi ricordo di esperienza triste, onde far riaffluire dal loro database mnemonico una discreta e (in)credibile dose di piscio-lacrimale da elargire alle comosse platee, comodamente adagiate e addomesticate psicoanaliticamente su divani e poltrone, che si lasciano sognare, immedesimandosi empaticamente nella toccante scenetta familiare che di sicuro potrebbe toccare anche a loro, in quei dieci minuti di notorietà  predetti da Andy Wahrol.

    La tivvù spazzatura (Grande Fratello, L’isola del Famosi, e altre tele-cazzeggiate consimili) a quanto pare sembra vogliano avere la pretesa di definire, una volta per tutte, la realtà  e la spontaneità . L’effetto prodotto da questa tivvù spazzatura é quello di rendere invivibile la realtà  e la spontaneità  stessa se non rientra nei canoni propagandati. Ciò che si spaccia per Grande Fratellanza in realtà  non é altro che un ulteriore condizionamento voyeuristico al mezzo televisivo.

    Non dimentichiamoci del resto che l’informazione che passa attraverso il canale televisivo é controllata, censurata e spesso ha uno scopo tutt’altro che scontato sul piano etico ed educativo. I tele-utenti in realtà  dovrebbero chiamarsi tele-usati, tele-abusati, tele-condizionati, tele-lobotomizzati, tele-defraudati, ecc…

  7. Roby Bulgaro ha detto:

    Innanzi tutto un saluto a Daniele, che seguo da tempo, anche se solo ora mi sono iscritto.
    Sottoscrivo quel che dice Mandi, ed aggiungo che semmai, pare che le mire che hanno con la diffusione televisiva, siano proprio di indurre una sorta di sonno cerebrale, a partire dai più piccoli, proprio perche più influenzabili. Un genitore responsabile, dovrebbe vietare la visione della TV quasi del tutto, ma, essi stessi – in larga parte, s’intenda che non voglio fare di un’erba un fascio – sono una generazione che é stata influenzata massicciamente dall’uso televisivo. Questo ha comportato una abbattimento della capacità  discriminatoria nei confronti di ciò che passa sullo schermo. Se sommiamo a questo, che l’italiano medio legge poco ed ha una cultura debole, per così dire televisiva, ecco come mai non ha la forza di imporsi sui figli per farli crescere a ragionare con la loro testa. E’ già  il genitore stesso che non la usa come si deve. Credo che il fenomeno sia voluto. Ecco anche come succede che, come dice Venom, le leggi non siano applicate.
    Ciao_
    Roby

  8. Il Mandi ha detto:

    vabbé, ci riprovo:

    per quanto riguarda l’arte di manipolare le giovani menti, vi rimando ad un mio post, cliccate il mio nome!

  9. Il Mandi ha detto:

    perché é stato tolto il mio precedente commento?

  10. Il Mandi ha detto:

    per quanto riguarda il tentativo di manipolazione della tv nei confronti dei minorenni, vi rimando al post che ho fatto il 22-12-2009 sul mio patetico blog

    http://pomo1965.blogspot.com/

  11. cinzia ha detto:

    Ho una bimba di quasi 5 anni e la tv l’ho spenta ormai da 2 anni.Uso il computer ed anche lei,vedendo me,sa muovere il maus e mettere i cartoni che preferisce,visto che l’ho salvati sul computer.Vi assicuro che non mi ha fatto mai richieste di giocattoli visti nelle publicità ,cosa che vedo negli altri bambini!Non voglio che mia figlia crescendo mi dica che il suo sogno più grande sia fare la velina.

  12. Venom ha detto:

    Ho un bimbo di 13 mesi… ancora é troppo piccolo per guardare la TV, eppure quando c’é la pubblicità  mi accorgo che il suo sguardo e la sua attenzione vengono comunque attratte dalle immagini e soprattutto dal volume più elevato con cui le trasmettono…
    In Italia esiste una legge che vieta l’aumento di volume durante la trasmissione della pubblicità , ma nessun canale la rispetta!!! E’ inutile ripeterlo, l’Italia é il paese dell’illegalità !!!

  13. Il Mandi ha detto:

    ero ragazzino, nel 1973/74, la mia famiglia stava bene, non benissimo, bene.
    avevamo “il” TV, ovviamente in bianco e nero, con i “pomelli” da girare a mano!

    alle 16.30 iniziava “la TV dei Ragazzi”!
    prima non c’era niente.
    la sera, dopo Carosello, tutti a nanna!

    altri tempi.

    nonostante le poche ore settimanali davanti a quella diavoleria elettronica (con ancora le valvole), sono cresciuto sano, sia fisicamente che psicologicamente.

    ora vedo i bambini di oggi, alle elementari già  con gli occhiali, pallidi perché mai al sole a giocare, o magri od obesi!

    sì, devo ammettere che la TV non ha migliorato molto l’uomo!

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